"San Marco" di Fra’ Bartolomeo

Fra’ Bartolomeo

Fra' Bartolomeo: San Marco
San Marco, cm. 352 x 212,   Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze.

Opera successiva

Sull’opera: “San Marco” è un dipinto di Fra’ Bartolomeo realizzato con tecnica a su tavola (attualmente su tela)  nel 1515, misura 352 x 212 cm. ed è custodito nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.

Spostamenti: 1960, chiesa di San Marco a Firenze; 1690, Palazzo Pitti.

Restauro; Tra il 1992 ed il 1994, Opificio delle Pietre Dure a cura di Patrizia Petrone e Carla Giovannini.

Trattati, cataloghi e pubblicazioni: ASF, Corporazioni Religiose soppresse, San Marco 103 (1515), n° 73, cc, 48r e 48v; BMLF, San Marco 903, (1516), Ricordanze B; BMLF, San Marco 906, Ricordanze D (1637-1780), cc, 70r e 75v; ASF, Guardaroba 1073 bis (1691-1722), cc, 118r, 118v; ASF, Guardaroba 1067 (1692), c. 4r; ASF, Guardaroba 1222 (1713), c. 10v; AGF, n° 79 (1716-23), c. 11r; ASF, Guardaroba Appendice 94, (1761), c. 490r; Inghirami, 1819, pag. 29; 1828, pag. 35; 1834 pag. 29; Bardi, I, 1837; Chiavacci, 1859, pag. 65; Rusconi, 1937, pagine 54 e 56; Ciaranfi, ed. 1964, pag. 31; Chiarini, 1988, pag. 26; Serena Padovani in “L’età di Savonarola – Fra’ Bartolomeo e la Scuola di San Marco” pag. 123, Marsilio Editori, 1996 (fonte delle presenti informazioni).

L’elenco redatto nel 1516 dal confratello del pittore, Fra’ Bartolomeo Cavalcanti, riporta fra le ultime titolazioni della lista dei quadri – dai quali il convento non incassava corrispettivi – un “San Marco” del valore di 40 ducati realizzato da Fra’ Bartolomeo per l’omonima chiesa; scendendo ancora nella lista, dopo due voci, viene menzionato un “San Sebastiano” del valore di 20 ducati commissionato dalla stessa chiesa.

Dalla successione cronologica, generalmente piuttosto precisa nell’elenco del frate redattore, dal risultato di un accurato esame stilistico della grandiosa figura – da cui emerge la compiuta ed ormai consolidata maturità – nonché da integrazioni ricavate da “Le Vite” del Vasari, al dipinto in esame è stata assegnata una datazione corrispondente  all’ultimo periodo di attività dell’artista, certamente riferito a dopo il suo ritorno da Roma.

Dalle pochissime informazioni incluse nel “Libro di Entrata e uscita, debitori e creditori” del convento (San Marco 103, 1515), ricordato da Monica Bietti Favi nel 1990 (pag. 237) si ricavano con precisione la data, 1515 (la stessa avanzata dal Fahy, in “Il Giardino di San Marco”, 1992) e l’ubicazione d’origine, sia del presente dipinto che del San Sebastiano.




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