Galleria dell’Accademia di Firenze (guida, artisti e descrizione delle opere in essa conservate)

  (cosa vedere: guida, artisti e descrizione delle opere in essa conservate)

Informazioni:

Galleria dell’Accademia, via Ricasoli, n° 60,  Firenze, Italia.

Museo aperto: da martedì a domenica, dalle 08,15 alle 18,50.

Museo chiuso: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio e Natale.

Per prenotazioni visite telefonare al 055 294883.

Sito web: Polo Museale Fiorentino.

Cenni storici

L’Accademia di Firenze, istituita nel 1784 come scuola per l’insegnamento dell’arte dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, in precedenza si trovava negli antichi edifici dell’Ospedale di San Matteo e del Convento di San Niccolò di Cafaggio.

Attualmente la Galleria dell’Accademia è un museo e si trova in via Ricasoli. Nel suo interno sono custodite alcune tra le più vaste collezioni in assoluto al mondo, tra cui ricordiamo le sette sculture di Michelangelo, con il suo celeberrimo David, e la ricca serie di pitture a fondo oro. Il museo ospita anche strumenti musicali e manufatti provenienti dalle collezioni del Conservatorio Luigi Cherubini.

Quando l’istituzione ancora funzionava da scuola vi furono integrate la già esistente Accademia delle Arti del Disegno, fondata da Cosimo I nel 1563, ed una galleria dove gli allievi avrebbero potuto entrare in diretto contatto con opere d’arte allo scopo di sviluppare le ricerche ed arricchire così la propria formazione artistica.

In origine il complesso ospitava due maestosi gessi del Giambologna (Allegoria di Firenze che domina Pisa, attualmente custodito in Palazzo Vecchio, ed il Ratto delle Sabine ancora in loco), una serie di copie in gesso rappresentanti antiche sculture e una raccolta di pitture generatesi nell’arco degli anni entro l’Accademia del Disegno. Quest’ultima fu poi integrata coi capolavori di ex-affiliati, tra cui quelli dei grandi manieristi attivi in ambito fiorentino. Più tardi vi entrarono moltissimi dipinti provenienti dalle soppresse istituzioni religiose tra i quali citiamo due monumentali Maestà (Giotto e Cimabue), l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, la Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino, la Cena in Emmaus di Pontormo, il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo ecc. (opere che attualmente si trovano nella Galleria degli Uffizi). Vi entrarono anche pitture di Beato Angelico (oggi nel Museo di San Marco), la Primavera di Botticelli (ora anch’essa agli Uffizi), l’Annunciazione di Lorenzo Monaco, il Cristo in pietà di Giovanni da Milano e le formelle dell’Armadio delle Reliquie di Santa Croce di Taddeo Gaddi.

Nel breve periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia (1865-1871) ci fu in città una consistente riorganizzazione dei musei che riguardò anche l’Accademia, con l’accrescimento della sezione “moderna” in cui pervennero ben centoquarantasei opere da Palazzo della Crocetta.

Subito a ridosso di detto periodo vi fu un’altra decisiva svolta che cambiò il corso della storia dell’Accademia: nel 1872 fu deciso di trasferire al coperto il David di Michelangelo, che si trovava in Piazza della Signoria, sottraendolo dalle insidie atmosferiche e potenziali atti vandalici. Nell’agosto dell’anno successivo, infatti, la monumentale opera entrò nell’Accademia e fu sistemata nella neonata Tribuna progettata dall’architetto Emilio De Fabris, che la stava ancora rifinendo presso la parte terminale della galleria dedicata ai Quadri antichi (detta anche dell’Angelico). Nove anni più tardi, quando la Tribuna fu definitivamente portata a termine, il David poté finalmente essere liberato dal cassone che ancora lo conteneva. Poco più tardi, in occasione del IV centenario della nascita di Michelangelo, la Tribuna fu soggetta a cambiamenti che la resero anche comunicante con la galleria dei Quadri grandi, detta del Perugino, per dedicare una mostra con riproduzioni in gesso al grande scultore. Il 22 luglio 1882 la sezione dedicata a Michelangelo venne finalmente inaugurata e la gestione del museo, di cui già si occupava l’Istituto delle Belle Arti, fu affidata alle Regie Gallerie e Musei, che mise subito in evidenza la priorità della documentazione storica a scapito di quella contemporanea, cambiando anche il metodo di insegnamento non più in linea con i canoni dell’arte moderna. In seguito a tale significativo cambiamento fu inevitabile l’emancipazione del museo dalla scuola e quindi fu aperto un nuovo accesso su via Ricasoli.

