"Antilope assalita da un leone"di Rousseau il Doganiere

Rousseau il Doganiere

Rousseau il Doganiere: Antilope assalita da un leone
Antilope assalita da un leone, cm. 200 x 300, proprietà privata, Svizzera.

Sull’opera: “Antilope assalita da un leone” è un dipinto autografo di Rousseau il Doganiere realizzato con tecnica a olio su tela nel 1905, misura 200 x 300 cm. e fa parte di una collezione privata in Svizzere (notizia del 1970, circa). 

 Il titolo completo è “Giungla con antilope assalita da un leone, pantera e uccelli rapaci”, ma la stessa opera è conosciuta anche con il titoli “Il leone affamato” e “Il leone e l’antilope”.

La prima esposizione del dipinto avvenne nel 1905 al Salon d’Automne con abbinata una lunga didascalia: “Le lion ayant faim se jette sur l’antilope, la dévore; la panthère attend avec anxiété le moment où, elle aussi? pourra avoir sa part. Des oiseaux carnivores ont déchiqueté un morceau de chair de dessus le pauvre animal versant un pleur! Soleil couchant”.

Verosimilmente, l’opera che è da collegare alle prime “Giungle”, evidenzia come, agli esordi del suo esotismo, Rousseau fosse ancora sottoposto a condizionamenti sulla resa della dilatazione spaziale, impiegandola anche nella digradazione della vegetazione.

Sul perché il Doganiere sia stato spinto alla realizzazione del presente dipinto, dalle dimensioni così vaste, è difficile trovare una risposta esauriente. Rimane il fatto che la tela fu aspramente contestata, tanto più perché l’anno precedente l’artista aveva presentato – sempre con insuccesso – gli “Esploratori attaccati ad una tigre” (1904, 130 x 162 cm., Barnes Foundation, Marion, Pennsylvania) alla rassegna degli Indépendants.

Dalla scoperta di una missiva del pittore (fonte: Hoog in “Art de France”, 1963) si ricava che lo stesso Doganiere propose allo Stato l’acquisto della tela: ciò non avvenne e risulta invece che il dipinto fu comperato da Vollard per la somma di duecento franchi nel marzo 1906 (fonte: “Art de France” 1962).

Fu esposta nelle mostre allestite a Basilea (1933) e Parigi (1937).




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