"Il contratto" di William Hogarth

William Hogarth

William Hogarth: Il matrimonio alla moda - Il contratto
Il contratto, cm. 68,5 x 89, National Gallery di Londra.

Ritorna al ciclo de “Il matrimonio alla moda”

Sull’opera: “Il contratto” è un dipinto autografo di William Hogarth, appartenente al ciclo “Matrimonio alla moda”, realizzato con tecnica a olio su tela nel 1744, misura 68,5 x 89 cm. ed è custodito nella National Gallery di Londra. 

La scena del dipinto, ambientata in una grande sala, stile “Kent”, si svolge nella residenza di Squanderfield (il nome stesso letteralmente significa: “sperpera terreni”).

Sulla destra, con il piede fasciato, probabilmente tormentato dalla gotta, signoreggia il conte, che mostra con ostentato orgoglio il proprio albero genealogico, originato da “William, Duke di / Normandye”. Sul tavolo, davanti a lui come dote, spicca una grossa somma di denaro fra monete d’argento e banconote da mille sterline; parte di questa somma gli è servita  per pagare un’ipoteca (“Mortgage”) che uno strozzino (in piedi di fronte a lui con in mano la spettante somma e l’ipoteca in atto di consegnargliela), un certo Peter Walter (il Peter Pounce di Fielding in Joseph Andrews) gli aveva fatto firmare. I più maliziosi identificano nel nobile personaggio il conte Scarsdale, lord luogotenente del Derbyshire, un tipo assai presuntuoso, o il conte di Portsmouth, John Walpole, che si vantava spesso dei propri antenati sassoni.

All’altro lato del tondo tavolo, con la vistosa catena d’oro che gli pende dal collo (simbolo di scabino di Londra, un membro del corpo di esperti nel diritto legislativo della città), il padre della sposa, un ricco appartenente alla borghesia, che sta valutando dettagliatamente il contratto nuziale, sul quale compare la scritta: “Marriage / Settlemt of the / Rt Honble the / Lord Viscount …”.

Dietro le già descritte tre figure, un architetto, con in mano un piano (“A plan of the New / Building of ye Right Hon ,.”),.. è incuriosito dall’edificio a struttura palladiana, ancora in costruzione, a causa – probabilmente – degli sperperi di proprietà terriere dell’ambizioso lord.

Nella zona di sinistra, seduti sullo stesso divanetto, i promessi sposi: la ragazza, con un vistoso broncio, gioca con la fede che ha appena infilato in un fazzoletto, mentre il visconte, con una tabacchiera nella mano sinistra, si sta osservando con ostentato compiacimento allo specchio. Il counseller Silvertongue (‘lingua d’argento’) sembra farle la corte mentre tempera la punta ad una penna d’oca. Infine, ai piedi dei due fidanzati, due cani legati l’uno all’altro che, nonostante il loro distacco dalla scena, fanno eco all’intero contesto.




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