A questo punto anche la disposizione dei quadri antichi subì un radicale riposizionamento, soprattutto perché stava cambiando il modo di sentire l’arte e quindi, quell’inestimabile patrimonio artistico, non era più solo da conservare con le più alte attenzioni ma anche da proporre al pubblico. Infatti, a cavallo dei secoli XIX-XX, sotto la direzione di Cosimo Ridolfi, il museo subì importanti restauri e significative variazioni: la Galleria dei Quadri grandi fu ampiamente sfoltita e predisposta in tre comparti per ospitare l’arte del Trecento, Quattrocento e Seicento. Altre tre sale furono create (adiacenti al braccio sinistro della tribuna) e dedicate al Perugino (una sala) ed al Botticelli (due sale).

Tali cambiamenti erano però destinati a durare pochissimo tempo perché nel 1914 una convenzione Stato-Comune, atta riunificare tutte le collezioni artistiche contemporanee, destinava gran parte dell’immenso patrimonio artistico a Palazzo Pitti, la nuovissima Galleria d’arte moderna. Quest’ultimo non poteva contenerle tutte e moltissime opere vennero trasferite nelle svariate sedi istituzionali come enti, uffici statali e comunali. Dato l’ingente numero di dipinti molti di essi ebbero sistemazioni provvisorie e portati nei bui depositi. Nel 1919 un consistente ed importante nucleo di opere di maestri fiorentini fu trasferito nella galleria degli Uffizi, mentre nel 1922 le opere di Beato Angelico passarono nel nuovissimo Museo di San Marco.

Intanto già da tempo si erano accese ampie discussioni riguardo le copie delle sculture michelangiolesche, innescate a partire dal prelievo del David in piazza della Signoria, sostituito con una riproduzione. Questo fece capire che anche la presenza dei calchi del Buonarroti nella Galleria, basata esclusivamente su ragioni didattiche e scopi positivistici, fosse ormai diventata inopportuna. Prevalse quindi il concetto di autenticità sulle opere esposte e vennero rimossi gran parte dei calchi esposti cercando di sostituirli con una serie di opere originali del grande maestro, iniziando con i Prigioni (1909) sulla cui ubicazione, nella Grotta del Buontalenti a Boboli, era intanto esplosa la polemica relativa al degrado. Fu anche la volta del San Matteo (sempre nel 1909) che da tempo si trovava sotto l’atrio della stessa Accademia. Queste due opere si aggiunsero al Torso di fiume, proveniente dall’Accademia di Belle Arti nel 1906, e al Genio della Vittoria che fino al 1905 si trovava al Bargello. Le sculture, sistemate nella galleria degli arazzi, sostituirono quasi per intero la collezione dei gessi, tranne due dei Prigioni i cui originali appartenevano al Museo del Louvre, che ne avrebbero completato il ciclo. Anche i Prigioni più tardi lasciarono la la Galleria per finire a Casa Buonarroti e poi nel Museo michelangiolesco di Caprese Michelangelo.

Nel 1921 il Genio della Vittoria fu trasferito a Palazzo Vecchio

Nel 1939 entrò nella Galleria la Pietà di Palestrina (attualmente assegnata alla scuola di Michelangelo) proveniente da una cappella Barberini a Palestrina.

Nel 1965 anche il Torso di fiume uscì dalla sede con destinazione Casa Buonarroti.

Negli anni Trenta entrarono le pale di grandi dimensioni di celebri esponenti del Cinquecento fiorentino. Più tardi, dopo la seconda guerra mondiale, in coincidenza col riordinamento della Galleria degli Uffizi, furono integrate alcune pitture di grande formato del Perugino tra cui si ricordano l’Assunzione della Vergine e la Deposizione con Filippino Lippi.

Purtroppo i continui trasferimenti e reintegri di opere resero la Galleria frammentata, disomogenea e potenzialmente discontinua nel tempo. Le direzioni degli ultimi anni hanno fatto il possibile per seguire un senso logico e ridare quindi un filo conduttore alle varie collezioni del museo: infatti negli anni 1983-85 fu allestita la sala dell’Ottocento, e più tardi, nel 1998,  furono portate a termine le sale della pittura del tardo Trecento, ubicate al primo piano. Le sale di entrambe le sezioni sono state riallestite recentemente (2010) con l’aggiunta di una saletta didattica.

Cosa vedere nell’Accademia di Firenze:

Gli ambienti della Galleria

Sala del Colosso:

La sala del Colosso, il cui nome deriva dall’enorme gesso di un Dioscuro di Montecavallo, attualmente non più presente nella galleria, ospita opere di grandi esponenti del QuattrocentoCinquecento come Paolo Uccello, Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Ridolfo del Ghirlandaio, Andrea del Sarto e Filippino Lippi. Altre opere testimoniano l’attività pittorica delle botteghe cittadine nello stesso periodo. Al centro della sala si trova un bozzetto in gesso del Giambologna rappresentante il Ratto delle Sabine.

Polittico dell'Annunziata di Filippino Lippi e Pietro Perugino
Polittico dell’Annunziata, 1504-07 (portato a termine dal Perugino), tecnica ad olio su tavola, 333 x 218 cm., Galleria dell’Accademia ( solo la Deposizione ), Firenze; Chiesa della Santissima Annunziata, Firenze; tre Musei statunitensi.

Artisti presenti nella sala del Colosso: Alesso Baldovinetti (Trinità, intorno al 1472); Andrea Del Sarto (Cristo in pietà, intorno al 1526), Andrea di Giusto Manzini (Madonna col Bambino e Cristo in pietà, intorno al 1435, e Madonna della Cintola e santi, anno 1437), Bartolomeo di Giovanni (Annunciazione, santi e profeti, anno 1490), Benozzo Gozzoli, (Santi Bartolomeo, Giovanni Battista e Giacomo Maggiore, intorno al biennio 1461–62 ) Biagio d’Antonio (Angelo annunciante; Vergine annunciata; Eterno Padre, anno 1475), Cosimo Rosselli (Noè e David; Mosè e Abramo, 1460; “Madonna della Stella” di bottega: Santi Barbara, Giovanni Battista e Matteo, 1470), Domenico di Michelino (Tre Arcangeli e Tobiolo, 1465 circa; Santi Michele Arcangelo, Lorenzo e Leonardo, 1469; Santo Stefano tra i santi Jacopo e Pietro, 1493: Trinità, 1460-70 circa), Ghirlandaio Ridolfo (Madonna col Bambino e santi, 1503; Tre angeli oranti; Tre angeli oranti, 1508), Filippino Lippi (Deposizione dalla croce, 1503-1507 con Pietro Perugino; Maria Maddalena, 1500 circa; San Giovanni Battista), Fra Bartolomeo (Isaia; Giobbe, biennio 1514-16), Francesco Botticini (Sant’Agostino e Santa Monica, 1471; Sant’Andrea Apostolo in adorazione della croce, periodo 1475 –1499), Francesco Granacci (Madonna col Bambino e santi, 1508 circa; Assunzione della Vergine e santi, 1520; Una santa davanti al giudice; Martirio di una santa; Martirio di una santa; Disputa di santa Caterina d’Alessandria; Martirio di santa Caterina; Martirio di sant’Apollonia, 1530; Madonna della Cintola, 1500-1520 circa), Franciabigio (Madonna col Bambino, san Giuseppe e san Giovannino, 1508-1510), Gherardo di Giovanni (Madonna in trono con Bambino e santi, 1470-95 circa; Adorazione del Bambino con San Giovannino, 1475-80), Giambologna (Ratto delle Sabine in gesso, anno1582), Giovan Francesco da Rimini (San Vincenzo Ferrer, 1455 circa), Giovanni Antonio Sogliani (Disputa sull’Immacolata Concezione, 1521 circa), Ignoto fiorentino (Cristo in pietà tra la Vergine e San Giovanni, 1475-1500; Annunciazione, 1490 circa, Trinità e santi, 1470 –1480 circa; Martirio di san Lorenzo, 1480 circa; Eterno Padre, 1500-1524 circa), Jacopo del Sellaio (Deposizione e santi, dopo il 1480 Cristo deposto nel sepolcro, 1480 circa), Lo Scheggia (Cassone Adimari, 1440-1450 circa), Lorenzo di Credi (Adorazione del Bambino, intorno agli anni 1480-1490), Maestro degli angeli di carta (Madonna col Bambino e santi, intorno agli anni 1460-1470), Maestro della Natività di Castello (Natività, 1455-1460), Maestro della Natività Johnson (Annunciazione, 1460-1472 in collaborazione con Filippino Lippi), Maestro dell’epifania di Fiesole (Incoronazione della Vergine, 1475-80),

Trinità, cm. 232 x 132, Galleria dell’Accademia, Firenze.
Albertinelli: Trinità, cm. 232 x 132, Galleria dell’Accademia, Firenze.

Mariotto Albertinelli (Annunciazione, 1510; Trinità, 1510 circa), Neri di Bicci (San Francesco, San Filippo, Santa Caterina d’Alessandria, San Girolamo, 1444-1453; Annunciazione, 1464;), Paolo Uccello (Tebaide, 1450-1460 circa), Perugino (Pala di Vallombrosa, 1500; l’attribuita Visitazione con sant’Anna, 1472-1473 circa; Deposizione dalla croce, 1503-1507 con Filippino Lippi), Pier Francesco Fiorentino (Adorazione del Bambino, dopo il 1459), Raffaellino del Garbo (Resurrezione di Cristo, 1500-1505 circa), Sandro Botticelli (Madonna col Bambino, due angeli e Giovanni Battista, 1468-1470 circa; Madonna col Bambino e santi, 1480-1500 con la bottega; l’attribuita Madonna del Mare, 1477 circa).

