Il colore Rosso

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IL COLORE ROSSO

La grande categoria del colore rosso viene presentata sotto varie specie. I rossi più importanti per la tavolozza del pittore sono il rosso di cadmio, il vermiglione o cinabro, il carminio di garanza e le varie lacche rosse. A questi è giusto aggiungere anche le terre  e le ocre rosse , come il rosso di Venezia, il rosso inglese, il rosso di Fazzuoli, il rosso Indiano, il rosso di Marte, il Caput Mortum, ecc.

Il colore Vermiglione o cinabro

Non è altro che un solfuro di mercurio già formato, allo stato naturale. Giacimenti di questo solfuro esistono in molte parti del mondo, tra le quali Spagna ed Italia. Questo colore è molto usato dai pittori ed ha un potere coprente molto buono, con un’ottima forza coloristica. Quando viene mescolato con i bianchi, si riesce ad ottenere bellissime gradazioni rosate, molto calde e solide. Mescolato con le lacche rosse, aumenta il suo splendore e la sua stabilità, diventando indispensabile per la realizzazione di nature morte e floreali. Quando questo pigmento viene adoperato allo stato puro (uscito dal tubetto), ha solidità e fissità senza limiti, come testimoniano molte opere di grandi maestri vissuti parecchi secoli fa, che hanno conservato tutta la loro originale armonia, brillantezza e vivacità. Non bisogna assolutamente mescolare il Vermiglione o rosso cinabro con i colori derivati dal piombo, come ad esempio  tutti i gialli di cromo, il giallo di Napoli e tanto meno con il bianco d’argento, con il quale forma il solfuro di piombo, che con il trascorrere del tempo, perde vivacità e scurisce. Il rosso, colore caldo, che in genere ha la caratteristica di dominare sugli altri colori, se  unito al giallo (specialmente a quello di cadmio) accresce ancor di più la sua tinta calda, mentre con l’azzurro tende verso i violetti, che sono tinte fredde. Il rosso ha il grande pregio di rinfrescare in modo singolare il verde che gli viene accostato o mescolato. Per il paesaggio è un colore indispensabile, ma bisogna tenere sempre presente che con il suo abuso si può distruggere l’atmosfera tematica. 

Il colore Rosso di cadmio

Realizzato direttamente con l’impiego del solfuro di cadmio, è l’unico rosso che può rimpiazzare convenientemente il rosso cinabro (vermiglione), con il vantaggio di avere una maggiore resistenza alla luce ed essere meglio tollerato dagli altri colori, nelle mescolanze. Questo pigmento può essere impastato anche con il bianco d’argento. È utile per correggere, rendendoli più caldi, i gialli di cadmio e di Napoli. Ha un delicato e costoso procedimento di approntamento e non è difficile trovarlo nei negozi di belle arti. Bisogna fare attenzione alla sua originalità perché ci sono in commercio confezioni con denominazioni di “rosso di cadmio” che sono imitazioni, infatti se si legge bene la targhetta del tubetto si leggerà : ROSSO DI CADMIO, con vicino la parola “imitazione”. Non fidarsi se il rosso di questi tubetti appare decisamente luminoso a causa della presenza di derivati del catrame che vi sono stati aggiunti. Altri rossi del tipo minerale, che si avvicinano alla vivacità del cinabro e del cadmio, sono i rossi di antimonio e di cromo. Questi non hanno certamente gli stessi requisiti, circa la solidità, fissità, stabilità, splendore e assoluta resistenza agli agenti atmosferici ed al tempo.

I colori Rosso di carminio e lacca di garanza

Il rosso carminio deriva da una sostanza animale, che si estrae dalla femmina del Cocus cacti, un insetto che vive sui cactus o fichi d’India. Subisce un ulteriore procedimento dopo un trattamento di essiccazione. Questo meraviglioso colore ha tuttavia due grossi difetti: di essere molto costoso e di avere una scarsissima fissità. Per questi motivi, molti pittori lo sostituiscono eccellentemente con la lacca di garanza, che pur essendo più scura, gli assomiglia molto ed ha una buona stabilità. Questo è un pigmento di origine organica e vegetale che deriva dagli estratti di una pianta denominata Rubea Tinctorum. Questa è una delle lacche più stabili. Qualche volta viene imitata con l’impiego di legni di minor pregio, perciò è bene sempre fare molta attenzione alle etichette dei tubetti. Le gradazioni di questa lacca variano da un cremisi intenso al marrone rossastro. É abbastanza trasparente, come d’altronde tutte le lacche e  può essere impiegata anche nella tecnica della tempera, oltre che naturalmente quella dell’olio. Impiega molto ad asciugare.

