Ludovico Carracci

(Bologna, 21 aprile 1555 – Bologna, 13 novembre 1619)

Ludovico Carracci nacque a Bologna nel 1555 ed ebbe la sua formazione artistica presso la bottega locale di Prospero Fontana (Bologna, 1512 – Bologna, 1597). Soggiornò in alcune città come Firenze, Mantova, Venezia e Parma, venendo a contatto, in quest’ultima, con Camillo Procaccini (Parma, 1561 – Milano, 1629). Cugino di Annibale Carracci, fra i pittori della famiglia, Ludovico è il più anziano. Esso Predilige la pittura a tema religioso volta alla moralizzazione ed alla devozione.

Prima del 1584 si iscrisse alla Compagnia dei Pittori. Appartengono probabilmente a tale periodo il San “Vincenzo in adorazione della Vergine e del Bambino” (oggi al Credito Romagnolo di Bologna), lo “Sposalizio mistico di santa Caterina” (attualmente facente parte di una collezione privata) e il “San Francesco in adorazione del Crocifisso” (Pinacoteca Capitolina a Roma). In quest’ultimo dipinto si evidenzia un certo influsso del Parmigianino.

Nel 1584, nella sua città natale, collaborò alla decorazione del Palazzo Fava insieme ai cugini Annibale e ad Agostino Carracci. Tra le sue opere più significative si ricordano il “Battesimo di Cristo,  il Matrimonio mistico, ed il “San Francesco” della Galleria Capitolina a Roma. Nei primi dipinti, tra i quali citiamo la “Visione di san Francesco” (custodita al Rijksmuseum di Amsterdam) e la “Annunciazione” (1585 circa, Pinacoteca Nazionale a Bologna), si riscontrano gli influssi della pittura di Bartolomeo Cesi (Bologna, 1556 – Bologna, 1629)  e di Federico Barocci, ma anche una certa metamorfosi dovuta alle crisi morali dell’artista di fronte alle disposizioni (Controriforma) emanate dal Concilio di Trento [Le Muse”, De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.114].

Nel 1587 realizzò la “Conversione di san Paolo” e nel 1588 la “Madonna dei Bargellini” insieme alla “Assunzione” ed alla “Trasfigurazione”, quest’ultima attualmente facente parte di un collezione privata. Più tardi eseguì la “Madonna degli Scalzi” e la “Sacra Famiglia con san Francesco” (1591, oggi a Cento).

Tra il 1590 e il 1592, sempre insieme ai cugini Carracci. Annibale ed Agostino, lavorò al fregio di Palazzo Magnani. Nello stesso periodo realizzò la “Flagellazione di Cristo” (attualmente nel Museo della Certosa a Doagio, in Francia) e “Predicazione del Battista” (1592, Pinacoteca Nazionale a Bologna).

Tra il 1604 e il 1605 lavorò ad un ciclo di affreschi nel chiostro di San Michele in Bosco, attualmente in grave stato di conservazione, in collaborazione con i suoi discepoli, tra cui Guido Reni (Bologna, 1575 – Bologna, 1642).

Nel biennio 1607-08 soggiornò a Piacenza, dove affrescò il coro del Duomo e il palazzo arcivescovile. Qualche anno più tardi, nel 1612, realizzò il “San Sebastiano gettato nella Cloaca Massima” (Getty Museum di Los Angeles), per la cappella gentilizia di Maffeo Barberini, nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma. Del 1614 è la “Crocifissione” in Santa Francesca Romana a Ferrara.

Le opere di Ludovico Carracci.

