"Storie della Passione" del Pontormo

Storie della Passione, Museo della Certosa del Galluzzo, Firenze.

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Sull’opera in esame: Le “Storie della Passione” sono una serie di affreschi autografi di Jacopo Carrucci detto il Pontormo, realizzati intorno al periodo 1523-25 e custoditi nel Museo della Certosa del Galluzzo a Firenze.

Le raffigurazioni dell’opera

12 Pontormo - Storie della Passione
Storie della Passione – Orazione nell’orto, cm. 300 x 290.
13 Pontormo - Storie della Passione

Storie della Passione – Cristo dinnanzi a Pilato, cm. 300 x 290.

14 Pontormo - Storie della Passione

Storie della Passione – La Deposizione, cm. 300 x 290.

15 Pontormo - Storie della Passione

Storie della Passione La Resurrezione, cm. 232 x 291.

Storia e descrizione delle Storie della Passione

Nel 1523 Firenze fu aggredita da una devastante peste (Vasari parla circa “l’anno fiorentino, 1522”) ed il Pontormo all’epoca si ritirò alla Certosa del Galluzzo per provare il “gusto” del vivere da eremita.

Le documentazioni

Esistono documentazioni certe dei pagamenti intestati all’artista che iniziano dal febbraio 1522 (ma in stile comune 1523) per “la depintura (che) fa nel chiostro”.

Altre ricevute si riferiscono al 1525 per la “Cena in Emmaus” (olio su tela , 230 x 173, Uffizi, Firenze) ed altre ancora che si prorogano fino al 1527.

Il Vasari scrive inoltre che “egli spese in questi lavori parecchi anni; e poiché fu finita la peste, ed egli tornatesene a Firenze, non lasciò per questo di frequentare assai quel luogo, ed andare e venire continuamente dalla Certosa alla città; e cosi seguitando, sodisfece in molte cose a que’ padri”.

Le raffigurazioni delle lunette del chiostro grande, attualmente custodite nel Museo della Certosa, riportavano – considerando l’ordine di riferimento scritto dal Vasari – “l’Orazione nell’orto” (a sud-ovest), “Cristo dinanzi a Filato” (contiguo al lato ovest), “la Resurrezione” (a nord-ovest), “l’Andata al Calvario” (a sud-est), “la Deposizione” (a nord).

Il Vasari nei suoi scritti, a proposito dell’intera opera, evidenzia la sorprendente svolta stilistica dell’artista che, influenzato dalla “Passione” del Dürer, si impegna a tutto campo ad assorbire la maniera della pittura nordica.

La critica del Toesca

Il Toesca nel 1943 riferisce che “il pittore che a Poggio a Calano aveva trovato impressioni cosi semplici, spontanee e sensuali, [qui] diventa ad un tratto un puro cerebrale. Invece di cercare dentro di sé il movente della sua arte, lo cerca al di fuori, nelle opere altrui […] scomparsa l’aria, la libertà, la gaiezza della campagna di Poggio a Calano, egli si lascia trascinare in piena astrazione”.

I disegni

Esistono i disegni originali relativi alle “Storie della passione”, tra i quali, alcuni sono custoditi agli Uffizi, altri a Roma, a Venezia e a Marsiglia (fonte: Janet Cox Rearick, 1964).




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