Terre rosse

Tutte le terre rosse sono pigmenti che derivano dal ferro e prendono le denominazioni di rosso inglese, Caput Mortum, ocre rosse, rosso di Venezia, rosso di Pozzuoli, rosso Indiano, terra di Siena bruciata, rosso di Marte e molte altre. In generale, tutte queste terre rosse hanno un’ottima resistenza agli effetti della luce, del tempo e degli agenti atmosferici. Il rosso inglese è un colore solidissimo, ma occorre adoperarlo con molta cautela, perché ha una forte potenza coloristica che lo rende dominante sui colori a cui viene mescolato o accostato. Anche la terra rossa, conosciuta come ocra rossa, è un  colore solidissimo, con  caratteristiche  simili al rosso inglese, ma di tinta meno tendente all’arancione. Per il rosso indiano, anch’esso colore solidissimo, occorre tenere presente che, se mescolato con il giallo di cadmio chiaro e/o il rosso Saturno, subisce delle sicure alterazioni. Il rosso di Marte è un’ocra e si ottiene con il procedimento della calcinazione del giallo di Marte, e ne eredita  le caratteristiche, che per la maggior parte, sono assai positive. La terra di Siena bruciata è una terra calcinata. La sua gradazione è dovuta ad una giusta combinazione di ossido idrato di ferro e di manganese. Per il suo caratteristico colore è difficile da imitare. Il suo potere colorante è molto buono, la sua fissità altissima, ed asciuga in brevissimo tempo. Si ottengono bruni meravigliosi mescolandola con i colori scuri, tra i quali anche il nero. Questo colore può venire indifferentemente annoverato sia nei rossi che nei bruni.

L’alkanna

L’alkanna, colore di origine organica e vegetale, viene estratto dalle foglie della Lawsonia Alba, una pianta appartenente alla famiglia delle Litracee nelle zone dei paesi arabi. La sua gradazione è rosso-brunastra ed è alquanto trasparente. L’imitazione più vicina ad essa, è quella che deriva dalla radice di borraginea (Alkanna tintoria). L’alkannina è consigliata solamente per la realizzazione di velature. È  poco resistente alla luce, all’azione degli agenti atmosferici, al tempo ed è quindi sconsigliabile la sua presenza nella tavolozza dell’artista.

Il colore Bolo rosso

Il bolo rosso, pigmento di origine inorganica, è una terra con un aspetto compatto ed oleoso al tatto. Ha un ottimo potere coprente e, per il pregio di avere una grana molto raffinata, può essere impiegato come base per raggiungere delle bellissime gamme cromatiche dorate. Consigliato soltanto per la tecnica dell’affresco.

Il colore Cinabro di miniera

Il Cinabro di miniera, un colore inorganico, minerale e sintetico, è un eccellente rosso vivo. La sua materia prima si estrae in Italia nei giacimenti del Monte Amiata, in Istria ed in buona parte della Spagna. Il cinabro di miniera è un solfuro di mercurio,  ma si può ottenere anche con procedimenti artificiali, potendo competere con l’originale. Può inoltre essere imitato, anche con essenze ancor di più basso valore, che abbattono ulteriormente il costo: minio, ossido di ferro ed altro.. Questo pigmento ha diverse gradazioni, e cioè chiara, scura, ranciata, porpora e violetta. Esso è un pigmento molto fine ed alquanto omogeneo con un ottimo potere coprente. Occorre tuttavia fare attenzione a non mescolarlo con pigmenti che contengono il piombo. Il cinabro di miniera è sconsigliato nella tecnica dell’encausto.

