"La Leeve" di William Hogarth

William Hogarth

William Hogarth: La carriera del libertino - La Leev
La Leeve, cm. 62,5 x 75, Soane’s Museum a Londra.

Ritorna al ciclo de “La carriera del libertino”

Sull’opera: “La Leeve” è un dipinto autografo di William Hogarth, appartenente al ciclo “La carriera del libertino”, realizzato con tecnica a olio su tela tra il 1733-35, misura 62,6 x 75 cm. ed è custodito nel Soane’s Museum a Londra. 

 L’episodio del presente dipinto si ambienta nella nuova casa di Tom Rakewell, ormai diventato un galantuomo alla moda, e perciò continuamente intento a sbrigliare molti dei suoi frivoli impegni quotidiani.

La scena viene così descritta: in primo piano, da sinistra, seduto al clavicembalo – di cui si legge il marchio con la scritta “I. Mahoan Fecit”, per: Joseph Mahoon, fornitore del re – una figura di spalle, che potrebbe identificarsi sia in Nicola Porpora (Napoli, 1686? – Napoli, 1766) sia in Georg Friedrich Händel (Halle, 1685 – Londra, 1759), sta suonando “The / Rape of / the Sabines / a New / Opera (con un lungo elenco di interpreti)”, in cui l’artista prova ad ironizzare – per l’appunto – sulle rivalità delle compagnie di Porpora ed Händel; un maestro di scherma in atteggiamento di attacco (o difesa), probabilmente Dubois (? – 1746); ancora verso sinistra, un maestro di “quarter-staff” (trattasi forse di James Figg, l’allora famoso pugile) con i suoi caratteristici bastoni; un insegnante di danza, con in mano la piccola pochette; un anziano signore che regge i progetti del tutto italiani d’un giardino (da identificarsi probabilmente nel noto architetto di giardini Charles Bridgeman (1690 -1738); il libertino, con in tesa un bianco berretto da notte e tra le mani un foglio (“S” the Cap’ is a Man of Honour, his Sword may Serve you yours Wm Stab”, che tradotto diventa: “il capitano è un uomo d’onore, e la sua spada può servirvi; il vostro W. Stab”) mentre si rivolge al mercenario che tiene la mano sinistra sul petto e la destra sull’elsa; dietro di lui sta un suonatore di corno; inginocchiato ai suoi piedi un fantino ostenta la grande coppa che il cavallo di Silly Tom, padrone di casa,  ha vìnto a Epsom (“Won at Epsom by Silly Tom”); sulla parete frontale, proprio alle spalle del libertino, probabilmente per indicare la sua veste di giudice tra i parassiti, un “Giudizio di Paride”, ai cui lati, in sontuose cornici, stanno due galli (messi così in diretto rapporto con Rubens). Infine, in fondo sulla sinistra, stanno attendendo, fra altri personaggi, un poeta, un sarto con una nuova giacca sul braccio destro e una modista con una grande scatola.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *