Il Cenacolo (l’ultima cena) opera di Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci: L’Ultima cena

Leonardo - il cenacolo
Il Cenacolo (L’ultima cena, assieme cm. 460 x 880), 1495 – 97, Convento di S. Maria delle Grazie Milano.

Sull’opera: “Il Cenacolo (L’ultima cena)” è un dipinto di Leonardo realizzato con tecnica a tempera su muro tra il 1495 ed il 1497, misura 460 cm. in altezza x 880 cm. in larghezza, ed è custodito nel Convento di S. Maria delle Grazie a Milano.

L’Ultima cena o il Cenacolo si trova nel  refettorio nel Convento di S. Maria delle Grazie a Milano. L’opera venne commissionata da Ludovico il Moro e fu  realizzata da Leonardo nel periodo fra il 1495 ed il 1497. Il Cenacolo, che non è proprio un affresco, può essere inteso come una derivazione di altre antecedenti opere realizzate da artisti dell’ambito fiorentino (Andrea del Castagno, Taddeo Gaddi, Ghirlandaio); qui però disposizione dei vari personaggi è molto differente (tre a tre), e ha una corrispondenza di forme architettoniche che si allontanano dai canoni delle suddette fonti fiorentine. Qui lo sfumato si fonde in una bigia atmosfera crepuscolare dove i personaggi presi da una forte agitazione ascoltano dalla bocca di Gesù che uno di loro lo avrebbe tradito. Osservando attentamente il dipinto ci si accorge che tutte le immagini sono illuminate dalla luce proveniente da sinistra, eccetto quella di Giuda Iscariota che rimane pressoché in ombra. Nel Cristo si nota una grandissima serenità ed un ineffabile forza statica, perfettamente figurato come dovrebbe apparire una divinità, in contrasto con l’imperfezione umana colma delle passioni che agitano gli apostoli. La scena del Cristo con gli apostoli si svolge in un ambiente interno – come dentro un tabernacolo – dove, sullo sfondo, attraverso le tre ariose finestre, appare un mite paesaggio collinare, illuminato da un cielo che riecheggia la quieta e serena anima del Dio.

Due sono i documenti che confermano la data di realizzazione dell’opera, quello relativo al compimento e quello relativo tema esatto. Il primo, molto noto, è la lettera che Ludovico il Moro scrisse a Marchesino Stampa, il 29 giugno 1497, con il preciso incarico di “mandare ad executione le cose che se contengono in la introclusa lista” di cui “havemo summamente a core la expeditione — de solecitare Leonardo fiorentino perché finischa l’opera del Refettorio delle Gratie principiata, per attendere poi ad altra fazada d’esso refitorio, et se faciano con lui li capituli sottoscripti de mane sua che lo obligano ad finirlo in quello tempo se convenerà con lui” (Milano, Archivio di Stato, Registro ducale s. n., e. 161). Risulta abbastanza evidente che il l’opera nel giugno del 1497 fosse già a un buon punto di realizzazione, data quella frase “perché finischa”

Il secondo documento è quello di Luca Pacioli dove nel suo trattato De divina proportione (8 febbraio 1498) nella pagina della dedicatoria a Ludovico il Moro, proprio riguardo al Cenacolo leonardesco scrive: “Non è possibile con maggior attenzione vivi gli apostoli imaginare al suono della voce de l’ineffabile verità e quando disse: ‘Unus vestrum me traditurus est’. Dove con acti e gesti l’uno e l’altro e l’altro e l’uno con viva e afflicta admiratione par che parlino si degnamente con sua ligiadra mano el nostro Lionardo lo dispose” (Milano, Biblioteca Ambrosiana. ms. 1499). Risulta evidente che al momento della dedica (8 febbraio 1498) il Cenacolo fosse completamente portato a termine da Leonardo.

i nomi dei personaggi
L’ultima cena: i nomi di tutti i personaggi del Dipinto

Ai particolari:

40-1 Il Cenacolo
Particolare 1
40 Il Cenacolo
Particolare 2
41 Il Cenacolo
Particolare 3
43 Il Cenacolo
Particolare 4
Leonardo - Il Cenacolo, particolare
Particolare 5
45 Il Cenacolo
Particolare 6
46 Il Cenacolo

Particolare 7




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