"Incoronazione Maringhi"di Filippo Lippi

Filippo Lippi

Filippo Lippi: Incoronazione Maringhi
Incoronazione Maringhi, periodo 1441-1447 circa, cm. 200 x 287, tempera su tavola, Galleria degli Uffizi, Firenze

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Nota: foto a bassa risoluzione perché protetta dalla legislazione sulla protezione dei beni culturali.

Sull’opera: L’ “Incoronazione Maringhi”, conosciuta anche come “L’incoronazione della Vergine”, è una pala d’altare autografa di Filippo Lippi, realizzata con tecnica a tempera su tavola intorno al 1441-47. La tavola principale misura 200 x 187 cm. ed è custodita nella Galleria degli Uffizi a Firenze, mentre un riquadro della perduta predella, con raffigurato il “Miracolo di sant’Ambrogio“, misura cm. 28 x 52,5 ed è custodito nella Gemäldegalerie a Berlino. 

Agli inizi degli anni Trenta l’artista aveva lasciato il convento del Carmine per recarsi a Padova. Al suo rientro aprì una bottega (1437) per svolgere in proprio l’attività artistica ma, non avendo danaro da corrispondere agli apprendisti ed aiutanti, incominciò soltanto con i suoi due unici compagni abituali, Fra’ Diamante e Fra’ Carnevale e con un ignoto “Piero di Lorenzo dipintore”, probabilmente da identificarsi nel Maestro della Natività di Castello.

La tavola principale aveva una ricca cornice in legno, intagliata ed indorata (andata perduta), realizzata da Domenico del Brilla e Manno de’ Cori. La pala era stata voluta dal procuratore di Sant’Ambrogio e canonico di San Lorenzo, Francesco Maringhi, nelle sue volontà scritte poco prima di morire (1441). Esistono documentazioni attestanti che egli aveva destinato i suoi beni per la decorazione dell’altare maggiore della chiesa di Sant’Ambrogio. Da altre documentazioni, ricevute di pagamento datate dal 1439 al 1447, si ricava  quando furono iniziati i primi contatti con l’artista e quando fu portata a compimento l’intera opera.

Nel 1446 la pala, ormai quasi completata, fu trasferita dalla casa di Filippo Lippi al monastero benedettino di Sant’Apollonia, dove veniva conservato il pregiato pigmento, blu oltremare, da impiegare per le rifiniture. L’anno successivo la pala veniva ubicata definitivamente in Sant’Ambrogio.

Per quest’opera l’artista si avvalse di sei collaboratori esterni per le fasi finali, tra cui i già citati intagliatori della perduta cornice.

In origine la pala era corredata di predella, che venne smembrata in più parti e oggi è perduta, tranne parte di un riquadro con il Miracolo di sant’Ambrogio, attualmente custodito nei Musei Statali di Berlino.

Nel 1810 la pregiata tavola venne trafugata dalla chiesa e poco dopo rivenduta da un privato alla Galleria dell’Accademia di Firenze, da dove passò agli Uffizi, l’attuale sede.




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