Il colore verde

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IL COLORE VERDE

Il verde è un colore secondario con una estesissima gamma, ed è formato dalla mescolanza di giallo ed azzurro. È molto piacevole all’occhio e dona una ricchezza considerevole di tinte. I colori verdi possono raggrupparsi nelle seguenti categorie:

Verdi chimici, realizzati tramite procedimento chimico. Tra questi ci sono il verde Veronese, il verde smeraldo e tutti i verdi di cromo.

Verdi naturali, come le terre verdi, la crisocolla, la malachite ecc.

Verdi composti, derivati da una mescola e qualche volta da una combinazione chimica di due sostanze coloranti, come cinabri verdi, il verde permanente, il verde di zinco, il verde di cadmio.

Verdi vegetali, come ad esempio il verde vescica.

Il Colore Crisicolla

 Ha origine inorganica, minerale e naturale. Questo colore era già conosciuto dagli Egizi, dai Greci e dai Romani. Il termine Chrysocolla, che dal greco significa “attaccato all’oro”, apparteneva ai minerali verdi contenenti rame, che oggi identifichiamo come crisocolla e malachite. Il pigmento è costituito da carbonato basico di rame, silicato idrato di rame e malachite, viene reperito nelle miniere ed è il risultato terminale della trasformazione di minerali misti di rame in acque silicifere. Il pigmento è considerato assimilabile al verde di montagna ed ha un discreto potere coprente. Può essere impiegato nell’affresco, nella tempera e nella tecnica della pittura a olio. Viene sconsigliato per l’encausto.

Il colore Verde di rame

Il verde di rame, conosciuto anche come verde montagna artificiale, o verde Verditer, è un carbonato di rame artificiale. Questo verde, con caratteristiche molto vicine a quelle della Crisocolla, ha origini antichissime. Ci arrivano istruzioni dei procedimenti per la realizzazione di questo colore, da epoche altrettanto antiche. In alcune si parla di un sale di rame, calce e potassa, con ulteriore aggiunta di sale ammoniaco. Questo è uno dei migliori metodi antichi. Si tratta di una precipitazione del solfato di rame, nella calce e carbonato di potassa. Dopo tale precipitazione, seguono altri trattamenti, con cloruro d’ammonio e solfato di rame, per un periodo di tempo superiore alle quarantotto ore.

Il colore Verde Paolo Veronese

Questo pigmento deriva dall’arseniato di rame. La sua gradazione è di un verde vivissimo, brillante e luminoso, che riesce ad affascinare ma è ingannevole. Infatti, questo pigmento, è sconsigliato in modo assoluto in tutte le tecniche, data la sua scarsa resistenza all’azione degli agenti atmosferici e del tempo. È di una stabilità minima, tanto che basta una debole luce, dopo soltanto pochi giorni dalla sua applicazione, per incominciare a cambiare colore, fino a raggiungere un consistente annerimento. Non può essere mescolato con altri colori perché provoca problemi e sgradite alterazioni di varia natura. Risulta intollerante alla mescolanza con molti colori (bianco d’argento e di piombo, gli ossidi di ferro, il blu ceruleo, di cobalto e di Prussia) e non sopporta assolutamente i gialli di cadmio. Per tutti i motivi sopra citati, si consiglia di non fare uso di questo colore, specialmente nella tecnica della pittura a olio. Io personalmente, lo ritengo uno dei peggiori pigmenti esistenti in commercio e spesso mi domando perché continuino a fabbricarlo.

Il colore Verde smeraldo (Ossido di cromo)

Il verde smeraldo (ossido di cromo idrato) è, secondo la mia opinione, il verde migliore ed è indispensabile nella tavolozza . La sua gradazione è ricca: viene realizzato mediante la calcinazione di una mescola di acido borico e bicromato potassico. È da molti considerato il verde più solido, che la chimica, finora, abbia mai potuto offrirci. La sua tonalità energica e vigorosa, si può definire certamente pittorica. Mescolandolo con i bianchi, si ottengono dei verdi freschi e luminosi, con i gialli di cadmio si ottengono bellissimi verdi con eccellenti requisiti di stabilità e di resistenza al tempo. È considerato un colore preziosissimo per la tavolozza del pittore. Tinte solide si ottengono anche mescolandolo con il blu oltre­mare e con il blu cobalto. L’unico che può procurargli problemi è il blu di Prussia.

Il colore Verde ossido di cromo.

 Come dice il suo stesso nome, questo pigmento è un ossido di cromo anidro. La sua solidità è ottima, ma la sua tinta ha poca forza. Il suo colore scialbo può rendersi utile, soprattutto nelle tematiche paesaggistiche, per attenuare certi contrasti. Con i bianchi genera una vasta gamma di tinte molto delicate ed assai solide. Questo verde è chiamato anche verde di cromo inglese, ma non deve essere confuso con il verde di cromo ordinario  –  di mediocre solidità  –  ottenuto con una preparazione diversa, composto cioè col giallo di cromo e il blu di Prussia.