Lacca di kermes

La lacca di kermes è un pigmento che ha origine organica ed animale. La sostanza primaria si preleva dalla cocciniglia, un insetto che vive nelle zone mediterranee ed in America Meridionale. Il prodotto finale che se ne ricava, composto da acido chermesico e alluminio, viene ulteriormente essiccato e polverizzato. La lacca di Kermes è impiegata principalmente nella tecnica a olio e, poiché piuttosto trasparente, si utilizza nelle velature. Per le sue scarse caratteristiche di resistenza alla luce, al tempo ed agli agenti atmosferici, è sconsigliata per l’affresco, la tempera e l’encausto …. ,ma anche nella tecnica a olio, quando si tratta di non effettuare le velature.

Legno di Brasile 

Il legno di Brasile, di origine organica e  vegetale, è un colore abbastanza antico e la sua prima realizzazione risale al V secolo. La brasilina viene ottenuta dall’unione di legni rossi (Caesalpina brasiliensis) e allumina. Questa lacca può venire imitata con sostanze meno pregiate. Essa è alquanto trasparente. Sconsigliata in tutte le principali tecniche per la sua bassa  e medio bassa affidabilità di resistenza e fissità.

Minio   

Questo pigmento di origine inorganica, è un tetrossido di piombo che si trova anche allo stato naturale, ma con un po’ di difficoltà. Si ottiene sinteticamente riscaldando a circa 480 C°  il litargirio, sali di piombo che sono agevolmente decomponibili oppure calcinando cerussa (ovvero carbonato basico di piombo). Le caratteristiche di questo pigmento sono variabili e dipendono sempre dalla procedura per la sua preparazione. I detriti molto raffinati e di tonalità vicina al rosso scarlatto, hanno un potente potere coprente. In soluzioni acquose diventa marrone e continua a scurirsi sotto gli effetti della luce a causa della formazione del biossido di piombo. In soluzioni oleose diventa  stabile e viene impiegato nella tecnica della pittura a olio e nell’encausto. Il minio, a causa delle sue bassissime qualità, è sconsigliato nelle tecniche dell’affresco e della tempera.

Realgar     

Questo colore è di origine inorganica e minerale. Ha una gradazione rosso aranciata ed è un arsenico bisolfuro. La sua prima realizzazione risale al periodo degli antichi Egizi, che lo impiegavano sia nella pittura che nella cosmesi femminile. Ha un ottimo potere coprente, ma annerisce con i colori contenenti i solfuri e viene aggredito dagli acidi. Si impiega, generalmente insieme all’orpimento, nelle tecniche della tempera e dell’encausto. Esso è fortemente sconsigliato nelle tecniche dell’affresco e dell’olio.

Il colore Rosso di smalto   

Questo è un pigmento che ha origine inorganica, minerale e sintetica. Esso è noto fin dai tempi degli Assiri, non è altro che un vetro colorato insieme ad ossido rameoso o porpora di Cassio, che viene finemente macinato in acqua e portato poi, a fusione in cruogiuoli, in modo da formare un’omogenea amalgama vetrosa. Esso possiede un buon potere coprente e non viene aggredito da soluzioni acide e basiche. Si può impiegare con sicurezza nella tecnica dell’affresco, della tempera e dell’olio. Sconsigliato in modo particolare nella tecnica dell’encausto.

Il colore Rosso oltremare   

Questo è un colore di origine inorganica, minerale e sintetica. La sua prima realizzazione risale al 1828. La sua composizione è fatta di silicato, alluminio e solfuro di sodio ottenuto calcinando a circa 800 gradi centigradi, 100 parti di caolino, 80 parti di soda, 80 parti di zolfo e dalle 10 alle 15 parti di carbone ligneo e carbonati. Esso non ha un buon potere coprente, è insolubile in acqua, etere, alcool, olio grasso e volatili. Non viene consigliata la mescolazione con colori contenenti il piombo perché si altera in modo certo. Può essere adoperato nella tecnica dell’affresco, della tempera, dell’olio e dell’acquerello. Sconsigliato nella tecnica dell’encausto.

Il colore Sangue di drago   

É una tinta che ha origine organica, naturale e vegetale. Questo pigmento non è altro che una resina dal colore bruno – rossastro all’esterno e rosso carminio all’interno, derivata dai frutti del Calamus Draco Willd, una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle palme e della Dracaena draco delle Giliacee. Questo colore si altera con molta facilità ed è solubile in alcool etilico. Appassionatamente sconsigliato in tutte le tecniche pittoriche.

