Biografia e vita artistica di Gentile da Fabriano

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Gentile da Fabriano nasce intorno al 1370 da Niccolò Giovanni, una persona molto istruita, sia nel campo letterario che in quello matematico.

Madonna con il Bambino, i santi Niccolò e Caterina, e un donatore, cm. 131 x 113, Staatliche Museen di Berlino.
Madonna con il Bambino, i santi Niccolò e Caterina, e un donatore, cm. 131 x 113, Staatliche Museen di Berlino.

Pochissime e confuse notizie si conoscono sulla sua formazione artistica. Dalla sua prima opera, dipinta su tavola, all’età di venticinque – trenta anni, raffigurante la “Madonna con il Bambino”, si riesce ad intravedere che le sue caratteristiche di linguaggio sono legate principalmente alla cultura lombarda del Tardogotico.

Verso il 1400 Gentile si reca a Venezia. Alcuni certificati documentano che risulta iscritto alla Scuola per i Mercanti di Venezia: infatti suo padre, oltre che intellettuale, era un abile mercante. Qui Gentile apre una bottega d’arte e presto realizzerà un dipinto su tavola, per la chiesa di Santa Sofia, del quale andranno perse le tracce.

Polittico di Valle Romita, cm. 280 x 250, Pinacoteca di Brera, Milano.
Polittico di Valle Romita, cm. 280 x 250, Pinacoteca di Brera, Milano.

Tra il 1400 ed il 1410 realizza il Polittico di Valle Romita per la chiesa del convento dei Minori Osservanti in Val di Sasso, dove le influenze della pittura lombarda si fanno più accentuate, insieme ad una più dolce armonia di colori e solidità formale. Questa opera fa scalpore e viene apprezzata dalla popolazione di Fabriano, quindi verrà nell’arco dei secoli, cantata dai poeti di tutti i tempi; lo stesso Raffaello si reca appositamente in Val di Sasso per ammirarla. Mentre le parti laterali della pala, quelle cioè raffiguranti i santi Gerolamo, Francesco, Domenico e Maria Maddalena hanno la caratteristica del suo stile globale con i tratti morbidi ed eleganti, contorni annullati dalla stessa dolcezza del tratto ma allo stesso tempo delicatamente evidenziati dalla maestria nella colorazione, la parte centrale raffigurante la scena dell’incoronazione della Vergine, risente nella composizione, le influenze   della pittura Veneziana.

Un altro dipinto, documentato da una ricevuta di pagamento ma andato perduto, è una realizzazione su tavola per Francesco Amadi. Seguono nel 1409 altre opere di affresco nel Palazzo Ducale, anch’esse perdute per l’incuria e soprattutto per i devastanti effetti climatici delle zone di Venezia e dintorni.

Qualche anno più tardi, intorno al 1411-1412, Gentile, portando con sé Jacopo Bellini e altri assistenti, soggiorna a Foligno per la realizzazione di un ciclo pittorico a Palazzo Trinci su committenza di Ugolino III. La stesura della pittura di questa opera è povera di gradazioni cromatiche e sembra non essere integralmente sua, mentre il disegno ha il suo caratteristico stile.

Polittico Quaratesi – smembrato, si trova in diversi musei.
Polittico Quaratesi – smembrato, si trova in diversi musei.

Dopo l’esperienza di Foligno, Gentile da Fabriano si reca a Brescia per la decorazione della Cappella del Borletto (andata completamente perduta), poi, nel 1420, torna di nuovo nella città lagunare, quindi giunge a Firenze, dove risulta una sua iscrizione all’Arte dei Medici Speziali. Realizza, su committenza, l’Adorazione dei Magi per la cappella Strozzi a Santa Trinità e, successivamente, il Polittico Quaratesi per la chiesa S. Niccolò (oggi smembrato e collocato in diversi Musei: alla National Gallery di Londra, alla Galleria degli Uffizi di Firenze, alla National Gallery of Washington e alla Pinacoteca Vaticana di Roma). Nel 1425 Si reca a Siena per realizzare una Madonna con bambino per il Palazzo dei Notai situato sulla piazza del Campo (altra opera andata perduta). Nello stesso anno si trova ad Orvieto per la realizzazione, all’interno del duomo, della Vergine con il bambino ed i santi. Nel 1427 giunge a Roma per la decorazione di San Giovanni in Laterano e di alcuni affreschi, destinati poi ad essere conclusi da Pisanello, per la sua improvvisa morte. Il 14/10/1425, da una documentazione, risulta essere già morto. Anche la sua tomba, nella chiesa di Santa Francesca Romana (già Santa Maria Nova), eccetto qualche sporadico frammento, è andata perduta.

Bibliografia:

Catalogo della mostra (Fabriano, 21 aprile-23 luglio 2006): “Gentile da Fabriano e l’altro Rinascimento”, Electa, 2006.

“Gentile da Fabriano”, Fabio Marcelli, Silvana, 2005.

“Gentile da Fabriano. Un viaggio nella pittura italiana alla fine del gotico”, Andrea De Marchi, Federico Motta, 2006 (prima edizione 1992).




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