Facciata inferiore del Duomo di Siena

Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta (facciata inferiore)

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Facciata del Duomo di Siena
Facciata (inferiore e superiore) del Duomo di Siena

Giovanni Pisano seguì il suo progetto fino al 1297, anno in cui decise improvvisamente di allontanarsi dalla città, forse a causa dei malcontenti del Comune in riferimento alla disorganizzazione del lavoro ed agli sprechi di materiale [Monika Butzek, Chronologie in Walter Haas, Dethard von Winterfeld, Der Dom S. Maria Assunta, pp. 28-29].

A questo periodo vengono assegnati i tre portali (compresi lunette, ghimberghe e strombo) e i torrioni ai due lati.[ Matthias Quast in M. Lorenzoni (2007), pp.105-117].

Il portale centrale si presenta con un arco a tutto sesto, mentre i due laterali sono leggermente ogivali. Tutti e tre hanno lo sguancio ornato da colonnine ritorte e capitelli decorati a fogliame scolpito. Sopra stanno gli archivolti con teste di satiri come chiavi di volta, sormontati da tre ghimberghe ornate con foglie rampanti nella cui zona centrale appaiono dei busti; questi ultimi inseriti, però, solo nel Seicento.

Sulla sommità delle ghimberghe appaiono tre statue (la Vergine in quella centrale e due angeli nelle altre due).

Ai lati della facciata dominano i due massicci torrioni, con finestre slanciate e edicole sulle cui cuspidi appaiono statue, coronamenti gotici e doccioni.

La decorazione scultorea della facciata inferiore, che comprende un ciclo statue in stile gotico (tutte copie di originali custoditi nel Museo dell’Opera), tra cui quattordici a figura umana (otto nella zona centrale e sei simmetricamente distribuite ai due lati), è stata curata dallo stesso Giovanni Pisano. Le statue raffigurano profeti, profetesse, filosofi (pagani) e patriarchi.

Eccezion fatta per le “Storie della Madonna”, autografe di Tino di Camaino (primi decenni del Trecento), tutte le statue a rappresentazione umana annunciano la “Venuta di Cristo”: nella zona centrale appaiono (da sinistra verso destra), Platone, Abacuc, una Sibilla, i re David e Salomone, Mosè e Gesù di Sirach. Sul lato estremo sinistro si possono ammirare una statua non identificata, Isaia e Balam, indovino e profeta involontario. Sull’estrema destra stanno Simeone, Maria di Mosè e Aristotele. Sotto le statue a figura umana troviamo quelle a forma animale.

Più in alto, appoggiate sull’architrave, appaiono le raffigurazioni antropomorfe degli Evangelisti.

Uscite dalla bottega di Giovanni Pisano sono anche le statue dei torrioni laterali, sia quelle posate in basso che quelle alte, fino alla sommità [Matthias Quast in M. Lorenzoni (2007), pp.105-117].

Intorno al 1630-40 nelle ghimberghe furono aggiunti i busti dei beati senesi – raffiguranti Ambrogio Sansedoni, Giovanni Colombini e Andrea Gallerani – scolpiti da Tommaso Redi. Anche il trigramma del nome di Cristo in bronzo, che si trova sulla lunetta centrale, viene assegnato allo stesso periodo.

La porta in bronzo del portale centrale, che rappresenta la Glorificazione di Maria, è stata realizzata nel 1958 da Enrico Manfrini [ Timothy Verdon in M. Lorenzoni (2007), pagine 17-74.].

Davanti alla facciata appaiono tarsie in marmo uguali quelle della pavimentazione interna. Trattasi di riproduzioni su campioni originali realizzati da Nastagio di Gaspare nel 1450, che rappresentano le Cerimonie dell’Ordinazione [ TCI, pagina 518].

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