"Madonna del canonico Van der Paele" di Jan van Eyck

Jan van Eyck: Madonna del canonico Van der Paele

Jan van Eyck: Madonna del canonico Van der Paele
Madonna del canonico Van der Paele, 122 x 157, anno 1436, Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

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Sull’opera: “Madonna del canonico Van der Paele” è un dipinto di Jan van Eyck realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1436, misura 122 x 157 cm. (altre fonti indicano 141 x 176,5 cm.) ed è custodito nel Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges.

L’opera in esame viene conosciuta anche con il titolo “Madonna in trono col Bambino, San Donaziano e il donatore presentato a San Giorgio”

Firmata e datata dall’artista sulla parte bassa della cornice: “Hoc op[us] fecit fieri mag[iste]r georgi[u]s de pala hui[u]s ecclesiae canoni[cu]s p[er] iohanne[m] de eyck pictore[m]: et fundavit hic duas capell[an]ias de gremio chori domini m.cccc.xxxiiij; c[om]p[le]t[um] an[no] 1436”.

Sulla stessa cornice sono riportate altre iscrizioni a soggetto religioso. In quella riferita alla Madonna, sul lato superiore, si legge: “HEC EST SPECIOSIOR SOLE – SVPER OMNEM STELLARVM DlSPOSICIONEM LVCI COMPARATA INVENITVR PRIOR CANDOR EST ENIM LVCIS ETERNE – SPECVLVM SINE MACVLA DEI MAIESTATIS”. In quella riferita al santo a sinistra, scritta sul lato sinistro, “SOLO P[ar]TV NON[u]S FR[atru]M MERS[us] VIV[us]  REDDIT[ur] ET RENAT[us] ARCHOS P[at]-R[u]M REMIS CONSTITVITVR QVI NV[n]C DEO FRVITVR”. Nell’altra iscrizione, riportata a destra, riferita all’altro santo, si legge “NATVS CAPADOCIA XPO MILITAVIT MVNDI FVGlE[n]S CESVS TRIVMPHAV!T HIC DRACONEM STRVIT”. Sulla corazza di quest’ultimo santo si legge inoltre ciò che riguarda la sua identificazione: “ADONAI”; “S[an]C[tu]S DONATIAN[u]S ARCHIEP[iscopu]S”. Ancora un’altra iscrizione, questa volta riguardante san Giorgio, sullo sguincio in basso: “S[an]C[tu]S GEORGIVS MILES XPl”. Infine sugli angoli, compaiono le insegne del canonico van der Paele e della famiglia Carlijns, cui, secondo Weale  [1908], sarebbe appartenuta la madre del prelato (questi, Jorio — ovvero, Giorgio, nome del santo patrocinatore — van der Paele). quest’ultimo nel 1410 aveva la funzione di canonico e morì nel 1443 in seguito ad una lunghissima malattia durata almeno dieci anni. Il canonico donò l’opera alla chiesa di Brugge

Nel 1547 la governatrice dei Paesi Bassi, Maria d’Ungheria, provò ad acquistarla ma il capitolo di San Donaziano non le permise la transazione, opponendosi con un cordiale ma fermo rifiuto [R. A. Parmentier, “ASEB” 1926].

Nella stessa chiesa l’opera fu vista dal Guicciardini nel 1567. Alla metà del Settecento il dipinto fu spostato nella sacrestia. Intorno alla fine del secolo (1794) venne portata via dalle truppe napoleoniche che la trasferirono a Parigi. Fatta ritornare a Bruges nel 1815, pervenne all’attuale Galleria (fonte A. Janssens de Bisthoven [Musée Communal des Beaux-Arts, Bruges, Anvers 1959]).

La tavola negli anni 1933-34 subì una parziale restaurazione da J. van der Veken, che ripulì le varie zone dalla sporcizia e rimosse il pannolino bianco che copriva il pisellino del Bambino.




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