"Cristo in pietà" del Mantegna

Mantegna: Cristo in pietà

Mantegna: Cristo in pietà

Cristo in pietà, cm. 51, Staten Museum for Kunst Copenaghen

Al primo elenco opere del Mantegna

        Sull’opera: “Cristo in pietà” o “Cristo sul sarcofago sorretto da due angeli” è un dipinto autografo del Mantegna, realizzato – con tecnica non ben riconosciuta, probabilmente ad olio – su tavola nel 1489, misura 83 x 51 cm. ed è custodito a Copenaghen (Staten Museum for Kunst).

In basso a destra, sulla parte terminale del basamento del sarcofago si legge la scritta in oro “ANDREAS MANTINIA”. A sinistra del Cristo è raffigurato uno sfondo paesaggistico nel quale s’intravede, in lontananza, la città di Gerusalemme dalla quale parte una strada, che si fa più definita nei primi piani, in cui si vedono due figure muliebri (probabilmente le pie donne) che raggiungono i pastori intenti a suonare; sull’altro lato dello sfondo viene descritto il Calvario ai cui piedi sta una cava di pietra, con i tagliapietre che eseguono diversi lavori, come la realizzazione di una statua, di una colonna, di semplice taglio di pietre ed altro ancora.

Da documentazioni certe si sa che nel Settecento l’opera apparteneva alla collezione del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, segretario di Benedetto XIV.

 La Cipriani fa osservare in questo dipinto un sostanziale  cambiamento di tono nell’artista che vede la raffigurazione, già usualmente piana, assorta in una schematica freddezza, che si spezza diventando “affermazione di energia, gridata quasi con acredine, dove il dolore si manifesta in una continua contrazione dei profili”.




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