Il Caravaggismo

Il Caravaggismo (da Caravaggio, l’appellativo del grande maestro) è un movimento artistico puramente pittorico nato intorno alla fine del secolo XVI. Il Merisi influì profondamente sulla nuova pittura barocca con le sue rappresentazioni veritiere e vitali e l’impiego di forti contrasti chiaroscurali (si vadano, in questo stesso sito, le pagine della vita artistica del pittore).

Nelle opere del gruppo caravaggesco si riscontra questo vivo realismo soprattutto nelle rappresentazioni di ambienti interi con figure umane e/o nature morte, inserite in un fondo scuro, quasi monocromatico, con l’impiego di pigmenti bruni e terre d’ombra. I soggetti così inseriti acquisivano una brillante lucentezza, spesso integrata da colpi di luce violenti e teatrali.

Appartengono al gruppo dei caravaggisti i pittori epoca barocca che subirono gli influssi più o meno diretti dalla maniera di Caravaggio e che ne perseguirono il linguaggio, ispirandosi essenzialmente alla sua opera.

In Italia erano attivi:

  • Bartolomeo Manfredi (Ostiano, agosto 1582 – Roma, 12 dicembre 1622).

  • Orazio Gentileschi (Pisa, 9 luglio 1563 – Londra, 1639).

  • Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 1653).

  • Giovanni Baglione (Roma, 1566 – Roma, 30 dicembre 1643).

  • Carlo Saraceni (Venezia, 1579 – Venezia, 1620).

  • Cecco del Caravaggio (Francesco Boneri).

  • Giovanni Serodine (Ascona, 1594 o 1600 – Roma, 21 dicembre 1630).

  • L’olandese Gerrit van Honthorst (Utrecht, 14 novembre 1592 – Utrecht, 27 aprile 1656).

  • L’olandese Hendrick ter Brugghen (Deventer, 1588 – 1 novembre 1629).

  • Battistello Caracciolo (Napoli, 1578 – Napoli, 1635).

  • Carlo Sellitto (Napoli, 1581 – Napoli, 1º ottobre 1614).

  • Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto (Xàtiva, 17 febbraio 1591 – Napoli, 2 settembre 1652).

Oltralpe si riscontrano (molti di questi artisti, soprattutto quelli olandesi e spagnoli, si spinsero oltre gli effetti della pittura caravaggesca, raggiungendo su questa strada nuovi orizzonti altrettanto originali.):

  • Louis Le Nain (Laon, 1593 – Parigi, 23 maggio 1648).

  • Valentin de Boulogne (Coulommiers, 3 gennaio 1591 – Roma, 19 agosto 1632).

  • Georges de La Tour (Vic-sur-Seille, 10 marzo 1593 – Lunéville, 30 gennaio 1652).

  • Simon Vouet (Parigi, 9 gennaio 1590 – Parigi, 30 giugno 1649).

  • Bartolomé Esteban Murillo (Siviglia, 1º gennaio 1618 – Cadice, 3 aprile 1682).

  • Francisco de Zurbarán (Fuente de Cantos, 7 novembre 1598 – Madrid, 27 agosto 1664).

  • Diego Velázquez (Siviglia, 6 giugno 1599 – Madrid, 6 agosto 1660).

  • Matthias Stomer (Amersfoort, 1600 ca. – Sicilia, dopo il 1650).

  • Adam Elsheimer (Francoforte sul Meno, 1578 – Roma, 11 dicembre 1610).

  • Pieter Paul Rubens (Siegen, 28 giugno 1577 – Anversa, 30 maggio 1640.

  • Rembrandt (Leida, 15 luglio 1606 – Amsterdam, 4 ottobre 1669).

  • Antoon van Dyck (Anversa, 22 marzo 1599 – Londra, 9 dicembre 1641).

  • Jan Vermeer (Delft, 31 ottobre 1632 – Delft, 15 dicembre 1675)

L’influenza caravaggesca si continuerà a riscontrare anche nei secoli che seguirono il Seicento, con differente forza, sulle produzioni di grandi esponenti della pittura europea, soprattutto quelli ottocenteschi, tra i quali si ricordano:

[Fonti: Enciclopedia Rizzoli-Larousse, alla voce Caravaggismo; Piero Adorno, L’arte italiana, Messina-Firenze, Casa editrice G. D’Anna, 1993; Sandro Sproccati, Arte, Milano, Mondadori, 2000; Roberto Longhi, Caravaggio, Roma, Editori riuniti, 1977; Roberto Longhi, Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi : Milano, Palazzo Reale, aprile-giugno 1951: catalogo, Firenze, Sansoni, 1951;Bernard Berenson, Del Caravaggio: delle sue incongruenze e della sua fama, Milano, Electa, 1954; Lista desunta da: Didier Bodart, Alfred Moir, Alfonso E. Perez Sanchez, Pierre Rosenberg, Caravaggisti, Firenze, Art e dossier Giunti, 1996].




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