Galleria dei Prigioni

La galleria dei Prigioni, che prende il nome da una serie di sculture di Michelangelo in essa conservate – dette, per l’appunto, dei “Prigioni” – ospita opere del grande artista (Prigioni; San Matteo; Pietà di Palestrina assegnata alla bottega) e i dipinti di grandi pittori del Cinquecento:

Albertinelli (Annunciazione, 1510), Andrea del Sarto (Cristo in pietà, intorno al 1525), Daniele da Volterra (Busto di Michelangelo, intorno al 1560), Francesco Granacci (Madonna col bambino e santi, 1510 circa), Michelangelo Buonarroti (San Matteo, 1505-06; l’attribuita Pietà di Palestrina, 1560 circa; quattro sculture della serie Pigioni), Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Testa femminile ideale, 1560-1570 circa; Zenobia, 1560-1570 circa), Pontormo (Venere e Amore, 1533 circa), Ridolfo del Ghirlandaio (Traslazione del corpo di san Zanobi, 1516 circa; San Zanobi resuscita un fanciullo, 1516 circa).

Tribuna del David

 La sala, ove è esposto il maestoso David di Michelangelo, è collegata ai due bracci laterali in cui sono conservate opere di pittori del Tardo Rinascimento, qui sotto elencati:

Alessandro Allori (Madonna col Bambino e santi, 1575; Annunciazione, 1579; Battesimo di Cristo, 1591; Incoronazione della Vergine, 1593; Annunciazione, 1603), Bronzino (Deposizione, 1561), Carlo Portelli (Disputa sull’Immacolata Concezione, anno 1566), Cosimo Gamberucci (San Pietro e lo storpio, anno 1599), Francesco Salviati (Madonna col Bambino, intorno agli anni 1540-50), Giuliano Bugiardini, Michelangelo (David, 1501-1504), Il Poppi (Figura allegorica, intorno al biennio1572-73), Maso da San Friano (Trinità e santi, 1560-1570; Allegoria della forza, periodo che va dal 1550 al 1599), Pier Francesco di Jacopo Foschi (Madonna col Bambino, intorno agli anni 1525-1535), Santi di Tito (Entrata di Cristo in Gerusalemme, 1569-1579; Cristo deposto dalla Croce con la Vergine e santi, 1576–1600), Stefano Pieri (Il Sacrificio di Abramo, 1585; Deposizione, 1587), Pittore vasariano (Santa Barbara, intorno al 1570).

Gipsoteca Bartolini, detta anche Salone dell’Ottocento

Nella sala, che fu ricavata da una corsia dell’antico Ospedale di San Matteo, ove spicca un affresco monocromatico del Pontormo, sono esposti dipinti e sculture di artisti che nel corso dell’Ottocento ebbero a che fare con l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Fra le opere esposte vi sono, tra l’altro, vari dipinti rimasti nella Galleria in seguito ad esposizioni  allestite dopo i numerosi concorsi svolti, fra 1794 e il 1868, nella stessa Accademia.

Gli artisti e le loro opere presenti nella Gipsoteca Bartolini sono:

  • Antonio Puccinelli (La strage degli Innocenti, 1852; Gli Ebrei in Babilonia, 1851).

  • Baldassarre Calamai (Dante, Virgilio e Farinata degli Uberti, 1825).

  • Benedetto Servolini (Orlando si impadronisce del cavallo, 1834; Morte di Filippo Strozzi, 1835).

  • Cesare Mussini (La morte di Atala, 1830; La Musica Sacra, 1830; Francesco I presso Leonardo morente, 1828).

  • Demostene Macciò (Fra Benedetto da Foiano in carcere)

  • Eugenio Prati (Il Barocci presentato a Michelangelo, 1868).

  • Francesco Nenci (Edipo sciolto dai lacci da un pastore, 1817).

  • Francesco Pozzi (Ciparisso, 1818; Baccante con Fauno e Pantera, 1851).

  • Francesco Sabatelli (riproduzione dell’Assunta di Tiziano, 1827).

  • Giuseppe Colignon (Decollazione del Battista, 1860 circa).

  • Giuseppe Fattori (Il Battista rimprovera Erode, 1856).

  • Irene Duclos Parenti (riproduzione della Madonna del Sacco di Andrea del Sarto, 1775).

  • Leopoldo Neofreschi (Alessandro Magno si accinge a bere alla coppa avvelenata, 1794).

