Cenni sulla biografia e vita artistica di Francesco Guardi

(1712 – 1793)

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Paesaggio rustico con cavaliere su un ponticello, cm. 42 x 60, Pinacoteca. Ambrosiana, Milano.
Francesco Guardi: Paesaggio rustico con cavaliere su un ponticello, cm. 42 x 60, Pinacoteca. Ambrosiana, Milano.

La pittura di Francesco (Lazzaro) Guardi annuncia un’interpretazione della natura soggettiva e, soprattutto, evocativa: dalle sue vedute di città, diafane fino a sfiorare l’irreale, quasi portando l’osservatore al raggiungimento di una percezione tipica del periodo pre-romantico, si comprende che la causa di tutto questo è la disgregazione delle forme e la mesta gradazione delle penombre.

Francesco Guardi, figlio d’arte (suo padre era Domenico, 1678-716), nasce a Venezia nel 1712. Ha tre fratelli tra cui Maria Cecilia, moglie di Giambattista Tiepolo.

Il Canal Grande a San Geremia, cm. 94 x 133, Museum of Art, Baltimora.
Fraencesco Guardi: Il Canal Grande a San Geremia, cm. 94 x 133, Museum of Art, Baltimora.

Alla morte del padre nel 1716, quando Francesco ha soltanto quattro anni, la bottega d’arte viene ereditata dal primogenito Gianantonio. Francesco frequenterà quella bottega e diventerà prima assistente del fratello e poi, insieme a lui, per un certo periodo, protagonista.

Le prime notizie documentate dell’attività artistica di Francesco risalgono però al 15/12/1731, dove in un certificato di testamento del conte Giovannelli, si citano alcuni quadri dei fratelli Guardi.

Dal lato puramente tecnico, la pittura di Gianantonio, viene stesa sulla tela con decise pennellate a “strappi”, macchie e sfregature (ad umido ed a secco) e, questo insieme allo stile, alle tematiche e ad una parziale incuranza del disegno accademico, porta Francesco Guardi ad una “pittura illusionistica”, dove la visione prospettica dei piani viene affidata al solo peso delle gamme cromatiche ed agli effetti di luminosità da queste derivati.

Santo in estasi, cm. 87 x 69, Museo Nazionale di Trento.
Santo in estasi, cm. 87 x 69, Museo Nazionale di Trento.

La sua prima formazione artistica viene perciò influenzata dal fratello, tanto che diverse loro opere sono di difficile attribuzione.

Intorno al 1735 si suppone che Francesco lavori come assistente nello studio di Michele Marieschi, pittore-architetto vedutista, e rimarrà in quella bottega fino alla morte di quest’ultimo.

La sua prima opera, firmata e datata, risale al 1740 e raffigura un santo in adorazione dell’Eucarestia.

Francesco Guardi: La Piazzetta verso l'isola di san Giorgio
Francesco Guardi: La Piazzetta verso l’isola di san Giorgio

Negli anni seguenti la sua pittura prende caratteristiche sempre più personali distaccandosi ancor più, di come facesse in passato, dal linguaggio prevalente del periodo, come quello di Canaletto: nella “Piazzetta verso l’isola di San Giorgio Maggiore con la base del campanile”, custodito nella Ca d’oro di Venezia, si percepisce la vibrazione di una nervosa stesura del pigmento. Morirà a Venezia, nella sua abitazione, il primo giorno dell’anno 1793. A Francesco sono state attribuite circa 850 opere.




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