"La taverna" di William Hogarth

William Hogarth

William Hogarth: La carriera del libertino - La taverna
La taverna, cm. 62,5 x 75, Soane’s Museum a Londra.

Ritorna al ciclo de “La carriera del libertino”

Sull’opera: “La taverna” è un dipinto autografo di William Hogarth, appartenente al ciclo “La carriera del libertino”, realizzato con tecnica a olio su tela tra il 1733-35, misura 62,6 x 75 cm. ed è custodito nel Soane’s Museum a Londra. 

La scena del dipinto si svolge in un locale nella “John Bonvine at the Rose Tavern Drury Lane”, come è indicato nella scritta in un grande piatto di peltro tenuto da un cameriere. La taverna è quella di Bridge Street, smantellata nel 1776.

II libertino, seduto apparentemente spaparanzato – ma è frastornato –  a destra d’un grosso tavolo ha il suo spadino malamente infilato e, ai piedi, il bastone e la lanterna di una guardia notturna, segno che molto probabilmente abbia appena partecipato a una baruffa fuori del locale; due donne di facili costumi gli stanno rubando il prezioso orologio, che segna le 3 (certamente di notte); dietro di loro, una figura di negra; al centro, un’altra prostituta getta schizzi di un superalcolico (si tratta di gin) sul viso di una compagna (da documentazioni certe si ricava che l’artista abbia effettivamente assistito ad una simile scena in compagnia di F. Hayman); fra le de prostitute appare una coppia in teneri atteggiamenti; in fondo, una donna con intenzioni devastatrici sta dando fuoco ad una grossa carta geografica incorniciata, marcata “Totus Mundus”; sull’uscio due musicisti, un trombettiere ed un arpista, con il compito di intrattenere i convitati. Andando verso sinistra, una cantante da strada, in stato interessante, canta “Black loke”, una ballata sconcia e volgare; insieme a lei, il cameriere del locale, conosciuto come Leather Goal (un soprannome che tradotto significa “giacca di cuoio”), famoso per la forza delle sue costole, che spesso sottoponeva a dura prova facendoci passare sopra le ruote di una carrozza; questi reca il piatto di peltro, con la citata scritta, e una grossa candela (l’uno e l’altra riguardano la donna in primo piano, sulla sinistra, in atto di spogliarsi, come indicano le cronache del tempo che ballava nuda, al lume di candela, su un grande piatto posto sopra tavola). Alle pareti, appaiono figure di Imperatori romani, tutti con il volto strappato eccetto quello di Nerone.




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