"Pala dell’Osservanza" di Francesco del Cossa

Francesco del Cossa: Pala dell’Osservanza – L’Annunciazione e la Natività

Francesco del Cossa: Pala dell'Osservanza - L'annunciazione e la Natività
Pala dell’Osservanza – L’Annunciazione e la Natività, rispettivamente cm. 131 x 113 e 26,5 x 114,5, Gemäldegalerie, Dresda.

Sull’opera: La “Pala dell’Osservanza” è composta da due dipinti attribuiti a Francesco del Cossa, realizzati con tecnica a tempera su tavola nel 1470. Le due opere misurano rispettivamente 131 x 113 e 26,5 x 114,5 cm. e sono custodite  nella Gemäldegalerie a Dresda. 

Trattasi della pala realizzata dal Cossa per la chiesa dell’Osservanza di Bologna. L’Annunciazione era unita alla Natività che fungeva da predella. I due dipinti si trovano nella Gemäldegalerie a Dresda dal lontano 1750. 

L’ANNUNCIAZIONE: In precedenza il dipinto era assegnato al Mantegna, fino quando – nel 1871 – il Cavalcaselle e il Crowe non ipotizzarono il pennello di un pittore ferrarese del Quattrocento-Cinquecento, forse Baldassarre d’Este (1443 – 1504)  o Ercole Grandi (1491 – 1531). Addirittura il catalogo della galleria, redatto nel 1884, riportava l’attribuzione ad “una antica scuola fiorentina”. Fu il Morelli che intorno alla fine dell’Ottocento la riconsegnò al Cossa; giudizio, questo, che venne sottoscritto da più eminenti studiosi come il Frizzoni, Harck, Gruyer, Adolfo Venturi, Nicolson, Longhi, Salmi e l’Argan.

A Proposito della composizione il Longhi (1934) scriveva: “D’una limpidissima logica architettonica la pala di Dresda risolve con un’invenzione degna dell’ispiratore Piero la tradizionale stesura dell’Annunciazione in una stupenda coerenza tridimensionale, sovvenuta dalla piena illusione del lume di primavera che su tutto si stende. trascorre, soffia e si proietta”.

LA NATIVITÀ: È pressoché universale la concordia fra gli studiosi nel  considerarla come opera di bottega, realizzata da allievi di del Cossa (fonti: Berenson, Ortolani, Nicolson), ma per il Longhi “se non tutta, almeno una parte dell’esecuzione, e in ogni caso l’invenzione stupenda, rimontano al Cossa. Il trescone dei villani a sinistra è un ritmo tra i più belli e ben legati del Quattrocento: ritmo greve e umido”.

Natività di altri Grandi Maestri.




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