Pittore Gian Girolamo Savoldo

(Brescia tra il 1480/85 – † Venezia? dopo il 1548)

Pietà, Kunsthistorisches Museum di Vienna
Sopra, un’opera dell’artista: Pietà, Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Biografia

Il Savoldo, nonostante un’attività artistica svolta prevalentemente a Venezia, riuscì sempre a rimanersi fedele allo stile di stampo naturalistico della pittura lombarda.

L’artista è considerato – insieme al Moretto ed al Romanino – fra i più grandi esponenti del primo Rinascimento bresciano.

I suoi popolarissimi «notturni», che raffigurano episodi ambientati di notte – con delicate fonti luminose, sempre interne alla composizione – influirono probabilmente sulla formazione del Caravaggio.

A proposito del Savoldo e del Merisi il Longhi scriveva: “Nell’ambito precaravaggesco, poi, il Savoldo ci pare anche più determinante del Lotto. Il suo temperamento meno labile e sognante, più formale, più lucido nella indicazione degli scopi probabili, s’imparenta meglio a quello del Caravaggio. La luce che al Lotto può talvolta servire come scala di Giacobbe per il sogno, e tiene, insomma, ancora qualche parte di soprannaturale, nel Savoldo, scontrandosi con una forma più sostanziosa, più integra, meno ghiribizzosa, si concreta in rapporti più veridici.” [Roberto Longhi, Da Cimabue a Morandi: saggi di storia della pittura italiana, anno 1978, ed. Mondadori, Milano].

Purtroppo abbiamo scarse e frammentarie notizie sulla formazione dell’artista in esame, che fin dal 1520 (o giù di lì) svolse in Veneto la sua attività. Il suo profilo artistico viene tradizionalmente riferito assai vicino alla cultura lombardo-veneta, una via di mezzo tra la pittura veneziana (quella di Giorgione, Tiziano e Lotto) e la tradizione bresciana del Foppa e del Moretto, talvolta integrata da elementi leonardeschi e dalle novità nordiche.

Tra le prime sue opere ricordiamo “I SS. eremiti Antonio e Paolo (attualmente nelle gallerie dell’Accademia a Venezia) ed “Il profeta Elia” (National Gallery of art di Washington), riferibili al periodo 1515-20.

Nella fase matura il Savoldo impiegò la luce come mezzo di osservazione del mondo reale e creazione plastica della forma, come testimoniano gli efficaci effetti di luminosità argentata del Tobiolo e l’angelo (nonostante la morbidezza dei contrasti) della Galleria Borghese, delle Maddalene di Londra (National Gallery), Berlino (Gemäldegalerie) e Firenze (Galleria palatina), nonché dei S. Girolamo (varie versioni alla National Gallery, Londra), fino alla splendente luminosità del S. Matteo e l’angelo (Metropolitan museum of art di Washington), punti di collegamento per un’evoluzione verso i toni più delicati e naturalistici dell’ultimo suo periodo di attività (L’Uomo con flauto della Collezione P. J. Sharp di New York.

Opere del Savoldo:

  • Pietà nel sepolcro, intorno all’anno 1520, tecnica a olio su tela, 72,5 x 118,5 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

  • Elia nutrito da un corvo, intorno all’anno 1520, tecnica a olio su tavola trasferito su tela, 168 x 135,6 cm, National Gallery of Art, Washington.

  • Sant’Antonio Abate e Paolo Eremita, intorno all’anno 1520, tecnica a olio su tela, 165 x 137 cm, Gallerie dell’Accademia, Venezia.

  • Tentazione di san Girolamo, intorno agli anni 1521-1525, tecnica a olio su tavola, Museo Pushkin, Mosca.

  • Tormento di sant’Antonio, intorno agli anni 1521-1525, tecnica a olio su tavola, 70,53 x 119,38 cm, Timken Art Gallery, San Diego.

  • Pastore, intorno all’anno 1525, tecnica a olio su tela, 97 x 78 cm, Los Angeles, J. Paul Getty Museum.

