La "Battaglia di San Romano" di Paolo Uccello

Paolo Uccello

Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini
Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini, cm. 182 x 317, National Gallery di Londra.
Disarcionamento di Bernardino della Ciarda
Intervento di Michelangelo da Cotignola

Intervento di Michelangelo da Cotignola, cm. 180 x 316, Louvre, Parigi.

Sull’opera: La “Battaglia di San Romano” è un ciclo di tre dipinti autografi di Paolo Uccello realizzati con tecnica a tempera su tavola nel 1438, misurano ciascuno intorno ai 180 x 320 cm. (si vedano nella soprastante tabella le esatte dimensioni) e sono custoditi in tre diversi musei (si consulti la stessa tabella). 

 La famosa battaglia di san Romano ove si contrapponevano le città di Firenze e Siena, quest’ultima affiancata dai milanesi, si svolse l’1 aprile del 1432. Fu vittoriosamente condotta dai fiorentini guidati da Niccolò Mauruzi da Tolentino. I senesi erano capeggiati da Bernardino della Ciarda.

 Gli episodi narrati da Paolo Uccello rappresentano i momenti più importanti della battaglia:

  1. Niccolò Mauruzi da Tolentino che conduce i suoi uomini all’attacco dei senesi;

  2. l’intervento risolutivo, in aiuto dei fiorentini, di Micheletto Attendolo da Cotionola, cugino dell’ancor più celebre Muzio Attendolo Sforza;

  3. la sconfitta dei senesi, compendiata dal disarcionamento di Bernardino della Ciarda.

 Quello sopra è l’ordine cronologico dell’avvenimento degli episodi proposti dallo Horne, non corrispondente alla successione delle illustrazioni ma generalmente accettato dalla critica: il primo episodio (Niccolò all’attacco) a sinistra, il secondo a destra (Disarcionamento), e quello della vittoria dei fiorentini al centro (Intervento di Michelotto).

Le tre composizioni sono citate negli inventari del 1492 di palazzo Medici e furono pubblicate nel 1901 dallo stesso Horne, secondo cui  “nella chamera grande terrena, detta la chamera di Lorenzo”, erano esposti “sej quadri chorniciatj atorno et messj doro … sopra allettuccio, di braccia 42 lunghj et altj braccia iij 1/2 dipinti cioè tre della rotta di san Romano e uno di battaglie et [di] draghj et lionj, et vno della storia diparis dimano di pagholo uccello, et vno dimane difranco dipesello entrovj vna chaccia” (le altre composizioni sono la “Storia di animali” e la “Storia di Paride”).

L’autografia dell’artista relativa alle tavole in esame è concordemente accettata dalla critica.

La cronologia, quasi unanimemente accolta dagli studiosi  (1456: Horne, Salmi, Longhi,  Pope-Hennessy, Micheletti) era fino a poco tempo fa riferita intorno alla metà del Quattrocento. Non erano d’accordo il Cavalcaselle  ed il Marangoni, che le riferivano all’anno 1432, subito dopo la battaglia di San Romano, quella svolta sul campo l’1 aprile 1432. Ricerche documentarie, recentemente effettuate, hanno illuminato in modo definitivo le vicende legate alla commissione ed alla cronologia del ciclo: le tavole furono pagate da Lionardo Bartolini Salimbeni nel 1438, un ricco possidente che partecipò alla campagna di Lucca, che negli episodi di San Romano aveva avuto i momenti più significativi. I figli di Lionardo, Andrea e Damiano, portarono le composizioni nella villa di famiglia a Santa Maria a Quinto, presso di Firenze. Qui le vide il Magnifico, che nel 1484 ne divenne proprietario.




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