La pittura di Klimt (secondo periodo)

Pagine correlate:Pagine correlate all’artista: Le sue opere – Il suo periodo e l’arte nouveau – Il suo periodo ed il modernismo.

Segue dalla pagina precedente: La pittura di Klimt

La propensione alla reciproca fusione dei fini artistici, integrata con quella relativa ai processi industriali, che già si evidenziava in Inghilterra intorno alla fine dell’Ottocento con il lavoro artistico-artigianale di William Morris, si diffonde a macchia d’olio in tutto il continente europeo, facendo così nascere l’Art Nouveau (sintesi dell’Arte Nouveau).

Il nuovo modo di sentire l’arte fa scatenare conflitti ed accesi dibattiti, dei quali A. Loos ed O. Wagner sono i rappresentanti più spietati.

È questo, comunque, un periodo abbastanza favorevole per gli artisti di ogni genere, a cui sono permesse le conclusioni più audaci e rivoluzionarie nel campo delle forme: Klimt non coglie queste occasioni e, data la sua ideologia ottimistica ed estatica, si colloca semplicemente come “rivoluzionario conservatore”.

L’artista vede la cultura, l’arte e la società come valori integrativi in perfetta armonia tra loro. Klimt da vero viennese adora lo stile di vita e le caratteristiche della sua città.

Klimt: Il bacio
Klimt: Il bacio, Österreichische Galerie Belvedere, Vienna.

Conoscendo bene la propria personalità egli non si manifesta aderendo a gruppi artistici troppo radicali ma si limita, tra l’altro, a rappresentare lo storico tramonto dell’impero austro-ungarico, meritandosi una particolare collocazione rispetto agli artisti a lui contemporanei.

Il suo linguaggio pittorico, tuttavia, rientra a pieno titolo nel Jugendstil (termine con cui sono indicate le espressioni artistiche dell’Art Nouveau in Germania) e prescinde dalle tendenze dei gruppi contemporanei rivelando la sua vera natura, quella cioè di pittore simbolista.

Klimt: il fregio di Beethoven
Klimt: il fregio di Beethoven, Palazzo della Secessione, Vienna.

Nelle grandi opere del “periodo d’oro”, eseguite nel primo decennio del nuovo secolo, tra cui ricordiamo Il bacio ( Österreichische Galerie Belvedere, Vienna), Il Fregio Beethoven (Palazzo della Secessione di Vienna), dedicato al gruppo scultoreo di Max Klinger, il Ritratto di Adele Bloch Bauer (Museo del Belvedere di Vienna), Erfüllung (acquerello, MAK, Vienna), si evidenzia questa chiara ambivalenza. I dipinti, trattati con il colore oro – lo stesso che si usava nel periodo gotico – tendono all’astrazione, mentre gli elementi figurativi in essi contenuti li associano ad una percezione più naturalistica.

Adele Bloch Bauer
Adele Bloch Bauer, Museo Belvedere, Vienna

Negli ultimi anni della sua carriera artistica Klimt incomincia a risentire gli influssi dei contemporanei “moderni”, soprattutto della pittura di Matisse e dei pittori espressionisti. Infatti nel Ritratto di Barbara Floge, nella Vergine (1913, Praga, Galleria Nazionale) e nel Parco di Schónbrunn la stesura cromatica si presenta come una gaia esplosione, soprattutto nella paesaggistica e negli elementi naturali rappresentati negli armoniosi giardini. Le figure carnose, inserite ad arte su sfondi, bene si armonizzano con integrazioni di elementi derivati dall’arte cinese.

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Klimt: Missionnaire

L’ultimo periodo di Klimt è ricco di lavori grafici su finissima carta di riso. È con il disegno che si conclude l’evoluzione del linguaggio pittorico dell’artista che si distacca definitivamente dai dipinti monumentali ricchi di forme decorative: il tratto della grafica diventa importante ed assume un’eccezionale vigore illusionistico.

(Ricerche effettuate nei “Secoli dell’arte”, Orsa Maggiore editrice, Editoriale Del Drago, Milano).




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