"Ragazza con cappello rosso" di Jan Vermeer

Jan Vermeer

Jan Vermeer: Ragazza con cappello rosso
Ragazza con cappello rosso, cm. 23 x 18 (circa), National Gallery di Washington

Sull’opera: “Ragazza con cappello rosso”, o semplicemente “Il cappello rosso”, è un dipinto autografo prevalentemente attribuito a Jan Vermeer, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1665, misura 23 x 18 cm. ed è custodito nella National Gallery di Washington.

Come altri dipinti di Vermeer anche questo si presenta con molte similitudini iconografiche nei confronti di altri, soprattutto se ci si riferisce alla “Ragazza con flauto” (pagina successiva), per cui, è talvolta considerato il suo pendant, nonostante la differenza di dimensioni e di natura del supporto (tavola di 20, 2 x 18): probabilmente l’artista impiegò la stessa modella, la medesima sedia con le teste di leone (elemento piuttosto usuale nei dipinti vermeeriani), uguale tappezzeria e stessa provenienza e natura della fonte luminosa.

Nell’elegante figura, il Malraux vi identificò la figlia maggiore (terzogenita) dell’artista, nata certamente non prima del 1656. Fino al 1882, della presente composizione non si hanno notizie: la prima citazione risale appunto a quell’anno, quando sarebbe apparsa all’asta parigina Lafontaine, dove però venne riferita – come riporta la scritta – a: “Giovinetto, di cui si scorge un po’ più che il busto, la testa coperta da un cappello di panno rosso a grandi tese, il corpo avvolto in un manto azzurro. Un raggio di sole gli illumina in parte la guancia sinistra ……”. Inoltre, la stessa casa d’asta, dichiarando che il dipinto era stato realizzato su tavola (anziché su tela), aumentava ancor più i dubbi.

Di certo si sa che appartenne alla collezione Atthalin di Colmar, la quale la cedette (1925) all’americano Knoedier, un antiquario newyorkese. Più tardi fu venduta a A. W. Mellon, che a sua volta, nel 1937, la cedette alla National Gallery di Washington. L’opera viene considerata autografa dalla maggior parte degli studiosi con l’eccezione di van Thienen e Swillens (gli stessi che si pronunciarono contro l’attribuzione all’artista della “Ragazza con flauto”).

Per quanto riguarda la cronologia, la maggior parte degli studiosi propende per l’anno 1665 o un periodo poco più tardo, mentre il Malraux, a sostegno della propria identificazione (terzogenita), crede in una datazione posteriore al 1670.

Il Bloch tenne a sottolineare che, sotto l’attuale strato di pittura, la radiografia ha messo in evidenza la presenza d’un ritratto maschile di tipo “vagamente rembrandtiano’.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *