"Cristo in gloria con quattro santi e un committente" di Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio: Cristo in gloria con quattro santi e un committente
Cristo in gloria con quattro santi e un committente, 1492 circa, tavola, cm. 308 X 199, Pinacoteca Comunale, Volterra.

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Sull’opera: “Cristo in gloria con quattro santi e un committente” è un dipinto di Domenico Ghirlandaio realizzato con tecnica a tempera su tavola intorno al 1492, misura 308 x 199 cm. ed è custodito nel Pinacoteca Comunale di Volterra. 

 La presente composizione, una tavola di oltre tre metri di altezza, venne realizzata nella bottega del maestro e quindi inviata a Volterra. Generalmente gran parte della stesura pittorica, esclusi alcuni dettagli, viene attribuita agli aiuti di bottega mentre il disegno spetta certamente al maestro.

La pala ha come tema la manifestazione di Cristo in gloria in cielo, raffigurato in un nimbo luminescente su una nuvola, attorniato da serafini, cherubini ed angeli in preghiera. Egli appare in atteggiamento benedicente recando un libro aperto nelle cui mostrate si leggono due lettere greche, “Alfa” e “Psi”, simboli del suo eterno dominio.

Nella zona sottostante, seguendo uno schema ideato da Pietro Perugino, appaiono, disposti in perfetta simmetria,  quattro santi in vari atteggiamenti. Le due figure maschili, in piedi ed erette come colonne nei loro chiarissimi abiti, vengono identificate – ma non tutti gli studiosi sono d’accordo – in san Giovanni Gualberto (sinistra) e san Romualdo, legati alla Congregazione camaldolese di San Benedetto: Il primo ostenta un libro aperto, mentre l’altro, lievemente appoggiato al suo bastone, con l’indice della mano sinistra segnala la sacra apparizione. Le due figure genuflesse, contrapposte in primo piano, che raffigurano due sante locali, sono servite all’artista anche e soprattutto per enfatizzare la dilatazione spaziale dell’intero impianto.

Nell’angolo in basso, sulla destra, compare in atteggiamento di devozione, l’anziano committente camaldolese, Fra’ Giusto Bonvicini, come testimonia il suo chiarissimo chiaro.

Anche la veduta paesaggistica si ritiene appartenga agli assistenti di bottega.




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