Filippino Lippi – Cappella Carafa: sibille

Filippino Lippi: “Sibille” sulla volta

Filippino Lippi -Cappella Carafa: Le Sibille sulla volta
Raffigurazione delle “Sibille” sulla volta, intorno al 1489-91, chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma.

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Sull’opera: “Sibille” è una raffigurazione di Filippino Lippi appartenente al ciclo di affreschi della Cappella Carafa, realizzata sulla rispettiva volta intorno al 1489-91 e custodita nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma. 

 Si pensa che anche questa decorazione, come usualmente le altre, appartenenti a cicli di affreschi, dovesse essere stata realizzata per prima. La rappresentazione comprende quattro vele su cui l’artista raffigurò altrettante Sibille, insieme ad altre figure. Al centro spicca uno stemma della famiglia Carafa entro un grosso medaglione con cornice simulata che prosegue, con gli stessi elementi decorativi, lungo i quattro costoloni.

 Trattasi di motivi con intrecci tra rami ed anelli con diamanti, emblema di Lorenzo il Magnifico, alternati a libri e palmette all’antica. Il riferimento alla famiglia de’ Medici viene tradizionalmente interpretato come un ringraziamento a Lorenzo per il suggerimento dato al committente nella scelta dell’artista decoratore e, soprattutto, per l’efficace opera di mediazione svolta dallo stesso Signore di Firenze nella congiura dei Baroni che aveva portato, nel 1485, molti lutti nel regno di Napoli, terra di origine del cardinale Carafa.

Nella raffigurazione della volta, Filippino Lippi fu il primo artista fiorentino a impiegare l’espediente per una visione “da sott’in su”, creata da una prospettiva variabile e correttiva per la visione da sotto, anche se ancora abbastanza grezza. Certamente il pittore aveva visto l’Ascensione di Maria di Melozzo da Forlì nella basilica dei Santi Apostoli, oggi staccato e ripartito tra  il Palazzo del Quirinale ed i Musei Vaticani. Per capire la differenza con le raffigurazioni delle volte fiorentine, quelle ancora dipinte con il metodo arcaico, si può fare un accostamento della presente opera con quella coeva (sempre con le Sibille) di Domenico Ghirlandaio della Cappella Sassetti in Santa Trinità, raffigurata ancora in maniera rigidamente piatta, come se fosse dipinta su un soffitto piano.

Le Sibille qui rappresentate sono la Libica, la Cumana, la Delfica e la Tiburtina, con i rispettivi nominativi su insegne romane,  sorrette da cherubini, poste in ogni angolo in basso. I quattro personaggi, che al pari dei profeti simboleggiano il sapere e la cultura, recano in mano lunghi e sinuosi cartigli in cui appaiono passi di san Tommaso e sono attorniate da angeli, assorti nella lettura e nella scrittura, che a loro volta recano altri cartigli o libri.




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