Il colore Arancio di antimonio    

Questo è un pigmento di origine inorganica che fu realizzato per la prima volta da Murdoch nel 1847. Esso non è altro che una composizione di triossido e trisolfuro di ammonio, raggiunta mediante la precipitazione della materia da una soluzione di tricloruro di antimonio ed idrogeno solforato. L’arancio di antimonio ha un’ottima forza coprente. Può essere usato sia nella tecnica della tempera che in quella dell’olio. Sconsigliato per le altre tecniche pittoriche.

Il colore Arancio di cadmio

Questo colore ha origine inorganica. La sua prima realizzazione la fece Stromeyer nei primi anni dell’Ottocento. Esso è un solfuro di cadmio che si ottiene con lo stesso procedimento del giallo di cadmio, con la precipitazione di una soluzione acida di sale di cadmio con l’idrogeno solforato, con temperature e acidità della soluzione differenti. L’arancio di cadmio ha una potentissima forza coprente. Non deve però essere mescolato con colori contenenti piombo ed acido cloridrico. Resta inalterato invece a contatto di soluzioni basiche.  Per le sue pregiate qualità può essere utilizzato con tutte le tecniche pittoriche.

Il colore Arancio di cromo

Questo colore ha origine inorganica. Esso è stato realizzato per la prima volta da Vaquelin verso la fine del XVIII secolo. È una combinazione di bicromato di piombo e molibdato di piombo, che viene ottenuta dai sali di piombo (che sono il giallo di cromo) preventivamente elaborati con cromato di sodio oppure con cromato di potassio in soluzione alcalina. È una polvere raffinatissima ed alquanto compatta. Ha una marcata forza coprente. È solubile in soluzioni alcaline, ma con una temperatura abbastanza alta. È insolubile nell’aceto. Scurisce in ambienti ventilati e a contatto con i solfuri. Per le sue qualità mediocri può essere utilizzato,  ma con cautela, nelle tecniche dell’affresco, della tempera e dell’olio. Sconsigliato per le altre tecniche, compreso l’encausto.

Il colore Arancio di Marte   

Questo pigmento è una combinazione di ossido idrato di ferro e alluminio precipitato, ottenuta da incompleta calcinazione del giallo Marte. Ha un buonissimo potere coprente ed è intaccabile dall’acido cloridrico. Completandogli la calcinazione diventa rosso e poi bruno. Per le sue pregiate qualità è adatto a tutte le tecniche pittoriche.

Il colore Arancio di molibdeno

Questo pigmento ha origine minerale e fu realizzato per la prima volta da Ledearle nel 1935. È una combinazione di solfato di piombo, cromato di piombo e molibdato di piombo, ottenuto tramite la precipitazione di cloruro di piombo insieme al solfato di sodio, cromato di potassio e molibdato di ammonio. Ha una buonissima forza coprente e, per le sue buone qualità, viene usato in tutte le tecniche pittoriche ad eccezione di quelle dell’affresco e dell’encausto.

Il colore Arancio di Piombo   

Questo colore ha origine inorganica. Conosciuto fin dall’antichità, è un ossido di piombo solubile in acido nitrico e acetico. Scurisce se viene a contatto con  colori che contengono i solfuri. Ha un ottimo potere coprente e può essere impiegato, per le sue buone qualità di resistenza alla luce ed agli agenti atmosferici, nella tecnica a olio. Sconsigliato invece per tutte le altre tecniche.

Il colore Arancio di zolfo      

Questo è un pigmento di origine inorganica e sintetica. Viene realizzato dalla fusione dell’anidride arseniosa con lo zolfo, che dà il trisolfuro di arsenico. Ha un’ ottima forza coprente ed è solubile nelle soluzioni alcaline: carbonato d’ammonio,ammoniaca, potassa caustica ecc.. Viene aggredito dagli acidi se molto forti. È sconsigliato in tutte le tecniche pittoriche.

Il colore Arancio ercolano 

Questo pigmento ha origine minerale e proviene dall’Italia. È una terra naturale, formata da silicati ed ossidi di ferro, alla quale viene effettuato lavaggio, essiccazione e macinatura. Ha una buona forza coprente e  può essere impiegato in tutte le tecniche pittoriche.

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