"Trittico degli Uffizi" del Mantegna

Mantegna: Trittico degli Uffizi

L'adorazione dei Magi cm 76,5
L’adorazione dei Magi cm 76,5
l'Ascensione, cm. 42,5
l’Ascensione, cm. 42,5
La Circoncisione, cm. 42,5
La Circoncisione, cm. 42,5, particolare 1   particolare 2

Trittico degli Uffizi, Galleria degli Uffizi Firenze

Al secondo elenco opere del Mantegna

        Sull’opera: Il “Trittico degli Uffizi” è una serie di dipinti autografi del Mantegna, realizzati con tecnica a tempera su tavola dal 1460 al 1464 (forse al 1470 per la “Circoncisione”) , misurano 76 x 76,5 cm. (Adorazione dei Magi), 86 x 42,5 cm.(L’Ascensione), 86 x 42,5 cm. (La Circoncisione) e sono custoditi nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Le tre singole opere si trovano attualmente raggruppate in un unico complesso, ornate da una cornice realizzata nel 1827. Da documentazioni esistenti, nel 1587, l’opera apparteneva a don Antonio de’ Medici (1576-1621, figlio di Francesco I e Bianca Cappello) e si trovava a Valle Muggia (presso Pistoia). Nel 1632 il trittico passò, per eredità, alle collezioni granducali fiorentine, già smembrato in tre “pezzi”, di cui quelle laterali attribuite all’artista, mentre la centrale era assegnata al Botticelli. Nell’inventario del 1784, invece, tutte e le tre le tavole erano ormai definitivamente attribuite al Mantegna.

Adorazione dei Magi: Il supporto non è piano ma concavo. A proposito di questo il Kristeller ipotizzava un suo adattamento a un’absidiola che probabilmente si trovava nella cappella dei duchi mantovani, mentre la Tietze-Conrat ci leggeva una strategia di illusione prospettica. Per quanto riguarda la cronologia, il riferimento al soggiorno del Mantegna a Mantova risulta essere quasi universale, con la preferenza al primo periodo (1462 – 1464).

Ascensione: I personaggi raffigurati nell’opera appartengono tutti alla tradizione e sono inseriti in una paesaggistica affine a quella della Crocifissione (tempera su tavola di 67 x 93, custodita al Louvre). La cronologia, anche per quest’opera, risale al periodo del soggiorno mantovano, su cui tutti i critici sono in pieno accordo tranne il Fiocco.

La Circoncisione: Il Saxi in “JWCI” (1938-39) non riconosceva nel dipinto la tematica della “Circoncisione” (tanto esplicitamente raffigurata dall’artista), ipotizzando invece una “Presentazione al tempio”, soprattutto perché vengono raffigurati – nelle lunette – le scene del “Sacrificio di Abramo” e  di “Mosè” con le tavole in mostra agli israeliani: ‘episodi’ da sempre riconosciuti come precorritori del tema ipotizzato dallo stesso studioso. Per riguarda il periodo di realizzazione, anche qui – con qualche eccezione – gli studiosi sono abbastanza concordi, ipotizzando l’anno 1464.




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