Citazioni degli studiosi e critica a Masaccio

La critica nel corso dei secoli (citazioni tratte dai “Classici dell’Arte”, Rizzoli Editore)

 Ciò che gli studiosi di Storia dell’arte scrivono su Masaccio

… ci è carestia di maestri, che sieno buoni…; n’è morti una sorte, che erano a Firenze, … i quali erano buoni maestri tutti. Cioè, uno chiamato Masaccio, un altro chiamato MasolinoA Filarete Trattato di architettura, 1451-64.

Ma poi che io dal lungo exilio in quale siamo noi Alberti invecchiati, qui fui in questa nostra sopra l’altre ornatissima patria riducto, chompresi in molti ma prima in tè, Filippo [Brunelleschi], et in quel nostro amicissimo Donato [Donatello] sculptore et in quelli altri Nencio [Ghiberti] et Luca [della Robbia] et Masaccio, essere a ogni lodata cosa ingegnio da non postporli acquai si sia stato antiche et famoso in queste arti.  L. B. alberti, Della pittura (Dedicatoria al Brunelleschi), 1436.

Masaccio pittore, uomo maraviglioso … insino a’ tempi sua, di chi s’abbia notizia, riputato el migliore maestro. A. Tucci Manetti, metà del sec. XV

Fu Masaccio optimo imitatore di natura di gran rilievo universale buono componitore et puro sanza ornato: perché solo si decte all’imitazione del vero : et al rilievo delle figure : fu certo buono et prospectivo quanto altro di quegli tempi: et di gran facilità nel fare essendo ben giovane che morì d’anni ventisei. C. landino, Apologià netta quale si difende Dante et Florentia da falsi calunniatori, 1481.

… Dopo questo [Giotto] l’arte ricadde, perché tutti imitavano le fatte pitture, e così andò declinando, insino a tanto che Tomaso fiorentino, scognominato Masaccio, mostrò con opra perfetta come quegli che pigliavano per altere altro che la natura, maestra de’ maestri, s’affaticavano invano. leonardo da vinci, Trattato della pittura, 1500.

Pinsi, e la mia pittura, al ver fu pari; L’atteggiai, Ravvivai, le diedi il moto, Le diedi affetto. Insegni il Bonarroto A tutti gli altri; e da me solo impari. A. caro, in G. Vasari, Le site, 1550. 

Costuma la benigna madre Natura, quando ella fa una persona molto eccellente in alcuna professione, comunemente non la far sola: ma in quel tempo medesimo, et vicino a quella, farne un’altra a sua concorrenza; a cagione che elle possine giovare l’una a l’altra nella virtù, et nella emulazione … Et che questo sia il vero, lo aver Fiorenza prodotto in una medesima età, Filippo [Brunelleschi], Donato ‘[Donatelle], Lorenzo [Ghiberti], Paulo Uccello et Masaccio eccellentissimi ciascuno nel genere suo, non solamente levò via le roze et goffe maniere mantenutesi fino a quel tempo: ma per le belle opere di costoro incitò et accese tanto gli animi di chi venne poi, che lo operare in questi mestieri si è ridotto in quella grandezza, et in quella perfezione che si vede ne’ tempi nostri. Di che abbiamo noi per il vero uno obligo singulare a que’ primi…: et quanto a la maniera buona delle pitture, a Masaccio massimamente … Cominciò l’arte nel tempo che Masolino da Panicale lavorava nel Carmino di Fiorenza la cappella de’ Brancacci, seguitando sempre quanto e’ poteva le vestigio di Filippo et di Donato, ancora che l’arte fusse diversa : et cercando continuamente nello operare, di fare le figure vivissime et con bella prontezza a la similitudine del vero. Et tanto modernamente trasse fuori de gli altri i suoi lineamenti, et il suo dipingere, che le opere sue sicuramente possono stare al paragone, con ogni disegno et colorito moderno. Fu studiosissimo nello operare, et nelle diffi-cultà della prospettiva, artificioso et molto mirabile … Cercò più degli altri Maestri, di fare gli ignudi, et gli scorti nelle figure, poco usati avanti di lui … Mostrò ancora in questa pittura medesima [San Paolo] la intelligenzia di scortare le vedute di sotto in su; che fu veramente meravigliosa; come apparisce ancor’oggi ne’ piedi stessi di detto Apostolo: per una difficultà facilitata in tutto da lui, respetto a quella goffa maniera vecchia, che faceva (come io dissi poco sopra) tutte le figure in punta di piedi. La qual maniera durò fino a lui senza che altri lo correggesse, e egli solo et prima di ogni altro la ridusse a ‘1 buono del dì d’oggi. … Et gli artefici più eccellenti, conoscendo benissimo la sua virtù, gli hanno dato vanto di avere aggiunto nella pittura vivacità ne’ colori; terribilità nel disegno; rilievo grandissimo nelle figure; et ordine nelle vedute de gli scorti; affermando universalmente che da Giotto in qua di tutti i vecchi maestri: Masaccio è il più moderno che si sia visto … G. vasari, Le vite, 1550.

