"Sacra conversazione" del Pontormo

Il Pontormo

 Pontormo - Sacra conversazione
Sacra conversazione, cm. 223 x 196, SS. Annunziata di Firenze

Sull’opera: “Sacra conversazione” è un affresco di Jacopo Carrucci detto il Pontormo, realizzato 1514, misura 223 x 196 cm. ed è custodito nella chiesa della Annunziata di Firenze. 

In precedenza l’affresco era ubicato sull’altare laterale di destra della cappella di S. Luca nella chiesa di S. Raffaello (Vulgo, S. Ruffillo). Poco prima della demolizione dell’edificio, che avvenne nel 1823, l’opera fu staccata e trasferita nella sede attuale. Non si sa che fine abbia fatto la lunetta in alto con il “Dio Padre e serafini”, di cui parla “Le Vite” del Vasari. Il delicato passaggio fu eseguito con la tecnica della preventiva armatura della parte di muro contenente l’affresco, e quindi, il relativo trasporto.

Il 4 novembre 1966 ci fu il disastroso alluvione fiorentino che fece scempio di numerosissime opere d’arte e, in occasione di questo triste evento si pensò di mettere a riparo da futuri disastri naturali le opere più esposte a rischi di vario genere, quindi, pochi mesi più tardi, si si procedette allo strappo dell’affresco. Sotto la stesura pittorica del Pontormo fu rinvenuta un’antica sinopia – probabilmente di Raffaellino del Garbo – raffigurante una Madonna circondata da quattro santi (“Affreschi di Firenze” di Baldini, 1971). Tale sinopia, secondo gli studiosi, pare verosimilmente vergine e che non avesse quindi subìto la benché minima traduzione in affresco. In ogni modo il Pontormo ci dipinse sopra la sua “Sacra Conversazione” raffigurante la Madonna col Bambino, Santa Lucia, Sant’Agnese (dubbia), San Zaccaria e San Michele Arcangelo, senza eseguire la preventiva sinopia ma impiegando la tecnica del cartone, del quale sono ben evidenti i tratti d’incisione.

Per quanto riguarda la cronologia dell’opera, Clapp ipotizzava l’anno 1513, mentre il Foster la datava 1513-14; appare invece assai più verosimile l’ipotesi che i commissionari avessero scelto il Pontormo soltanto dopo aver saputo del clamoroso successo ottenuto con l’arme dell’Annunziata (1513-14), dove si evidenziò il deciso stacco dell’artista dalla pittura di Andrea del Sarto.




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