La "Pala Tornabuoni" di Domenico Ghirlandaio

 Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio: Pala Tornabuoni
Pala Tornabuoni, anno 1490-94 circa, tempera su tavola, smembrata e custodita nei vari musei. Il riquadro centrale (qui rappresentato) si trova nell’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

Opera successiva

Sull’opera: la “Pala Tornabuoni” è un complesso pittorico di Domenico Ghirlandaio (e aiuti di bottega) realizzato con tecnica a tempera su tavola intorno al 1490-94 ed è custodito (smembrato) in diversi musei internazionali. Il riquadro centrale, che misura 221 x 198 cm. (qui rappresentato), si trova nella Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Due raffigurazioni (si veda sotto) furono distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Descrizione della Pala

La pala in esame venne realizzata per il completamento della decorazione della Cappella Tornabuoni in Santa Maria Novella a Firenze. Fu commissionata al Ghirlandaio a ridosso del completamento degli affreschi con le Storie della Vergine e di San Giovanni Battista.

Di questi ultimi esiste un dettagliato contratto, ove si indica anche la scadenza per la consegna dell’intera opera, il 1490, impegno che venne poi rispettato.

Si pensa che la pala avesse avuto un’impostazione iniziale dal Ghirlandaio subito dopo la grande decorazione in Santa Maria Novella, mentre i tempi della realizzazione dovettero prolungarsi sensibilmente a causa della prematura scomparsa (1494) del maestro, appena  quarantenne, che ne ritardò di ben quattro anni la consegna (1498).

A proposito dell’opera il Vasari nelle Vite scriveva: « …. [egli] condusse a tempera la tavola isolata tutta, e le altre figure che sono ne’ sei quadri: che oltre alla Nostra Donna che siede in aria col Figliuolo in collo e gl’altri Santi che gli sono intorno, oltra il S. Lorenzo et il S. Stefano che sono interamente vive, al S. Vincenzio e S. Pietro Martire non manca se non la parola. Vero è che di questa tavola ne rimase imperfetta una parte, mediante la morte sua, per che, avendo egli già tiratola tanto innanzi, che e’ non le mancava altro che il finire certe figure dalla banda di dietro dove è la Resurressione di Cristo, e tre figure che sono in que’ quadri, finirono poi il tutto Benedetto e Davitte Ghirlandai suoi frategli.»

Con le restaurazioni della cappella, e le conseguenti risistemazioni del 1804, il complesso pittorico, che era ubicato nella zona centrale – da non confondere con il punto dell’odierna posizione dell’altare ottocentesco, che volge alla navata – venne smembrato e quindi immesso, nel 1816, nel mercato antiquario. Oggi la celebre pala è in parte dispersa ed in parte ripartita nei vari musei internazionali. Due riquadri, già a Berlino, furono distrutti nel 1945 durante i bombardamenti aerei nella Seconda Guerra Mondiale.

In origine la pala era dipinta su due facce: una che doveva essere rivolta verso la navata ed i fedeli, l’altra di fronte al coro e verso i monaci domenicani. Era quindi costituita da una grande tavola centrale, dipinta su entrambi i lati, e sei pannelli con raffigurazioni di santi, in piedi a tutta figura, fra i quali attualmente ne rimangono solo quattro.

Il grande complesso pittorico era così composto

Madonna in gloria tra santi

Madonna in gloria tra santi (recto, nella presente pagina), 221×198 cm, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera.

Sant'Antonino Pierozzi

S. Antonino Pierozzi, già nel Kaiser-Friedrich-Museum, Berlino, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

San Pietro Martire

San Pietro Martire, Fondazione Magnani Rocca, Traversetolo (provincia di Parma).

San Vincenzo Ferrer

San Vincenzo Ferrer, già nel Kaiser-Friedrich-Museum, Berlino, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Santo Stefano

Santo Stefano, 191x 56 cm, Szépművészeti Múzeum, Budapest.

Resurrezione

Resurrezione (recto), 221×199 cm., Gemäldegalerie, Berlino.

Santa Caterina da Siena

Santa Caterina da Siena, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera.

San Lorenzo

San Lorenzo, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera.

Ricostruzione recto

Ricostruzione recto.

Ricostruzione verso

Ricostruzione verso




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *