Tecniche pittoriche: Tecnica ad olio

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Tecnica della Pittura ad olio

Questa “Tecnica Pittorica”, la più importante e la più diffusa nel mondo, impiegata fin da antichissime epoche, si basa essenzialmente sull’utile proprietà dell’olio di potersi mescolare con i colori ridotti in finissima polvere (pigmenti coloranti ricavati dal mondo minerale, animale e vegetale) e di essiccare insieme ad essi, più o meno lentamente a contatto con l’aria, senza subire alterazioni. L’olio più adatto per la macinazione e l’impasto con i pigmenti coloranti è, come ormai risaputo, l’olio di lino vergine (meglio conosciuto come olio crudo) che, dopo i necessari trattamenti relativi alla chiarificazione, purificazione e filtraggio, deve assumere un’assoluta limpidezza e un colore giallastro paglierino con elevata trasparenza. Le sue peculiari proprietà grasse, lo rendono il più adeguato per la preparazione dei colori, ai quali conferisce una giusta consistenza, ed è provato che, essiccandosi ed indurendosi, è l’olio che offre la più alta resistenza agli anni ed a tutti gli agenti atmosferici. Insieme all’olio di lino, che è considerato in senso assoluto il più importante per la tecnica della pittura a olio, sono oltremodo impiegati utilmente, per questo genere di pittura, anche altri tipi di olio, come quelli di papavero e di noce. 

Frammenti d’arte in random:

  • L’olio ha l’importante proprietà di mantenere inalterato il suo tono, prima, durante e dopo il suo prosciugamento.

  • La pittura ad olio è insolubile nell’acqua.

  • Qualsiasi tipo di colore (allo stato originario) mescolato o macinato con l’olio, dopo la sua essiccazione diventa solido e può resistere con sicurezza ad energici lavaggi con acqua, anche impiegando i “comuni” detergenti.

  • L’olio ha un’ottima azione di solidificazione sui colori. Con l’avvenuto essiccamento lo strato di pittura diventa compatto, molto solido ed allo stesso tempo elastico, la cui durata certamente superiore a tutte le altre pitture, riesce ad attraversare i secoli.

  • La tecnica della pittura ad olio, con le sue pregiatissime peculiarità, si presta molto bene al temperamento pittorico e creativo dell’artista.

  • Facilissimo ottenere dall’olio un’efficace e sostanziosa pastosità della materia, unita alla pregiata resistenza al tempo ed agli agenti atmosferici.

  • L’olio, contenuto nei colori, ha la pregiata proprietà di conferirgli freschezza, morbidezza e di farlo diventare docile al pennello più delicato, dando la possibilità al pittore di procedere con mano sciolta e decisa

  • Ciò di cui sopra, non si può dire per colori a tempera o acrilici che iniziano ad essiccare non appena vengono stesi sulla tela.

  • Per la generosa e la facile trattabilità di questi pigmenti, in virtù dell’olio con il quale sono impastati, i colori possono essere uniti in un complesso armonioso, tanto da far apparire l’opera come se fosse stata realizzata in un’unica seduta.

  • L‘opportunità di poter ritoccare e di rifinire lentamente il quadro iniziato, dà modo al pittore di porre maggior cura nell’esecuzione, studiandone a fondo i dettagli.

  • La pittura ad olio ha forti caratteristiche di brillantezza, trasparenza, elasticità. 

La pittura ad olio può può essere stesa su qualsiasi superficie; su tele, su tavole di legno o cartoni convenientemente preparati (imprimitura) oppure anche senza nessun tipo di preparazione. L’olio contenuto nei colori viene assorbito in maniera diversa a seconda delle proprietà specifiche di questi supporti. Ad esempio, su una superficie di legno non trattata, l’olio contenuto nei colori viene assorbito in modo più accentuato che sulla stessa superficie dopo una stesura di pittura acrilica. Nella pittura a olio si usano diversi additivi per dare più o meno fluidità ai colori, per aumentarne o diminuirne la brillantezza o la capacità di essiccazione. Tra gli additivi di cui l’artista oggi dispone, vi è anche l’essenza di petrolio, che permette di ottenere da sola, oppure unita alla cera disciolta in precedenza, un effetto di opacità e chiarezza di buon aspetto, è ottima per dipinti a scopo decorativo ed è affine alla tempera come risultato, ma di questa è molto più resistente, soprattutto all’umidità. Altro prodotto analogo a questa essenza è l’olio essenziale di petrolio, che si differenzia soltanto per l’evaporazione molto più lunga. Questo permette di conservare più a lungo la fluidità ai colori già destinati alla stesura.

La vasta diffusione di questa tecnica pittorica fu possibile principalmente grazie all’impiego della comune tela, di canapa o di lino, la cui utilizzazione iniziò ad affermarsi intorno alla prima metà Quattrocento nel Nord Europa. In Italia, le prime opere a “olio su tela” furono realizzate nella città lagunare soltanto alcuni decenni dopo, dove il metodo fu positivamente accolto. La ragione del successo fu che la “pittura su tela” non subiva deterioramenti a breve termine come la “pittura su tavola”, a causa delle condizioni climatiche sfavorevolmente umide e della costante presenza di salsedine; inoltre si potevano così eseguire opere di più vaste proporzioni.

Da questo momento la tecnica della pittura a olio ha sempre camminato accompagnata dalla tela, anche se, nell’arco dei secoli sono stati impiegati i più svariati tipi di supporto, soprattutto quelli lignei. Questo perché, l’introduzione del supporto telato ha permesso un impiego migliore di questa tecnica, grazie principalmente alla possibilità di ottenere un’imprimitura più fine, con la stesura di pigmenti amalgamati a resine meno dure, rispetto a quelle impiegate dai Maestri fiamminghi, i primi ad aver usato impasti a base di resina e di olio. La maggiore versatilità della tecnica a olio e la facilità nei procedimenti di elaborazione della materia, ha favorito la diffusione della pittura in generale: l’artista non ha più avuto bisogno di portarsi dietro l’intera bottega d’arte per dipingere, dal vivo, un paesaggio.




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