Veronese: Affreschi di Maser – stanza di Bacco

Il Veronese

Il Veronese: Affreschi di Maser nella stanza di Bacco
Affreschi di Maser Particolare della stanza di Bacco (Villa Volpi già Barbaro)  cm. 55

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Sull’opera: “Affreschi della stanza di Bacco” sono dipinti di Paolo Caliari detto il Veronese, realizzati con aiuti nel 1561, appartenenti al ciclo degli “affreschi di villa Barbaro a Maser” e misurano 7,77 x 4,75 m.

Guardando verso la pianura, questo locale, denominato “Stanza di Bacco” si trova sul lato destro della crociera. L’impianto compositivo è simile a quello della “Stanza di Venere” (che non viene trattato in queste pagine) e concerne vedute paesaggistiche inserite in finte architetture (trabeazioni, colonne ioniche, cornici, finti cammei, finti basamenti in marmo) e figure allegoriche. Il soffitto, voltato a botte, ospita – al centro – la raffigurazione di un Bacco che svela il mistero del vino agli uomini. Nelle zone laterali sono simulati due pergolati, mentre nelle lunette delle pareti minori sono raffigurati, contro lo sfondo di un efficace cielo, rami di frutti e tralci di vite, accostati da triangoli con lati curvilinei in cui appaiono animali simbolici. Nelle pareti maggiori, in alto, appaiono due gruppi allegorici, di cui uno raffigura Apollo, Venere e Amore (sopra la porta), mentre l’altro, Plutone e Cerere (sopra il camino). La porta sotto il primo gruppo, che riporta sul cornicione la scritta “ET GENIO, ET LARIBVS”, è situata nella zona centrale d’una delle due pareti maggiori, con timpano dove spiccano due figure in morbida monocromia.

Su sui due lati sono simulati una lesena ionica, una statua bronzea e una veduta paesaggistica: in quello a destra – in riferimento all’osservatore che entra – appaiono rovine classicheggianti, scene di vita nei pressi di un ponte, e, in primo piano sulla destra, un asino con soma ed una figuretta che lo guida (particolare in figura); nell’altro lato, compaiono varie architetture, altre rovine classiche e greggi sparsi in varie zone, con sfondo fluviale. Il paesaggio più celebre del ciclo, quello con un viale alberato percorso da dame in carrozza, si trova nella parete a nord. Il paesaggio è raffigurato nella parte centrale di due intercolumni simulati con finte statue bronzee, e ritratti di gruppo (verosimilmente di famiglia) ripresi in scorcio. Sulla parete di fronte alla porta – situata ad ovest – sta il grande camino dello scultore Alessandro Vittoria (Trento, 1525 – Venezia, 1608) su cui compare la scritta “IGNEM IN SINV / NE ABSCONDAS”. Il camino è sovrastato da un timpano sul quale poggiano due figure monocromatiche; ai lati ci sono le finestre (reali), finte lesene ioniche e cammei alla base. Nella parete a sud, ai lati della finestra esposta alla pianura, appare la stessa tematica decorativa della parete opposta.




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