Cappella di santa Fina: "Annuncio della morte di santa Fina" di Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio: Annuncio della morte di santa Fina
Affreschi della Cappella di Santa Fina: “Annuncio della morte di santa Fina”, Santa Maria Assunta, San Gimignano.

Ritorna all’elenco opere di Domenico Ghirlandaio

Sull’opera: “Annuncio della morte di santa Fina” è un dipinto di Domenico Ghirlandaio, appartenente al ciclo di “Affreschi della Cappella di Santa Fina”, realizzato tra il 1473 ed il 1475 e custodito nella collegiata di Santa Maria Assunta a San Gimignano”. 

La scena, che viene rappresentata sulla parete di destra, mostra Gregorio Magno (Roma, 540 circa – Roma, 604) che annuncia alla santa la sua morte. La figura del papa, attorniata da da una mandorla di serafini, è sormontata dalla fascia con la raffigurazione di due angeli che portano in cielo santa Fina orante, entro un clipeo.

 Dall’agiografia (il complesso degli avvenimenti documentati che compongono le memorie della vita dei santi) della santa si ricava che essa si era offerta, dopo la scomparsa della madre, ad una rigorosissima forma di  ascetismo che in breve tempo le minò la salute, portandola alla totale paraplegia, costretta così a vivere distesa su un’asse. L’apparizione di san Gregorio Magno, con l’annuncio della data della sua morte e l’impartizione dell’estrema unzione, fu per lei una vera e propria liberazione ed avvenne nel giorno della sua festa, da lei intesa come promessa di vita eterna. Due nutrici, Bonaventura e Beldia, l’assistono mentre è in atteggiamento di orazione distesa su una scarna tavola.

Sulla parete di fondo appare una lastra con un’iscrizione scolpita in latino a caratteri d’oro che riporta le parole di san Gregorio: PARATA ESTO FILIA QUIA IXE SOLENNITATIS MEAE AD NOSTRUM ESVENTURA CONSORTIUM CUM SPONSO TUO PHENNITER IN GLORIA PERMANSURA (“Sii pronta, figlia mia, perché nel giorno della mia festa salirai in cielo dove vivrai in eterno con il tuo sposo – il Cristo)”.

Il topo raffigurato sotto la panca ricorda il martirio subìto da santa Fina durante la malattia (essere morsicata continuamente da topi e vermi), l’unico riferimento all’inclemente periodo della santa, che il Ghirlandaio non volle raffigurare sul suo corpo.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *