"Angelo Tani con la statua della Madonna" di Hans Memling

Hans Memling: Angelo Tani con la statua della Madonna e Caterina Tanagli con la statua di San Michele

Hans Memling: Angelo Tani con la statua della Madonna e Caterina Tanagli con la statua di San Michele
Angelo Tani con la statua della Madonna e Caterina Tanagli con la statua di San Michele, cm. 223,5 x 72 ciascuno, Pomorskie Muzeum, Danzica.

Sulle opere: “Angelo Tani con la statua della Madonna” e “Caterina Tanagli con la statua di San Michele” sono due dipinti autografi di Hans Memling – appartenenti al “Trittico di Danzica” – realizzati con tecnica a olio su tavola tra il 1466 ed il 1473, misurano ciascuno 223,5 x 72 cm. e sono custoditi nel Pomorskie Muzeum di Danzica.

Come chiaramente si evince dai titoli delle due opere, il trittico – a sportelli chiusi – mostra, nel pannello collocato a sinistra, Angelo di Jacopo Tani (il donatore) inginocchiato sotto una nicchia con la statua della Madonna che tiene in collo il Bambino. Nel pannello di destra appare la moglie del donatore, Caterina di Francesco Tanagli, inginocchiata sotto una nicchia con la statua di san Michele che sta uccidendo Lucifero.

 Quando il complesso pittorico è con le due ante aperte appaiono altre tre composizioni: “La Porta del Paradiso” nel riquadro di sinistra, “La porta dell’inferno” in quello destro e “Il giudizio Universale” al centro (pagina successiva).

La storia esterna legata alla grande opera è molto interessante. Il primo spostamento lo ebbe tramite l’agente dei Medici, Tommaso Portinari, che imbarcandola in  una sua nave diretta in un porto italiano avrebbe dovuto recapitarla a Firenze. La nave venne però assaltata da Paul Benecke, conosciuto come il “Corsaro di Danzica”, il 27 aprile 1473 presso le acque di Gravelines. Il pregiato complesso pittorico fu donato dallo stesso corsaro alla Cattedrale della sua città e fu ubicato nella cappella della Confraternita di San Giorgio.

Lo zar di Russia, Pietro il Grande (Mosca, 1672 – San Pietroburgo, 1725), ebbe modo di ammirare la grande opera e cercò cercò acquistarla ma inutili furono tutti i suoi tentativi. Nel 1807 l’esercito francese, che aveva già iniziato a fare razzia di opere d’arte in Italia, la requisì trasferendola nel Musée Napoléon di Parigi, dove fu oggetto di alti apprezzamenti, tra i quali quello del noto scrittore Stendhal (Grenoble, 1783 – Parigi, 1842). L’opera, intatta, venne restituita nel 1816 a Lubecca.

Negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale, con la Cattedrale distrutta dalle bombe ed ancora in piena ricostruzione, essa venne trasferita nel Muzeum Pomorskie della città.

Il trittico, non ancora assegnato a Memling, venne ingenuamente pubblicato da G. von Fürst (“Courieuse Reisen durch Europe”, Sorau 1739), e e poi da J. Bernouilli (“Reisen durch Brandenburg, Pommern, Preussen. Curland, Russland und Polen in den Jahren 1777 und 1778”, I. Leipzig 1779) ed altri critici.

Il primo a dare la paternità dell’opera all’artista fu H. G. Hotho (“Geschichte der deutschen und niederlàndischen Malerei, II”, Berlin 1843. p. 128-29).

Oggi l’autografia di Memling viene universalmente accettata dagli studiosi.

Il Trittico venne realizzato non prima del 1466 (anno in cui Angelo Tani si uni in matrimonio con Caterina Tanagli a Firenze) e non dopo 1473.

I cinque dipinti

“Angelo Tani con la statua della Madonna”:

Faccia visibile con anta sinistra chiusa. A destra del donatore appare lo stemma di famiglia, che permise al Warburg identificarne la figura. Angelo Tani riuscì presto a distinguersi presso la filiale de’ Medici a Brugge, divenendone in pochissimo tempo il capo. Nel 1460 però giunse in città Tommaso Portinari, che dopo alcuni anni di collaborazione divenne il suo principale. Nel 1467-69 Angelo si trovava a Londra per prevenire il defoult della Banca de’ Medici in quella città. Dal 1480 il Tani visse sempre nel capoluogo toscano, ove morì nel 1492.

“Caterina Tanagli con la statua di San Michele che abbatte Lucifero”:

Faccia visibile ad anta di destra chiusa: Al lato della donatrice, lo stemma della propria famiglia.

“La porta del Paradiso” e “L’inferno”: facce visibili ad ante aperte. Quella del Paradiso è riccamente decorata; nell’inferno vengono rappresentati i tormenti dei dannati.

Il Giudizio Universale: si legga il contenuto nella pagina successiva.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *