Il colore Violetto

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Il colore violetto

Il violetto non è un colore base, ma un colore composto. Si ottiene mescolando gli azzurri con i rossi. Il suo complementare è il giallo. Il violetto è facilmente componibile anche sulla tavolozza del pittore. Tuttavia, alcuni tipi di violetto, preparati con procedimenti chimici, hanno vivacità e splendore tali, che è impossibile ottenere con le mescolanze dei due colori fondamentali (rosso ed azzurro).

Il colore Violetto di cobalto.

La sostanza colorante di questo pigmento è un arseniato cobalto – magnesiaco. Il colore, che si ottiene con il procedimento della precipitazione, ha una gradazione rosacea, ma in seguito al trattamento con alta temperatura, si avvicina al violetto chiaro. La sua gradazione verso il violetto, aumenta in relazione alla somministrazione di calore, fino a diventare molto scuro. La tinta chiara è la più vivace e luminosa. La sua fissità è altissima. Si può mescolare con sicurezza con tutti i bianchi (compreso il bianco d’argento), generando delle bellissime tinte dallo splendore eccezionale, difficile da raggiungere sulla tavolozza con mescolanze di altri colore, anche se di ottima qualità.. È superiore addirittura, per vivacità, ai colori d’anilina. Questo pigmento si mescola bene con le lacche di garanza, col blu oltremare ed il cobalto, mentre è sconsigliato mescolarlo con i colori contenenti il ferro. Può essere considerato, indiscutibilmente, il violetto più bello e valido, nella tecnica della pittura a olio. Asciuga in breve tempo.

Il colore Violetto minerale.

 La materia colorante di questo pigmento è un fosfato di manganese, che si ottiene tramite un procedimento di fusione ad alta temperatura, di un miscuglio di pirolusite e di acido fosforico. Aggiungendo ferro al manganese, si possono ottenere diverse ed interessanti gradazioni cromatiche. Ha una stabilità ed una fissità di colore molto alta. Questo tipo di violetto, dopo il violetto di cobalto, è quello che ha i requisiti più alti e che dà maggiori sicurezze. Mescolandolo con i bianchi non si raggiungono grandi risultati e non dà certamente la vivacità e la luminosità delle tinte ottenute con il violetto di cobalto. Ha però il vantaggio, rispetto a quest’ultimo, di poter essere mescolato anche con i colori contenenti il ferro.

Il colore Violetto di Marte

È un violetto che ha una gradazione assai vicina a quella della terra di Siena bruciata e, come questa, non è brillante. Questo colore ha i pregi di stabilità di tutti i colori di Marte. Nella tecnica pittorica tuttavia, ha una scarsa importanza.

Il colore Violetto oltremare

Questo pigmento si ottiene variando le proporzioni delle sostanze che compongono il blu oltremare. Esso è resistente alla luce, ma ha un potere coprente molto scarso. Il suo impiego nelle varie tecniche pittoriche è altrettanto scarso, ma tuttavia non è pericoloso.

Lacche violette

Le lacche violette sono numerosissime e sono in generale derivate dal catrame. Non offrono perciò sufficienti garanzie di resistenza alla luce ed agli altri agenti atmosferici. Le lacche vengono prodotte attraverso l’assorbimento su supporti minerali (solfato di bario, allumina ecc.) di coloranti organici. Sono molto sensibili alle aggressioni degli acidi. Vengono prevalentemente impiegate nella tecnica dell’acquerello. Sconsigliate nelle tecniche dell’affresco, encausto, tempera ed olio. La sola lacca viola consigliabile è la “Garanza Viola”, che si ottiene dalla calcinazione della robbia. Questa garanza possiede le stesse caratteristiche delle altre lacche di garanza scure.

Ametista

Questo pigmento ha origine inorganica e minerale. L’ametista è un quarzo contenente manganese ed ossidi di ferro. È un pigmento che si altera verso lo scolorimento, raggiungendo il giallo paglierino alla temperatura di 350 C°. Può essere impiegato nella tecnica dell’affresco, ma è sconsigliato in quella a olio, a tempera e nell’encausto.

Il colore Violetto Porpora

È un sostanza densa e vischiosa che ha un odore orribile. Questo pigmento veniva utilizzato soprattutto per tingere tessuti e colorare pergamene. È insolubile nell’alcool, etere e cloroformio; è invece solubile in fenolo e anilina. È sconsigliato impiegarlo nelle tecniche pittoriche.

Il colore Violetto manganese

Questo pigmento ha origine inorganica e sintetica. La sua prima realizzazione risale nel 1868 da Leykhuf . Non è altro che l’unione di pirofosfato mananoso ammonico con fosfato di manganese e si ottiene tramite un trattamento assai complesso. La realizzazione avviene attraverso la fusione di un vaso smaltato di perossido di manganese con acido fosforico, portando ad ebollizione la massa violetta con carbonato ammonico. Dopo un primo trattamento si procede al filtraggio, al lavaggio e alla fusione finale. Il prodotto ha un discreto potere coprente. Può essere impiegato nella tecnica a tempera, encausto ed olio. Assolutamente sconsigliato per la tecnica dell’affresco.

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