Pittore Lorenzo Monaco

(Siena, 1370 circa – Firenze, 1425 circa)

Incoronazione della Vergine
Sopra, un’opera dell’artista: Incoronazione della Vergine, 1414, tempera su tavola, 506 × 447,5 cm., Uffizi, Firenze

L’opera sopra raffigurata, che è una riproduzione a bassa risoluzione di un’opera d’arte protetta dalla legislazione sulla protezione dei beni culturali, è stata inserita al solo scopo didattico.

Biografia:

Piero di Giovanni, tradizionalmente conosciuto come Lorenzo Monaco, è considerato l’ultimo importante continuatore del linguaggio giottesco, prima dello sviluppo rinascimentale avviato dal Masaccio e Beato Angelico, di cui quest’ultimo fu allievo.

Probabilmente originario senese, dell’artista nulla si conosce circa il suo periodo formativo, tantomeno quello dell’attività giovanile.

Certo è invece che Lorenzo si formò attraverso i canoni della tradizione giottesca in ambiente fiorentino, per cui molto contribuirono gli influssi di Agnolo Gaddi (morto nel 1396) e Spinello Aretino (1350 circa – 1410).

Nel 1390 l’artista entrò come novizio nel monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli a Firenze, dove nove anni più tardi vi prese i voti. Qui vi conciliava la vita religiosa con l’attività artistica lavorando come pittore su opere da cavalletto e come miniatore nello scriptorium, rendendosi all’epoca il più celebre pittore di temi a sfondo sacro in tutta Firenze. Risalgono, infatti, agli anni Novanta i tre corali custoditi nella Biblioteca Laurenziana, realizzati per lo stesso convento, dove già incominciava a delinearsi un suo stile personale, caratterizzato da una coloristica abbastanza fredda e da un linearismo piuttosto teso.

Dai primi anni del nuovo secolo il suo linguaggio artistico si allineò al gotico internazionale attraverso le opere del giovanissimo Ghiberti (1378 – 1455) e di Gherardo Starnina (Firenze, 1354 circa – ante 1413), quest’ultimo rientrato a Firenze dopo un viaggio in Spagna, dove aveva avuto importanti contatti con le novità internazionali. Spicca in tale periodo la Pietà della Galleria dell’Accademia di Firenze (1404), nella quale evidenzia un tratto più nervoso e una certa dose di espressività.

Nei suoi numerosi dipinti, soprattutto quelli a fondo oro, si evince lo stile che lo avrebbe caratterizzato per il resto della sua attività artistica: alto impiego di ori e lapislazzulli, figure estremamente allungate e di forte valore spirituale (spesso lontane dalla realtà), tratti sinuosi dei panneggi falcati, cromatismo assai variato e luminoso, contorni forti e taglienti. Il tutto, contenuto in un spazio pressoché inesistente, come d’altronde si evidenzia l’assenza di elementi naturalistici e profani tipici del gusto cortese del periodo.

Le numerose e prestigiose committenze fecero sì che il monaco-artista ottenesse un permesso per svolgere la propria attività fuori dal monastero, che regolarmente esercitò senza mai scostarsi dal suo status monacale.

Nel 1414 realizzò l’Incoronazione della Vergine (foto sopra) ove appaiono numerosi santi dal panneggio sinuoso e brillante. Nella predella spiccano figure di intensa e fantasiosa creatività.

Nel suo ultimo periodo il Monaco si trovò ormai a confrontarsi con le rivoluzionarie ed apprezzate novità del Masaccio che, tuttavia, non riuscirono ad influenzare del tutto – fatto salvo di alcuni elementi che resero più verosimile la strutturazione – la sua pittura, che mantenne il caratteristico linguaggio, senza svolte traumatiche. Tipica è la struttura compositiva dell’Adorazione dei Magi realizzata nel 1420-22, dove si evidenzia una marcata incoerenza, per l’appunto, in contrapposizione alla prospettiva scientifica ormai stava entrando in voga. L’alta qualità del cromatismo rimane comunque consolidata, con l’originale impiego del tratto di contorno, che conferisce all’opera gli aspetti più fantasiosi, cosa che nessun altro pittore fiorentino fosse mai riuscito a raggiungere.

Sempre nello stesso periodo, infatti, la sua celebrità godeva di un largo consenso come testimoniano i suoi prestigiosi incarichi, tra i quali si ricorda la realizzazione delle Storie della Vergine nella cappella Bartolini Salimbeni in Santa Trinita (riferibile al 1420 citca), una rara decorazione ad affresco dell’artista.

Dal Vasari, che incluse Lorenzo Monaco nelle sue “Vite …”, si viene a sapere che il frate morì a cinquantacinque anni in seguito ad una “postema crudele” (pustola infetta, quella che oggi viene classificata come una gangrena o tumore maligno), che lo tenne infermo per molti mesi. Il pittore fu sepolto nello stesso convento (sala capitolare), un privilegio, questo, generalmente riservato a illustri personaggi ed importanti uomini di fede: una testimonianza di quanto alta fosse la stima che egli godette in vita.

Le opere di Lorenzo Monaco:

L’opera pittorica dell’artista si trova sparsa in importanti musei internazionali, concentrati particolarmente nella National Gallery di Londra e nella Galleria dell’Accademia di Firenze.

  • Tre corali miniati, decennio 1390-14000, Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze.

  • Orazione nell’orto, anni 1395-1400 circa, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Pietà, anno 1404, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Polittico della Madonna in trono e santi, anno 1410, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Incoronazione della Vergine, anno 1414, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Trittico dell’Annunciazione, anni 1410-1415, Galleria dell’Accademia, Firenze.

  • Adorazione dei Magi, anni 1420-1422, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Annunciazione Bartolini Salimbeni, 1420-1425, Basilica di Santa Trinita a Firenze.

  • Storie della Vergine nella Cappella Bartolini Salimbeni, anni 1420-1425, Basilica di Santa Trinita a Firenze.

  • Crocifisso sagomato con i dolenti, chiesa di San Giovannino dei Cavalieri, Firenze

Bibliografia:

  • Osvald Sirén, Don Lorenzo Monaco, Heitz, anno 1905, Strasburgo.

  • Georg Pudelko, The stylistic development of Lorenzo Monaco, 1 e 2, in “The Burlington magazine”, 73 e 74, anni 1938-34, rispettivi riferimenti alle pagine 237-250 e 76-81.

  • George R. Bent, Monastic art in Lorenzo Monaco’s Florence. Painting and patronage in Santa Maria degli Angeli, 1300-1415, Lewiston, The Edwin Mellen Press, anno 2006.

  • Marvin Eisenberg, Lorenzo Monaco, Princeton (N.J.), Princeton University Press, 1989. Lorenzo Monaco. Dalla tradizione giottesca al Rinascimento, catalogo della mostra a cura di A. Tartuferi e D. Parenti, Giunti, Firenze anno 2006.

  •  A cura di D. Parenti e A. Tartuferi, Intorno a Lorenzo Monaco. Nuovi studi sulla pittura tardogotica, atti dei convegni (2006, Fabriano-Foligno-Firenze), anno 2007, Sillabe, Livorno.




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