  • Lorenzo Bartolini (Ninfa, XIX secolo, di bottega; Alberto Adamo Neipperg, 1829-1830; Amore, dopo il 1841; Anatol Demidoff, prima del 1850; Baccante, 1823 circa; Alberto Adamo Neipperg, 1825-1830; Angelo, dopo il 1815; Bassorilievo per il monumento a Maria Temple Bowdoin, 1822 circa; Bassorilievi per il monumento a Luigi Guglielmo Cambray Digny, 1844; Beatrice Donati, 1846; Carlotta Bonaparte, prima del 1850; Carlo Lodovico di Borbone, 1823; Carolina Ungher, prima del 1850; Caterina di Westfalia, 1815-1830; Casimir Delavigne, 1830-1840; Emilia Della Gherardesca (forse), prima del 1850; Emma e Giulia Campbell, 1819-1820 circa; Conte Gourief, prima del 1850; Francesco Benedetti, 1815-1820; Eveline Hanska de Balzac, prima del 1850; Francesco I d’Asburgo, prima del 1850; George Gordon Byron, 1822; Franz Liszt, 1838-1839; Giuseppe Bonaparte principe di Canino e Musignano, 1829; Giunone, 1823-1830 circa; Giovanni Battista Niccolini, prima del 1850; Guelfo Trotti Estense Mosti, prima del 1850; Jonathan Hatfield, prima del 1850; Il Voto dell’Innocenza, 1848; Klemens Wengel Lothar Metternich-Winneburg, 1821 circa; Jean Auguste Dominique Ingres, dopo il 1815; La Carità educatrice, 1817-1824; La Carità educatrice, bozzetto, 1820-1830; La gara fraterna, prima del 1847; La Ninfa dello Scorpione, prima del 1840; La Ninfa del Serpe, prima del 1840; La Tavola degli Amori, prima del 1845; Lady Burglesh, prima del 1850; La Venere di Tiziano, 1821 circa; Lady Harriet Pellew, prima del 1850; Lady Gowen?, prima del 1850; Lady Mary Tighe, 1820 circa; L’Orante per il monumento a Pietro Recchi, 1838; Luciano Bonaparte, 1815-1830 circa; L’Ammostatore, 1816-1820 circa; Luigi Vestri, 1830-1840; Luisa Carlotta di Borbone, 1825 circa; Luisa Sauli Pallavicini, prima del 1850; Marchesa di Bristol, prima del 1850; Madame Germaine de Stael, 1815-1820; Marchese di Londonderry, prima del 1850; Maria Carolina di Sassonia, granduchessa di Toscana, prima del 1832; Marco Paolini, prima del 1850; Marie D’Agoult, 1838-1839; Maria Luisa di Borbone, 1823; Medaglione con profilo maschile, dopo il 1815; Matilde Demidoff, prima del 1850; Matilde Demidoff, prima del 1850; Medaglione con profilo maschile, dopo il 1815; Medaglione per il monumento a Girolamo Segato, 1838-1844; Medaglione con profilo maschile, dopo il 1815; Monumento a Elisa Baciocchi, 1808-1813; Monumento a Niccolò Demidov, 1830-1870; Monumento a Leon Battista Alberti, dopo il 1838; Monumento a Sofia Zamoiska, 1837-1844; Monumento a Vittorio Fossombroni, 1846; Monumento al conte Alberto Adamo di Neipperg, 1829-1841; Monumento a Ortensia Beauharnais, 1838-1845; Monumento funebre al conte Giovan Francesco Mastiani Brunacci, 1846 circa; Mr Morrison, prima del 1850; Niccolò Machiavelli, 1845-1846; Mrs Morrison, prima del 1850; Narciso, 1825-1850; Nicola Demidoff, prima del 1850; Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa; Rilievi per il monumento a Enrichetta Stratford Canning, 1818 circa; Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa; Paolina Borghese?, prima del 1850; Rilievo con figura alata, dopo il 1815; Rilievo con cinque figure, dopo il 1815; Rilievo con figura maschile, dopo il 1815; Rilievo con figura maschile, dopo il 1815; Rilievo con figura maschile, dopo il 1815; Rilievo con figure, dopo il 1815; Rilievo frammentario: la Giustizia che protegge l’Innocenza, dopo il 1815; Rilievo con figure, dopo il 1815; Rilievo per il monumento a Carolina Hungher, dopo il 1815; Ritratto di bambina, 1820-1825 circa; Ritratto di Anne Lullin de Châteauvieux sposata Eynard, 1820-1822; Ritratto di Frances Anne Vane-Tempest, marchesa di Londonderry, insieme al figlio George, 1823; Sofia Scerbatova Apraxina, prima del 1850; Salvatore Vigano, 1815-820; Teti che accarezza Giove, dopo il 1815; Venere, 1817 circa; Thomas Moore, prima del 1850).

  • Luigi Mussini (L’elemosina, 1844 ).

  • Luigi Pampaloni (Arnolfo di Cambio, 1827-1830; Bambina giacente, 1826 circa; Amore con Cigno, Post 1834; Amore, 1833; Cloe, 1834; Bassorilievo per il monumento funebre di Annamaria Frescobaldi, 1842-1844; Fanciullo che scherza con un cane, 1827; Fanciulla orante (Orfana sulla rupe), 1838-1842; Filippo Brunelleschi, 1827-1830; Fanciullo orante (Orfano sulla rupe), 1826-1827; La Fanciulla delle Tortore, 1831; Medaglione di Luigi Magalotti; Maddalena penitente, 1870 circa; Monumento a Giulia Clary Bonaparte: la Beneficenza, 1846 circa; Monumento a Maria Radzwill Kranzinski con il figlio Zìgmunt, 1839-1841; Monumento a Lazzaro Papi, 1835 circa; Monumento a Wanda Wancowicz Tyskiewicz, 1842-1845; Monumento a Virginia de Blasis, 1839 circa; Rilievo per il monumento Tellinson, 1840 circa; Rilievi per il monumento a Luciano Bonaparte principe di Canino, 1840-1847).