Il colore Verde di cobalto

È un composto di ossido di zinco e di ossido di cobalto. È un pigmento abbastanza solido, che può essere mescolato con i bianchi e con tutti i colori fissi, ad eccezione di quelli contenenti il ferro, con i quali del resto, per motivi coloristici, non vi è nessuna necessità di farlo. È un colore molto utile al pittore che si dedica alle tematiche della paesaggistica.

Il colore Verde permanente

È un verde composto da altri pigmenti reperibili in commercio, che si può realizzare anche sulla tavolozza. È una miscela di verde ossido di cromo e giallo di cadmio, con aggiunta di bianco per neutralizzare completamente l’azione del verde sul giallo, che con gli anni tende a sopraffarlo. Con questo colore abbiamo nella nostra tavolozza un verde solidissimo. Tuttavia, è bene ricordare che, per alcuni esperti , questo colore è da sconsigliare, perché ritenuto estremamente instabile.

Il colore Verde di cadmio.

 Questo pigmento ha la stessa composizione del verde permanente. È di origine inorganica e minerale, composto da solfuro di cadmio e ossido di cromo. Come il verde permanente, è per alcuni esperti da sconsigliare per le ragioni di estrema instabilità.

Il colore Cinabro verde

Questo verde, alla stessa stregua di altri colori, come il verde seta, il verde cromo estratto ecc., appartiene ad una serie di tinte composte con blu di Prussia e gialli di cromo. Questi verdi, di tinte molto variegate, hanno, oltre ad un forte potere coprente e colorante, una vastissima gamma di gradazioni calde. Presentano il pregio dell’ottima stabilità alla luce, sono i colori che il pittore vuole mescolare sulla tavolozza con gli stessi colori di base. Questi colori, infatti, possono sopportare nel trattamento chimico che provoca la loro combinazione, sostituzioni ed aggiunte, che incidono positivamente sulla loro solidità. Tali verdi sono ben tollerati dai bianchi, con l’esclusione del bianco d’argento.

Il colore Verde di zinco

Questo pigmento è formato da una mescola di giallo di zinco e blu di Prussia. La sua gradazione può variare, naturalmente, a seconda della proporzione dei pigmenti coloranti impiegati. Non ha la completezza di colore dei cinabri, ha uno scarso potere coprente, e la sua tinta, in gran parte della sua gamma, è piuttosto fredda . Con gli anni, il blu che ne fa parte integrante, prende il sopravvento sul giallo, tendendo a scurirlo. Tuttavia, questo verde ha una resistenza superiore a quella dei cinabri, riguardo l’azione degli agenti atmosferici e dei prodotti chimici con i quali potrebbe venire a contatto. Può facilmente essere prodotto nella tavolozza al momento del bisogno ed è quindi un colore che inutilmente occupa spazio nella valigetta del pittore.

Terra verde (Ocra verde di Verona)

La terra verde è un prodotto ottenuto dalla decomposizione della augite. La sostanza attiva colorante è il silicato ferroso insieme ad altre essenze, aggiunte per ottenere la variabilità della gradazione e dell’intensità del colore. Si produce digerendola in acido cloridrico diluito per togliergli le impurità. Il Verde di Verona (terra verde) è un verde di colore piuttosto smorto, molto solido ma povero di corposità; assai utile, integrato con i vari grigi, per la realizzazione di verdi nei piani lontani e, ottimo per ottenere alcune tinte fredde e delicate della carnagione. La terra verde deriva in genere da silicati di ferro con sali di potassio, di magnesio e d’alluminio. Ha il pregio di potersi mescolare tranquillamente con tutti i colori.

Il colore Verde malachite (Verde minerale)

Il pigmento originale Verde Malachite non viene più usato, ma ne rimane la denominazione. In passato è stato un colore di una certa importanza per la sua caratteristica gradazione, ma oggi è sostituito con un prodotto chimico che porta lo stesso nome, ma che purtroppo, ha lo stesso difetto, di non essere abbastanza resistente agli effetti della luce e del tempo. La malachite naturale si trova nei giacimenti delle zone dei monti Urali, contenuta in una pietra di un vivo colore verde. Triturando finemente questa pietra si ottiene la sostanza colorante. Data la difficoltà per la sua macinazione e l’insoddisfacente solidità del pigmento ottenuto, questa pietra, oggi non viene più considerata. Anche il suo sostituto, ottenuto chimicamente, per le sue scarse qualità, può essere rimpiazzato dal Verde Montagna.

Il colore Verde vescica

L’essenza di questo colore viene ricavata dal pruno nero, conosciuto anche come brocco spinoso. Alla sostanza di questa pianta si associa una soluzione concentrata di gomma arabica, la quale evapora lasciando una pasta piuttosto corposa e densa. Il prodotto così preparato, viene immesso in vesciche di maiale. Se vogliamo ottenerla allo stato solido, è necessario aggiungere allume di potassio. Questo colore si presenta come lacca, con una gradazione abbastanza calda, una buona trasparenza ed una facile reperibilità, tuttavia non è sufficientemente stabile alla luce. Le lacche verdi hanno le stesse caratteristiche delle lacche gialle. La maggior parte di esse sono realizzate con colori derivati dal catrame.

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