Vita artistica, pittura e stile di Sandro Botticelli

Pagine correlate all’artista: Biografia e stile di Botticelli Le opere – L’elenco delle opere – Il periodo artistico – La critica – L’artista dalle Vite di Giorgio Vasari (pdf) – Bibliografia.

Botticelli iniziò la sua vita artistica con l’apprendistato nel 1464 sotto la guida di Filippo Lippi, frequentandone la bottega per tre anni.

Con il suo maestro lavorò attivamente a Prato nella cappella maggiore del Duomo in alcune pitture ad affresco raffiguranti le Storie di santo Stefano e san Giovanni Battista, che corrispondono, più o meno, agli ultimi riquadri di quella serie.

Gli studiosi della Storia dell’arte collocano in tale periodo le Madonne nel cui linguaggio pittorico si evidenziano gli influssi del Lippi sul giovane allievo.

Queste, nello stile, ricordano soprattutto la Lippina (Madonna con bambino ed angeli) degli Uffizi, realizzata nel 1465.

madonna col bambino e un angelo
Madonna col bambino e un angelo, 1465-1467, tempera su tavola, 87×60 cm., Galleria dello Spedale degli Innocenti, Firenze

Il primo lavoro attribuito al giovane Botticelli è la Madonna col Bambino e un angelo, realizzata intorno al 1465 ed attualmente custodita presso la galleria dell’Ospedale degli Innocenti. Qui sono chiare ed evidenti le somiglianze di stile con la Lippina del Lippi, tanto da farla sembrare un omaggio dell’apprendista al suo maestro.

Sempre riferite allo stesso anno – ed ancora con lo stesso linguaggio pittorico del Lippi – sono la Madonna col Bambino e due angeli, attualmente conservata a Washington, dove l’artista ha aggiunto un angelo alle spalle del Bambino, e la Madonna col Bambino e un angelo del Museo  (1465-1467,  tempera su tavola) ubicata nel Musée Fesch di Ajaccio (si veda la foto sotto raffigurata).

Madonna col Bambino e un angelo, 1465-1467, tempera su tavola
Madonna col Bambino e un angelo, 1465-1467, tempera su tavola, 110×70 cm., Musée Fesch, Ajaccio.

Nel processo di evoluzione della pittura del Botticelli risultano però ancora più forti e determinanti gli influssi di  Antonio del Pollaiolo e di Andrea del Verrocchio.

Si pensa, infatti, che il giovane allievo potesse aver frequentato la bottega di Verrocchio dopo la partenza del Lippi per Spoleto.

Il linguaggio pittorico verrocchiesco, infatti, si evidenzia in una seconda serie di Madonne realizzate tra il 1468 e il 1469 (Madonna in gloria di serafini e Madonna del Roseto, qui appresso raffigurate) entrambe custodite nella Galleria degli Uffizi, e l’altra Madonna del Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli (1468 circa).

In quest’ultima l’architettura sul fondo viene ben definita in una volumetria ideale dello spazio nel quale sono inserite le quattro figure; la struttura compositiva viene perciò sviluppata seguendo piani scalari, nello svolgimento di una rapporto mediato tra lo spazio reale e quello teorico reso dal piano prospettico.

Botticelli madonna in gloria di serafini
Madonna in gloria di serafini, 1469-1470, tempera su tavola, 120×65 cm. Uffizi, Firenze

Qui, nello stile di Botticelli, si avverte non soltanto un linearismo enfatizzato come espressione di movimento, ma anche una forte meditazione sulla concezione matematica del linguaggio pittorico, che a quei tempi dominava con le ricerche iniziate da Piero della Francesca.

Il medesimo linguaggio del Botticelli si ritrova in altre composizione dello stesso periodo con variazione, tuttavia, delle forme naturalistiche ed architettoniche.

Già dal 1469 l’artista iniziò a lavorare in proprio, come testimonia la portata al Catasto dello stesso anno, dove è indicato come operante in casa propria. Il 9 ottobre morì Filippo Lippi e nel 1470 il Botticelli aprì per conto proprio una bottega d’arte [Santi, citazione pagina 85].

Madonna del roseto
Madonna del roseto, 1469-1470, tempera su tavola, 124×64 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze

Continua nella pagina successiva: Gli esordi di Botticelli”




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