Considerando questa opera [il trittico di Santa Maria Maggiore a Roma] un giorno Michelagnolo et io, egli la lodò molto, et poi soggiunse, coloro essere stati vivi ne’ tempi di Masaccio.  G. vasari, Le vite, 1568.

… [Masaccio] solamente allumava, et ombrava le figure senza contorni.  Vasari, Trattato dell’Arte della Pittura, 1584.

Et in questa scienzia [la prospettiva] si affaticarono molto i nostri pittori alquanto remoti da’ nostri tempi, come principalmente Paulo Uccello, Masaccio da San Giovanni, Leon Batista Alberti, e più di tutti, non mai a bastanza lodato, Piero della Francesca …                 alberti, Trattato della nobiltà della Pittura, 1585.

Masaccio pittor rarissimo …  bocchi cinelli, Bellezze delta città di Fiorenza, 1677.

… Masaccio si vide qual passo gigantesco fece fare in un tratto alla Pittura, che per tanti anni, e avanza così lenta, che pareva piuttosto ferma, e dopo lui non impiegò più d’ottanta anni asalire alla sua maggiore altezza in Italia. T. patch, The Life of Masaccio, 1770.

Dopo quella prima scuola vennero altri, che avanzarono un poco più, come il Masolino, e il Masaccio, il quale, nell’aria che dava alle vesti, si rassomiglia al gusto di Raffaello, benché gli fosse anteriore di quasi un secolo.

Sebbene la sua maniera fosse secca e difficile, la sua composizione, formale e non abbastanza diversificata, in rapporto all’abitudine dei pittori in quel primo periodo, tuttavia i suoi lavori posseggono quella grandezza e semplicità che accompagna, e qualche volta deriva, da regolarità e forza della maniera.

… Egli per primo introdusse un largo panneggio, ondeggiante in modo facile e naturale : egli sembra essere veramente il primo che scoprì il sentiero che conduce ad ogni eccellenza … e inoltre può essere giustamente considerato come uno dei grandi padri dell’arte moderna. J. reynolds, Discourses delivered lo the Students of the Royal Academy, 1784.

Le figure [di Masaccio nella cappella Brancacci al Cannine di Firenze] posano o scortano, ciò che a Paolo Uccello non riuscì, variamente e perfettamente …; l’espressione è così acconcia, che gli animi non son dipinti men vivamente dei corpi. Il nudo è segnato con verità e con artifizio; fa quasi epoca d’arte quella figura tanto lodata nel Battesimo di S. Pietro, la quale par tremare dal gelo. Le vesti, sbandita la minutezza, presentano poche e naturali pieghe: il colorito è vero, ben variato, tenero, accordato stupendamente; il rilievo è grandissimo …  L. Lanzi 1789.

Gli occhi assuefatti ai capolavori dell’età successiva possono durare qualche fatica a decifrare Masaccio. Mi piace troppo per poterlo giudicare; ciononostante direi che è il primo pittore che passa dal merito storico al merito reale. stendhal,  Histoire de la peinture en Italie, 1817.

[Negli affreschi della cappella Brancacci al Cannine di Firenze] Masaccio stendeva il colore assai pastosamente e in certo senso modellando, per raggiungere meglio la plasticità cui tendeva; Filippino-[Lippi], per contro, sottilmente e a liquido … Non che Masaccio si proponesse questi mezzi di rappresentazione, non ancora usati, allo scopo di rendere più gradevoli le proprie opere. Il suo sentimento forte e virile, l’alto concetto della dignità del compito che gli stava a cuore, non si esprimevano forse a sufficienza nell’usata maniera piana e senza ombre. Viceversa, quelli che vennero poco dopo di lui, i pittori fiorentini fino a Leonardo, disconobbero il pieno valore di quei tentativi e di quelle innovazioni, perché non sentivano il bisogno di elevarsi fino a una tale grandiosità e unità di concetto. Verso la metà e sino alla fine del ‘400, tutte le mani erano intente a sviluppare meglio i particolari, il che, naturalmente, deviava l’attenzione dalle tendenze di Masaccio …  C. F. rumohr, Italienische Forschunfen, 1827.

Nato miserabile, quasi sconosciuto durante la miglior parte della sua breve vita, ha operato da solo, in pittura, la più importante rivoluzione che questa abbia mai subito. Lo splendore della scuola italiana s’inizia con lui. Fino allora, essa non aveva punto scoperto quell’incanto, che le è particolare, delle espressioni vere congiunte a una gran bellezza e purezza. I meriti e i difetti dei pittori italiani che l’hanno preceduto si confondono con quelli delle scuole tedesche … E. delacroix, in “Revue de Paris”, 1830.

Io credo che qualunque altra arte sia derivata da lui, Raffaello e gli altri, eccetto i coloristi, per i quali il caso è diverso. J. ruskin, Modern Painters, 1843-60.

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