Veronese: Affreschi di Maser – Sala a crociera

Il Veronese

Il Veronese: Affreschi di Maser - Sala a crociera
Affreschi di Maser Particolare della parete fronteggiante, 440 cm.

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        Sull’opera: “Dipinti nella Sala a crociera” sono affreschi di Paolo Caliari detto il Veronese, realizzati con aiuti nel 1561, appartenenti al ciclo degli “affreschi di villa Barbaro a Maser”.

La sala a crociera è un vasto locale adibito a vestibolo della fascia di rappresentanza. Essa è strutturalmente costituita da due grandi bracci che si incrociano trasversalmente: quello maggiore, che misura 19,34 x 3,88 metri, corre da nord (in corrispondenza della sala dell’olimpo) a sud (in prossimità della stanza di Bacco e del vastissimo balcone che si affaccia alla pianura); quello minore, che misura 12,74 x 4,71, corre da est ad ovest terminando – da entrambe le parti – con due ampi balconi. Nelle zone a nord attigue ai bracci, alquanto strette, nell’arco d’accesso alla Sala dell’Olimpo, vengono raffigurate finte alabarde, stendardi e picche, riposti in finti intercolumni. Entrambi i bracci della crociera sono riccamente decorati con vedute paesaggistiche (quello maggiore) ed immagini di suonatrici (quello minore), inseriti in un loggiato architettonico ben simulato, con finto basamento marmoreo, su cui sono presenti vari cammei. I due bracci che si incontrano trasversalmente formano quattro pareti contrapposte sull’uno, ed altrettante sull’altro. In quelle del braccio minore sono raffigurate due suonatrici per parete, e tra una figura e l’altra c’é sempre una porta (totale quattro porte di cui due sono finte  e due reali, che si contrappongono). In ogni basamento delle finte nicchie dove sono collocate le suonatrici, è raffigurato un cavaliere in morbida monocromia. Ritornando alle otto suonatrici, che rappresentano il tema principale, perché autografo dell’artista, queste (due a due) sono inserite in una struttura architettonica che riguarda l’intera la parete, fino a raggiungere i cornicioni sotto il soffitto. Quest’ultimo, con la volta a botte, non è decorato e appare bianco in entrambi i bracci della crociera, ma si ipotizza che in origine fosse  decorato con un pergolato contro un cielo azzurro, simulante una spazialità esterna che interessava tutta la crociera;

 Per quanto riguarda l’autografia del Veronese, molti dubbi – anche di minimi interventi – si sono sollevati per le vedute paesaggistiche, mentre viene universalmente riconosciuta per le otto raffigurazioni delle suonatrici (sia pure ammettendo verosimili interventi del fratello Benedetto, ipotizzati dall’Arslan)

A proposito delle decorazioni riguardanti il braccio delle suonatrici, il Pallucchini (1960), ascrivendo all’artista anche le figure dei cavalieri in monocromia, scriveva : “l’armonia dell’ambiente trova la sua rispondenza emblematica in queste felicissime figurazioni, nelle quali sembra ancora prolungarsi l’onda musicale suscitata dai loro strumenti”




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