"Madonna col Bambino tra ignudi" di Luca Signorelli

Luca Signorelli

Luca Signorelli: Madonna col Bambino tra ignudi
Madonna col Bambino tra ignudi, 1490, tempera su tavola, 170 × 117,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze.

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Sull’opera: “Madonna col Bambino tra ignudi” è un dipinto di Luca Signorelli realizzato con tecnica a tempera su tavola intorno al 1490, misura 170 x 117,5 cm. ed è custodito nella Galleria degli Uffizi a Firenze. 

La composizione in esame venne probabilmente commissionata da Lorenzo Pierfrancesco de’ Medici detto “il Popolano”, (Firenze, 1463 – Firenze, 1503), perché dagli scritti del Vasari si rileva che lo stesso storico la vide nella sua villa.

Lorenzo, cugino del Magnifico, fu il committente anche della “Primavera” del Botticelli e forse anche della “Nascita di Venere”, per cui anche nella presente opera si evidenziano significati assai articolati, adatti perciò ad una committenza assai erudita ed esigente.

La scena principale è svolta in un grande tondo, ove appare una monumentale Madonna seduta, su un prato, mentre sta giocherellando con il suo Bambino. Sullo sfondo appaiono gli “ignudi”, alcuni seduti, altri sdraiati, uno invece in piedi (ripreso di spalle). Queste figure, probabilmente allegoriche con riferimenti a virtù ascetiche o pagane, sono certamente tratte della lunetta della Morte di Adamo (gruppo di Adamiti) di Piero della Francesca ad Arezzo. Il vasto paesaggio, con il motivo dell’arco sotto la collina che scopre una veduta di edifici classicheggianti, ricorda la pittura delle regioni settentrionali, come quella del Mantegna e dei pittori ferraresi, nonché quella di Leonardo da Vinci (a tal proposito si osservi i fiorellini e le erbette in primo piano).

Nella parte alta della tavola si trovano alcune decorazioni monocromatiche che richiamano l’arte fiamminga, di cui a Firenze si trovava nel famoso Trittico Portinari (1477-78), realizzato da Hugo van der Goes (Gand, circa 1440 – Auderghem presso Bruxelles, 1482). Trattasi di due medaglioni, nel cui interno vengono raffigurati i Profeti, e di un oculo a forma di conchiglia con dentro San Giovanni Battista, chiaramente identificato anche dalla tabella con la tipica iscrizione “Ecce Agnus Dei”.




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