"La bisca" di William Hogarth

William Hogarth:  La carriera del libertino

William Hogarth: La carriera del libertino - La bisca
La bisca, cm. 62,5 x 75, Soane’s Museum a Londra.

Ritorna al ciclo de “La carriera del libertino”

Sull’opera: “La bisca” è un dipinto autografo di William Hogarth, appartenente al ciclo “La carriera del libertino”, realizzato con tecnica a olio su tela tra il 1733-35, misura 62,6 x 75 cm. ed è custodito nel Soane’s Museum a Londra. 

La scena è ambientata, secondo alcuni studiosi, nella Wite’s Chocolate House, situata in St. James’ Street, come confermerebbe l’incendio che sta per svilupparsi nel fondo del dipinto, che effettivamente avvenne in quel locale il 3 maggio 1733.

Per altri, invece, la sala da gioco potrebbe essere a Covent Garden, da come  si legge sul collare del cane nero che sta con le zampe anteriori sulla spalliera di una sedia caduta.

Molte sono le figure attorno ai tavoli da gioco: in esse vi si leggono le caratteristiche con i rispettivi gradi di abiezioni e di vizio; a destra, una guardia notturna, entrata in quel momento, indica con il suo bastone le fiamme che si stanno sviluppando nel soffitto, ma solo un biscazziere e un giocatore paiono rendersene conto; gli altri non pensano altro che a contare il denaro vinto (o a calcolare quello perso), barare e quindi litigare; sulla sinistra, in primo piano, un malvivente, identificabile per la pistola ed una mascherina nera che gli pendono fuori dalla tasca, sembra affranto dalla perdita di denaro appena subita. Il libertino, in ginocchio in primo piano, stringe i pugni ed ha un braccio rivolto al cielo; a destra, un usuraio, con aria impassibile e cinica si adopra a stendere i vari contratti: Hogarth allude certamente al padre del nostro protagonista, che – per l’appunto – da usuraio capitalizzò una fortuna sulle impellenti necessità della povera gente, mentre il figlio ha depauperato, oltre ai suoi, gli averi dell’anziana consorte. Si riesce a leggere ciò che l’usuraio sta scrivendo sul foglio: “Lent to Ld Cogg 500 [l.]”. L’uomo che lo strozzino ha di fronte viene dagli studiosi identificalo nel fratello del duca John di Rutland, conosciuto come il “vecchio” Manners, un fortunatissimo  giocatore che si arricchì in questi locali e che vinse, tra l’altro, la grande tenuta di Leicester Abbey del duca del Devonshire.




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