"Madonna della vittoria" del Mantegna

Mantegna

Mantegna: Madonna della vittoria
Madonna della vittoria (particolare centrale ed inferiore) cm. 280 x 160, Louvre Parigi. Particolare

Al primo elenco opere del Mantegna

        Sull’opera: “Madonna della vittoria” o “Sacra conversazione” è un dipinto autografo del Mantegna, realizzato con tecnica a tempera su tela nel 1496, misura 280 x 160 cm. ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi.

Come già notato nelle pagine precedenti, la maggior parte della carriera artistica del Mantegna viene messa a disposizione dei signori di Mantova dai quali il pittore si trasferisce nel 1461. Inserendosi in un ambiente colto, accogliente e carico di quel caratteristico umanesimo padano, l’artista vive nelle condizioni ottime per poter sviluppare ulteriormente la sua pittura, limpida e cristallina. L’occasione che lo porta alla realizzazione della tela è la vittoria del 1495 a Fornovo, nei pressi di Parma, del capitano dell’esercito della lega antifrancese, Francesco Gonzaga (1466-1519), marchese di Mantova. La pala viene realizzata e donata alla chiesa di Santa Maria della Vittoria come ex voto.

La Vergine è seduta sul trono, con in braccio il Bambino, ed il piccolo Battista alla destra  (con la piccola croce recante il cartiglio in cui sta la tradizionale scritta). Il marchese Francesco Gonzaga, in primo piano (in basso a sinistra) è inginocchiato e prende la benedizione dalla Madonna che è rivolta verso di lui; alle sue spalle stanno San Michele e Sant’Andrea; sull’altro lato, quello di destra, stanno i santi Longino e Giorgio (questi reca la lancia troncata proprio come nel San Giorgio delle Gallerie Veneziane); davanti a loro, in primo piano, sta una donna inginocchiata, identificata in Santa Elisabetta [Vasari] o in Sant’Anna, o addirittura nella marchesa Isabella nonostante l’aureola e l’avanzata età; altri la identificano in una certa Osanna, considerata in quel periodo in odore di santità. Sotto il trono viene raffigurato il simbolo del peccato originale.




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