"Pala Nerli" di Filippino Lippi

Filippino Lippi

Filippino Lippi: Pala Nerli
Pala Nerli, anno 1493-1496 circa, tecnica ad olio su tavola, basilica di Santo Spirito, Firenze.

Opera successiva

Sull’opera: “Pala Nerli” è un dipinto di Filippino Lippi realizzato con tecnica a olio su tavola intorno al 1493-96 ed è custodito nella basilica di Santo Spirito a Firenze. 

 Il committente dell’opera fu Tanai de’ Nerli che la richiese per l’altare di famiglia, in Santo Spirito, ove ancora oggi si trova.

Per quanto riguarda la cronologia, non esistendo documentazione certe, furono nel tempo avanzate ipotesi variamente divergenti ma incentrate soprattutto sul fatto se il dipinto fosse stato realizzato prima o dopo il soggiorno romano dell’artista: 1488-1493.

A tal proposito Berenson e Adolfo Venturi evidenziavano particolari classicheggianti nelle architetture ed in alcuni dettagli che richiamavano modelli antichi della capitale. Altri studiosi, tra cui Mengin, Sharf, Baldini e Berti pensavano invece ad un periodo legato a significativi lavori di ristrutturazione degli altari della basilica di Santo Spirito, in occasione dei quali venne commissionata anche la Madonna Bardi a Botticelli, riferibile al 1485 (Supino, 1899).

La scena si svolge in un loggiato con archi a tutto sesto sulle cui colonne stanno angioletti recanti gli stemmi dei committenti. Sullo sfondo, attraverso le aperture, spicca una veduta paesaggistica (Firenze con la via borgo San Frediano e la porta, sulla destra, assai prossima al palazzo dei Nerli) con costruzioni e colline in profondità. La Vergine è assisa in trono col Bambino in grembo distolto dal bastoncino a croce di Giovannino, che sta seduto sul gradino. A sinistra appare san Martino di Tours, identificato dalla scritta sulle fasce che gli corrono incrociate sul petto, mentre presenta il committente inginocchiato, Tanai de’ Nerli, alla Madonna. A destra sta Santa Caterina d’Alessandria, riconosciuta per la ruota spezzata sul gradino del trono, mentre introduce Nanna, la moglie del committente. La presenza di San Martino e Santa Caterina si spiega col fatto che Tanai Nerli fosse un membro della confraternita assistenziale dei Buonomini di San Martino e che fosse particolarmente devoto alla santa, il cui nome corrispondeva, per l’appunto, con quello della figlia.




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