  • Deposizione dalla croce, anno 1582 circa, tecnica ad olio su tela, 95 × 172 cm, Metropolitan Museum, New York.
  • La Visione di san Francesco d’Assisi, anno 1583-1585, tecnica ad olio su tela, 103 × 103 cm, appartenente al Rijksmuseum (in deposito alla National Gallery di Londra fino al 2013), Amsterdam.
  • Storie di Giasone, anno 1584, affreschi, con la collaborazione dei cugini Annibale e Agostino Carracci, Palazzo Fava, Bologna.
  • Annunciazione, anno 1584 circa, tecnica ad olio su tela, 182,5 × 221 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Annunciazione, anno 1585 circa, olio su rame, 56 × 45,5 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Battesimo di Cristo, anno 1585 circa, tecnica ad olio su tela, Pinacoteca di Oberschleissheim (Monaco di Baviera).
  • Assunzione della Vergine, anno 1586-1587 circa, tecnica ad olio su tela, 245 × 134 cm, North Carolina Museum of Art, Raleigh.
  • Conversione di Saulo, anno 1587-1588, tecnica ad olio su tela, 279 × 171 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Madonna dei Bargellini, anno 1588, tecnica ad olio su tela, 282 × 188 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Madonna col Bambino e san Domenico, anno 1588-1590, tecnica ad olio su tela, 109 × 79,5 cm., Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • La Trinità con Cristo morto, anno 1590 circa, tecnica ad olio su tela, 173 × 127 cm, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano.
  • La famiglia Tacconi, anno 1590 circa, tecnica ad olio su tela, 97 × 76 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Sposalizio della Vergine, anno 1590 circa, tecnica ad olio su tavola, 40 × 32 cm, National Gallery, Londra.
  • Orazione nell’orto, anno 1590 circa, tecnica ad olio su tela, 48 × 55 cm, Museo del Prado, Madrid.
  • Madonna col Bambino fra i santi Girolamo e Francesco, anno 1590 circa, tecnica ad olio su tela, 219 × 144 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Madonna col Bambino con santi e committenti, anno 1591, tecnica ad olio su tela, Pinacoteca civica, Cento.
  • Orazione nell’orto, anno 1590 circa, tecnica ad olio su tela, 100 × 114 cm, National Gallery, Londra.
  • Predica del Battista, anno 1592 circa, tecnica ad olio su tela, 380 × 227 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Martirio di sant’Orsola, anno 1592, tecnica ad olio su tela, 330 × 218 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Martirio di sant’Orsola, tecnica ad olio su tela, Imola, Chiesa di San Domenico.
  • Rinaldo e Armida, anno 1593, tecnica ad olio su tela, 190 × 136 cm, Museo di Capodimonte, Napoli.
  • Il Sogno di santa Caterina d’Alessandria, anno 1593 circa, tecnica ad olio su tela, 139 × 111 cm, National Gallery of Art, Washington.
  • La Vergine appare a san Giacinto, anno 1594, tecnica ad olio su tela, 375 × 223 cm, Musée du Louvre, Parigi.
  • Trasfigurazione di Cristo, anno 1595 circa, tecnica ad olio su tela, 437 × 267 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Flagellazione di Cristo, anno 1595 circa, tecnica ad olio su tela, 219 × 148 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Coronazione di spine, anno 1595 circa, tecnica ad olio su tela, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Pietà, anno 1585 circa, tecnica ad olio su tela, 34,7 × 46 cm, Galleria Nazionale di Arte Antica, Roma.
  • La Piscina probatica, anno 1596 circa, tecnica ad olio su tela, 430 × 250 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Ritratto della Contessa Bentivoglio, anno 1597-1599 circa, tecnica ad olio su tela, 125 × 95 cm, collezione privata.
  • Ritratto di Carlo Alberto Rati Opizzoni in armatura, anno 1597-1600, tecnica ad olio su tela, 101 × 85 cm, collezione privata.
  • Martirio di San Pietro Toma, anno 1598-1599, tecnica ad olio su tela, 153 × 117,5 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Incontro dei santi Francesco, Domenico e Angelo, anno 1598-1599, tecnica ad olio su tela, 156 × 118 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • San Sebastiano, anno 1600-1602 circa, tecnica ad olio su tela, 99 × 74 cm, Philadelphia Museum of Art, Filadelfia.
  • Nascita del Battista, anno 1604, tecnica ad olio su tela, 420 × 268 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Presentazione al tempio, anno 1605 circa, tecnica ad olio su tela, 122 × 94 cm, appartenente al Museu Nacional d’Art de Catalunya, in deposito dalla Collezione Thyssen-Bornemisza, Barcellona.
  • Vocazione di Matteo, anno 1605-1607, tecnica ad olio su tela, 449 × 265 cm, Pinacoteca Nazionale, Bologna.
  • Madonna col Bambino e sei Santi, anno 1607, olio su rame, 30 × 25 cm, New York, Metropolitan Museum of Art (in precedenza si trovava a Bowood House, Gran Bretagna, nella collezione Earl of Shelburne; acquisto 2007).
  • Cristo servito dagli angeli nel deserto, anno 1608-1610, tecnica ad olio su tela, 157 × 225 cm, Staatliche Museen, Berlino.
  • San Sebastiano gettato nella Cloaca Massima, anno 1612, tecnica ad olio su tela, 65 × 91 cm, J. Paul Getty Museum, Los Angeles.
  • Martirio di santa Margherita, anno 1616, tecnica ad olio su tela, Chiesa di San Maurizio, Cappella di Santa Margherita, Mantova.
  • Susanna e i vecchioni, anno 1616, tecnica ad olio su tela, 146,6 × 116,5 cm, National Gallery, Londra.
  • San Carlo battezza a Milano in tempo di peste, Museo del Louvre, Parigi.
  • San Carlo adora il Bambino, Pinacoteca civica, Forlì.



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