  • Odoardo Borrani (Alla Galleria dell’Accademia, anni 1860-1870).

  • Pontormo (Tre storie della Beata Umiltà da Faenza, intorno al 1514).

  • Raffaello Sorbi (Morte di Corso Donati, 1861).

  • Silvestro Lega (David con l’arpa che calma i furori di Saul, 1852).

  • Ulisse Cambi (Aconzio, 1835).

  • Ulisse Cambi (Dafne e Cloe, 1834).

Sala del Duecento e del primo Trecento

Qui inizia un itinerario sulla pittura gotica locale tratta dalle vastissime collezioni a fondo oro custodite nel deposito della galleria. Nella presente sala sono esposti dipinti precedenti e contemporanei all’epoca di Giotto, nonostante spicchi un prezioso frammento attribuito al maestro proveniente dalla Badia fiorentina.

Gli artisti e le loro opere esposte nella sala:

  • Grifo di Tancredi (Madonna col Bambino, intorno all’anno1300).

  • Guido da Siena (Madonna in trono col Bambino, intorno al periodo 1270-75).

  • Maestro della Maddalena ( San Jacopo e storie della sua vita, anni 1280-1290; San Giovanni evangelista e storie della sua vita; Maddalena penitente e otto storie della sua vita, anni 1280-1285).

  • Maestro della Santa Cecilia (Maestà, periodo 1320-1325).

  • Maestro del Crocifisso Corsi (Cristo crocifisso, intorno al 1315).

  • Pacino di Buonaguida (Albero della Vita, intorno agli anni 1305-1310; Crocifissione e santi, anni 1315-1320; San Procolo, anni 1305-1310; San Nicola; San Giovanni Evangelista; Madonna col Bambino, intorno agli anni 1320-1339).

  • Pittore fiorentino (Madonna col Bambino, 1250-1260 circa; Croce dipinta, 1290 circa).

  • Pittore lucchese (Madonna col Bambino, intorno agli anni 1240-1250).

Sala dei Giotteschi

 I questa sala sono custodite le opere dei seguaci di Giotto. Gli artisti, tutti appartenenti al Trecento, vengono sotto riportati insieme alle proprie opere:

  • Bernardo Daddi (Crocifissione con i dolenti e la Maddalena ai piedi della Croce, in collaborazione con Puccio di Simone; “Santa Maria Maddalena, san Michele Arcangelo, san Giuliano, santa Marta” in collaborazione con Puccio di Simone).

  • Bernardo Daddi (Crocifissione, anno 1343; Crocifisso con i dolenti e storie della Passione, anni 1338-1343; Crocifissione; San Cristoforo, anni 1340-1348 circa; Incontro dei tre vivi con i tre morti, intorno al 1340; Incoronazione della Vergine, anni 1340-1348; Madonna in trono con Bambino e santi, anno 1333; San Bartolomeo; San Lorenzo, anno 1340 circa; Madonna col Bambino e santi; Crocifissione).

  • Giotto e aiuti di bottega (Testa di pastore, periodo 1315- 325).

  • Jacopo del Casentino (San Giovanni Battista; San Giovanni Evangelista;  San Bartolomeo e angeli, intorno al 1340; Sant’Egidio).

  • Maestro delle effigi domenicane (Madonna col Bambino e santi, periodo 1340-1345, Incoronazione della Vergine e santi).

  • Niccolò di Pietro Gerini (Cristo in pietà, anni 1390-1410; Cristo benedicente e due profeti).

  • Puccio di Simone (Polittico della Madonna dell’Umiltà e santi, anni 1350-1360).

  • Puccio di Simone (Crocifissione con i dolenti e la Maddalena ai piedi della Croce, in collaborazione con Bernardo Daddi; “Santa Maria Maddalena, san Michele Arcangelo, san Giuliano, santa Marta” in collaborazione con Bernardo Daddi).

  • Taddeo Gaddi (Madonna in trono tra due angeli e quattro santi, intorno al periodo 1330-1335; Madonna col Bambino e angelo annunziante; San Giovanni Battista e san Pietro e Vergine annunciata, anni 1345-1350; Madonna col Bambino, intorno al 1355; Formelle dell’armadio della sacrestia di Santa Croce, periodo 1330-1340).

Sala degli Orcagna e dei loro seguaci

La presente sala è dedicata alle opere dei tre fratelli pittori attivi nel Trecento in ambito fiorentino e cioè Andrea (detto, per l’appunto, L’Orcagna), Nardo e Jacopo di Cione.

  • Andrea Orcagna (Madonna in trono, intorno al 1355; Cristo crocifisso, periodo 1380-1398; Pentecoste, intorno al 1365; Madonna dell’Umiltà, intorno al 1380; Incoronazione della Vergine, biennio 1372-1373).

  • Jacopo di Cione – o Maestro dell’infanzia di Cristo, che potrebbe essere lo stesso Jacopo – (Episodi dell’Infanzia di Cristo, periodo 1365-1375; Madonna col Bambino; Annunciazione; Crocifissione e santi, periodo 1380-1399)

  • Maestro della predella dell’Ashmolean Museum (Santo Vescovo, anni 1360-1365; San Lorenzo).

  • Maestro dell’altare di San Niccolò (Madonna dell’Umiltà e quattro angeli, periodo che va dal 1350 al1380).

  • Matteo di Pacino, detto anche Maestro della Cappella Rinuccini  (Visione di san Bernardo e santi, intorno all’anno 1365; S. Michele Arcangelo, S. Bartolomeo, S. Giuliano e una donatrice, dopo il 1348; Elemosina di sant’Antonio Abate, dopo il 1370).

  • Nardo di Cione (Trittico del Thronum Gratiae), anno 1365).

  • Niccolò di Tommaso (Incoronazione della Vergine, anno 1370).

Sala di Giovanni da Milano

Nella sala di Giovanni da Milano, oltre alla Cristo Pietà del maestro a cui essa è dedicata, vi sono le opere degli artisti sotto riportati.

  • Andrea Buonaiuti (Santa Domitilla, intorno al 1365; Sant’Agnese).

  • Cenni di Francesco (Madonna col Bambino, anni 1380-1390).

  • Don Silvestro dei Gherarducci (Madonna dell’Umiltà e Angeli, periodo che va dal 1370 al 1377)

  • Giottino (Madonna col Bambino in trono, intorno al 1360, Opera attribuita all’artista)

  • Giovanni da Milano (Cristo in pietà, anno 1365).

  • Giovanni del Biondo (San Giovanni Evangelista in trono, periodo che va dal 1380 al 1385)

  • Ignoto fiorentino (Incoronazione della Vergine, anni 1390-1399).

  • Maestro della Misericordia dell’Accademia (secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi di Giovanni Gaddi) (Madonna col Bambino in trono e otto santi, intorno al 1380; Madonna col Bambino fra i santi Pietro e Paolo, intorno al 1360; Madonna della Misericordia, intorno al 1380; Natività, periodo 1370-75; Stigmate di san Francesco, periodo 1370-75; Conversione di san Paolo, anni 1370-1375).

  • Maestro della predella dell’Ashmolean Museum (Madonna col Bambino, intorno al periodo 1370-1390).

  • Maestro dell’Annunciazione dei Linaioli (Annunciazione, Natività, Presentazione al tempio, profeti, Epifania, opere realizzate in collaborazione con Mariotto di Nardo nella seconda metà del Trecento).

Sala del Tardo-Trecento

Nella sala del Tardo-Trecento sono esposte opere di artisti attivi a cavallo dei secoli XIV-XV:

  • Agnolo di Domenico del Mazziere (Quattro Evangelisti, intorno ai primi anni del Quattrocento).

  • Bicci di Lorenzo (Sant’Andrea e S. Michele; S. Benedetto; S. Paolo; S.  Giovanni Gualberto; S. Pietro, anni 1430-1435; San Girolamo e san Lorenzo, anni 1420-1430; Santi apostoli, anni 1420-1425).

  • Cenni di Francesco (Natività, anni 1395-1400).

  • Giovanni Dal Ponte (San Giuliano; San Giovanni Battista, 1430 circa; San Giacomo; Sant’Elena, 1420-1430; Polittico dell’incoronazione della Vergine e santi, 1400-1430 circa)

  • Giovanni del Biondo (Presentazione al Tempio tra san Giovanni Battista e san Benedetto, anno 1364; Polittico con l’Annunciazione e santi, intorno agli anni 1380–1385).

  • Jacopo Cambi (Incoronazione della Vergine, anno1336).

  • Lippo d’Andrea (Madonna in trono con Bambino, anni 1430-1440).

  • Lorenzo di Bicci (San Martino in trono; Elemosina di san Martino, anni 1385-1389; San Giuliano e san Zanobi, anni 1380-1400).

  • Lorenzo di Niccolò (San Bartolomeo, intorno al primo decennio del Quattrocento; San Zanobi; Incoronazione della Vergine e quattro angeli musicanti).

  • Maestro di Borgo alla Collina (Crocifissione, intorno alla prima metà del Quattrocento)

  • Maestro “Francesco” (Madonna col Bambino, anno 1391).

  • Mariotto di Nardo (Madonna col Bambino e santi, 1380-1400 circa; Crocifissione e quattro storie di san Nicola, 1415 circa; Annunciazione, 1400-1410 circa; Madonna col Bambino e santi; Madonna col Bambino e santi, 1418; Angelo Annunciante; Vergine Annunciata; Crocifissione; Storie della Vergine).

  • Niccolò di Pietro Gerini (Cristo in Pietà; Crocifissione con San Francesco adorante e santi, 1390-1400 circa; Le esequie di un confratello, anni 1404 –1408 circa; Madonna col Bambino e santi, anno 1404; La Santissima Trinità con san Francesco e santa Maria Maddalena, 1385 circa; Il Redentore e santi; Madonna col Bambino in trono e due santi, intorno al 1400; Madonna col Bambino e santi, intorno al 1410).

  • Pittore fiorentino (Madonna dell’Umiltà, ultimo decennio del Trecento)

  • Rossello di Jacopo Franchi (San Giovanni Battista; San Francesco, 1400-1410 circa; Incoronazione della Verginei, intorno al 1422 (periodo incerto)).

  • Spinello Aretino (Trittico della Madonna in trono e santi, anno 1391; Santo Stefano, anni 1400-1405).

  • Spinello Aretino (Incoronazione della Vergine, angeli e santi, anno 1401, realizzata in collaborazione con Lorenzo di Niccolò e Niccolò di Pietro Gerini)

Sala di Lorenzo Monaco

La sala, dedicata al celebre miniatore di scuola fiorentina Lorenzo Monaco, ospita un’importante collezione dell’artista e una pregiata raccolta di icone russe che appartennero ai Lorena. Insieme a Lorenzo Monaco elenchiamo anche gli artisti presenti in loco.

  • Agnolo Gaddi (Madonna dell’Umiltà con sei angeli, intorno alo 1395; Madonna del Latte e santi, intorno al 1380).

  • Andrea Rico (Madonna col Bambino e angeli, periodo 1450-1490).

  • Bartolomeo di Fruosino (Croce sagomata e dipinta, intorno al 1411).

  • Lorenzo Monaco (Madonna col Bambino in trono fra i santi Giovanni Battista, Lucia, Antonio Abate, Pietro, Giuliano e Caterina, probabile periodo 1395-1400; Orazione nell’orto, 1395-1400; Trittico dell’Annunciazione, 1410 circa; Polittico della Madonna in trono e santi, 1410; Croce dipinta, 1400 –1410 circa; Cristo in Pietà con i simboli della Passione, 1404: Madonna col Bambino e santi, 1408; Crocifissione; Vergine dolente; San Giovanni Evangelista, 1405-1410; San Mosè intorno al 1395; San Pietro, stesso periodo; San Giovanni Battista, stesso periodo; San Paolo, stesso periodo; Redentore benedicente, anni 1410-1415; Santa Caterina d’Alessandria, san Caio Papa, anni 1390-1400; nonché la Madonna del latte, l’Annunciazione, Crocifissione con dolenti, santi, rispettivamente nel periodo dal 1390-1430, in collaborazione con il Maestro della predella Sherman).

  • Maestro della predella Sherman (Crocifissione, periodo1415-1430).

  • Mariotto di Cristofano (Episodi della vita di Cristo e della Vergine, realizzati dopo il 1450)

Sala del Gotico internazionale

In questa sala sono esposte opere di artisti gotici, italiani ed internazionali, che elenchiamo di seguito:

  • Bicci di Lorenzo (San Lorenzo, periodo 1420-1430; Matrimonio mistico di santa Caterina, periodo1423-1425).

  • Gherardo Starnina (Madonna col Bambino, periodo 1400-1410)

  • Giovanni Toscani (Incredulità di san Tommaso, 1419-1420; Stigmate di san Francesco e un miracolo di san Nicola di Bari, 1423-1424 circa; Madonna col Bambino, biennio 1423-1424; Crocifissione)

  • Maestro del 1416 (Madonna col Bambino, anno 1416)

  • Maestro della Madonna Straus (Cristo in pietà con i simboli della Passione, 1405 circa; Annunciazione, 1400-1410 circa; Santa Caterina d’Alessandria; San Francesco, periodo 1400-1410; Madonna col Bambino fra i santi, intorno al 1385).

  • Maestro di Borgo alla Collina (due Madonne in trono con Bambino e santi, intorno al 1425 e 1420).

  • Maestro di Sant’Ivo (due Madonne col Bambino e santi, periodi 1390-1410 e 1400-1415).

  • Pittore fiorentino (Quattro tavole di cui tre dipinte su ambo i lati: San Girolamo e una santa; San Nicola e san Pietro e nel verso un profeta e testa d’angelo; San Pietro Martire e sant’Eustachio e nel verso il Profeta Geremia e testa d’angelo; Santa Reparata e san Giacomo e nel verso un angelo con turibolo).

  • Rossello di Jacopo Franchi (Madonna col Bambino e santi, periodo stimato intorno alla prima metà del Quattrocento)

Collezioni russe

Infine segnaliamo un’interessantissima collezione di opere di Scuola russa del Sei-Settecento.




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