  • Pala di San Domenico di Pesaro, intorno agli anni 1524-1526, tecnica a olio su tavola, 505 x 312 cm, Pinacoteca di Brera, Milano.

  • Ritratto di dama, anno 1525, tecnica a olio su tela, 92 x 123 cm, Pinacoteca Capitolina, Roma.

  • Ritratto di un cavaliere, intorno all’anno 1525, tecnica a olio su tela, 88,3 x 73,4 cm, National Gallery of Art, Washington.

  • Cristo morto con Giuseppe d’Arimatea, intorno all’anno 1525, tecnica a olio su tela, 105 x 191,8 cm, Museum of Art, Cleveland.

  • Tobiolo e l’angelo, intorno all’anno 1527, tecnica a olio su tela, 96 x 126 cm, Galleria Borghese, Roma.

  • San Gerolamo penitente, intorno agli anni 1525-1530, tecnica a olio su tela, 121 x 160,4 cm, National Gallery, Londra.

  • Ritratto di uomo in armatura (conosciuto come Gaston de Foix), intorno all’anno 1529, tecnica a olio su tela, 91×123 cm, Louvre, Parigi.

  • Busto di giovane, intorno all’anno 1530, tecnica a olio su tela, Galleria Borghese, Roma.

  • Annunciazione, intorno all’anno 1530, tecnica a olio su tela, 173,5 x 114 cm, Museo civico d’arte, Pordenone.

  • Trasfigurazione di Cristo, intorno all’anno 1530, tecnica a olio su tavola, 139 x 126 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze.

  • Adorazione dei pastori, intorno all’anno 1530, tecnica a olio su tavola, 84,5 x 119,7 cm, National Gallery of Art, Washington.

  • Santa Maria Maddalena al sepolcro, intorno all’anno 1530, tecnica a olio su tela, 39×31 cm, J. Paul Getty Museum, Los Angeles.

  • San Matteo e l’angelo, intorno all’anno 1534, tecnica a olio su tela, 93 x 125 cm, Metropolitan Museum of Art, New York.

  • Maria Maddalena, intorno agli anni 1535-1540, tecnica a olio su tela, 84 x 77,50 cm, Collezione Contini-Bonacossi, Firenze.

  • Maria Maddalena, intorno agli anni 1535-1540, tecnica a olio su tela, 89,1 x 82,4 cm, National Gallery, Londra.

  • Maria Maddalena, intorno agli anni 1535-1540, tecnica a olio su tela, Speed Art Museum, Louisville, Kentucky.

  • Maria Maddalena, intorno agli anni 1535-1540, tecnica a olio su tela, 99 x 80 cm, Getty Museum, Los Angeles.

  • Adorazione dei pastori, intorno all’anno 1540, tecnica a olio su tela, 180 x 127 cm, chiesa di San Giobbe, Venezia.

  • Adorazione dei pastori, intorno all’anno 1540, 192 x 178 cm, tecnica a olio su tavola, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

  • Ritratto di giovane flautista, intorno all’anno 1540, tecnica a olio su tela, 74,3 x 100,3 cm, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia.

  • Adorazione dei pastori, tecnica a olio su tela, chiesa di Santa Maria la Nova, Terlizzi (BA).

Bibliografia:

  • A. Boschetto, Giovanni Gerolamo Savoldo, anno 1963, Milano.

  • L. Dello Russo, Gerolamo Savoldo: Un “veneto” a Terlizzi, nei Quaderni della Biblioteca 1, anno 1989, Terlizzi.

  • Catalogo della mostra tenuta a Brescia nel 1990: Giovanni Gerolamo Savoldo tra Foppa, Giorgione e Caravaggio,  anno 1990, Milano.

  • Catalogo completo a cura di F. Frangi: Savoldo, anno 1992, Firenze.

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell’arte, volume 2, Bompiani, anno 1999, Milano.

  • Stefano Zuffi, Il Cinquecento, Electa, anno 1005, Milano.




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