La pittura di Klimt

La rivoluzione conservatrice di Klimt

Pagine correlate:Pagine correlate all’artista: Le sue opere – Il suo periodo e l’arte nouveau – Il suo periodo ed il modernismo.

Segue dalla pagina precedente: Biografia e stile di Klimt

II talento artistico di Klimt si rivela all’età di ventiquattro anni, quando viene chiamato per l’importante decorazione al Burgtheatre (teatro di corte).

L’opera, che secondo gli studiosi risulta ancora un po’ accademica ma di buon livello artistico, gli valse alti riconoscimenti ed un successo a livello europeo.

È questo il periodo in cui avvengono le grandi manifestazioni, ove pullulano le fiere e le esposizioni mondiali a favore dello sviluppo industriale, che aprono le porte a fama e mondanità a pittori, scultori ed architetti ad una condizione: purché la loro arte non costituisca problema.

Klimt però – artista colto, sensibile e raffinato – non si sottomette alle direttive delle grandi organizzazioni e non ha intenzione di diventare pittore di corte.

I suoi successivi lavori infatti, soprattutto quelli riguardanti i pannelli realizzati per la sala dell’Università di Vienna, scateneranno grandi proteste negli ambienti degli organizzatori e degli stessi mecenati.

Gustav Klimt: Manifesto realizzato per la rivista Ver Sacrum
Gustav Klimt: Manifesto realizzato per la rivista Ver Sacrum

Klimt si allontana repentinamente dalla cultura accademica nel corso del 1897, anno in cui fonda la Secessione viennese. Con il termine Secessione (preso da solo) si intendono quei movimenti artistici, creatisi tra Germania ed Austria intorno alla fine dell’Ottocento, che attraverso un nuovo e rivoluzionario stile intendevano rompere con il passato. Le Secessioni introducono in Germania e Austria lo stile dell’Art Nouveau (sintsei dell’Art Nouveau) che ormai dilaga in Italia e in tutto il continente europeo.

La prima Secessione partì dalla Germania nel 1892 (Monaco di Baviera seguì quella di Berlino del 1898).

Klimt: Danae
Klimt: Danae

Klimt è il primo presidente della Secessione viennese, alla quale aderisce un gruppo di artisti tra cui si ricordano Oibrich e Hoffman (allievi di Otto Wagner), Moser, Bóhm, Kónig, Stolba, Bahr, Kurzweil. Animati da forte spirito riformatore, questi artisti intendono intervenire in modo diretto con la loro arte sulle condizioni di vita della società. Le loro ricerche convergono in un linguaggio che impronti di sé tutto l’ambiente e che impegni ogni tipo di arte: “l’arte è destinata a operare per gli uomini, non gli uomini per l’arte”[Otto Wagner stesso].

Klimt: Il bacio
Klimt: Il bacio

La Vienna con cui questo gruppo di artisti si deve confrontare è in questo momento una fra le città europee più colte e raffinate. La presenza di personaggi di alto intelletto come Freud e Wittegenstein, di scrittori quali Musil, di musicisti quali Schönberg e Mahler, la rendono una fra le più affascinanti capitali d’Europa.

L’aura “biedermeier” (movimento artistico ornamentale che andava alla grande nella prima metà dell’Ottocento e che coinvolse anche Vienna) è ormai considerata l’apoteosi di un mondo destinato a dissolversi, consapevole dell’imminente fine, che sarà accelerata con lo scoppio della Grande Guerra e la conseguente scomparsa dell’Impero Austro-Ungarico.

Questa consapevolezza dell’imminente fine, tratto ormai comune a gran parte della cultura decadentista di fine Ottocento, pone anche il gruppo di Klimt nell’alveo del Simbolismo.  Infatti tale caratteristica si evidenzia anche nell’opera di Klimt che rimane l’artista più dinamico e rappresentativo della Secessione viennese.

Continua nella pagina successiva: La pittura di Klimt (secondo periodo)




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