Pittore e critico d’arte Francesco Paglia

(Brescia, 1635 – Brescia, 1714)

Francesco Paglia - Assunta
Sopra, un’opera dell’artista: Assunta, chiesa di San Giovanni Evangelista, Brescia.

Biografia

Francesco Paglia fu un fecondo pittore e autorevole critico d’arte. Prima allievo e poi seguace del Guercino, fu artista molto ricercato soprattutto nel campo del ritratto, che realizzava con la stessa scioltezza sia in piccole che in grandi dimensioni (il Guercino morì a Bologna nel dicembre del 1666 e quindi l’apprendistato del Paglia presso la bottega del maestro in quella città è da collocare intorno agli anni Sessanta).

In tale periodo possono già essere riferite diverse opere, tra cui ricordiamo le Storie della vita di Santa Scolastica realizzate per per la chiesa di Santa Maria in Organo a Verona [Stradiotti, pag. 27].

Il primo dipinto del periodo bresciano è la pala con i Santi Sebastiano, Antonio e Rocco, realizzata nel 1672 per la chiesa di Santa Maria della Carità. Al 1675 è invece riferibile l’Assunta (foto sopra), il suo capolavoro e dipinto più noto in assoluto [Stradiotti, pag. 27] per la chiesa di San Giovanni Evangelista a Brescia. Un suo Autoritratto è conservato in Quadreria fiorentina.

Recentemente si è scoperto che la vita artistica del Paglia non rimase legata al solo territorio bresciano: sono emersi lavori del pittore soprattutto in Veneto (tre pale eseguite negli anni Novanta per il duomo di Candiana, provincia di Padova):  da una missiva del Boschini indirizzata a Leopoldo de’ Medici si ricava che il Paglia realizzò nella chiesa di San Nicolò al Lido di Venezia un ciclo di tele, attualmente perduto [Fisogni, 2007]. Inoltre, dalle dettagliate descrizioni nel suo “Giardino della Pittura”, si evidenzia che l’artista ben conosceva molti luoghi tra Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia occidentale e parte dell’Italia centrale.

Lo stile dell’artista è basato principalmente su ripetute ombreggiature inserite su soggetti ed ambienti a cui integra atmosfere intensamente cupe, colpite da sporadici bagliori  di luce che ottiene con vigorosi contrasti chiaroscurali. In tale contesto il Paglia cala classicheggianti figure, dalle forme delicate, eleganti ed accattivanti. Altresì il pittore si orienta verso una nuova strutturazione compositiva allontanandosi dagli schemi che all’epoca indugiavano su temi del tardo manierismo veneto [Orlandi, p. 177].

All’artista bisogna riconoscergli il merito di avere di aver introdotto, con l’arte sacra, «in un ambiente saturato dal gigantismo di un Palma e di un Tintoretto, una vena di lirismo intinta di temi correggeschi, che preparò il terreno al gusto settecentesco».

Francesco ebbe tre figli, tutti pittori: Antonio, Angelo ed Eufrasia.

Opere

principali dell’artista:

Francesco Paglia realizzò moltissime opere, tele ed affreschi, attualmente conservate in varie collezioni private e in luoghi sacri di territori bresciani.

  • Episodio delle Storie della vita di santa Scolastica, intorno al decennio 1660-70, chiesa di Santa Maria in Organo, Verona.

  • Santi Sebastiano, Antonio e Rocco, anno 1672, chiesa di Santa Maria della Carità, Brescia.

  • Assunta, anno 1675, chiesa di San Giovanni Evangelista, Brescia.

  • Martirio di santa Caterina, proprietà privata, Zagabria.

  • Autoritratto, Uffizi, Firenze.

  • Madonna del libro, San Paolo, San Bartolomeo, San Tommaso, chiesa di Santa Maria delle Grazie, Brescia.

  • Decorazione in Palazzo Fogaccia, anno 1669, Clusone.

  • San Gerolamo e l’angelo, Duomo di San Michele, Candiana.

  • Madonna col Bambino tra san Felice e san Diego, chiesa di San Francesco d’Assisi, Brescia.

  • L’arcangelo Michele caccia Lucifero, Duomo di San Michele, Candiana.

  • Re Davide e l’angelo, Duomo di San Michele, Candiana.

  • La Madonna col Bambino e santa Caterina da Siena, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

  • Il banchetto di Baldassarre, Brescia, proprietà privata.

  • Quattro Allegorie del’Amore, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

  • Ritratto di gentiluomo, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

  • L’adorazione dei pastori, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

Bibliografia:

  • Pellegrino Antonio Orlandi, Abecedario pittorico, anno 1704, Bologna.

  • Camillo Boselli, La validità della cronologia nelle Glorie di Brescia del Maccarinelli e nelle Notizie istoriche delli pittori, scultori e architetti bresciani di G. B. Carboni, in “Arte Lombarda”, a. IX, volume secondo, anno 1964.

  • Renata Stradiotti, Francesco Paglia in AA. VV., Brescia pittorica 1700-1760: l’immagine del sacro, Grafo, anno 1981, Brescia.

  • Fiorenzo Fisogni, La pittura dei Paglia, in “Duemila anni di pittura a Brescia”, vol. II: dal Seicento al Novecento, anno 2007, Brescia, riferimenti alle pagine 385-399.

  • Catalogo delle opere. Seicento e Settecento, Venezia 2011: Fiorenzo Fisogni, Adorazione dei pastori, scheda dell’opera in Pinacoteca Tosio Martinengo.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *