Pallade Atena di Gustav Klimt

Gustave Klimt

Klimt: Pallade Atena, anno 1898, olio su tela, 75 × 75 cm. Wien Museum (Vienna).
Klimt: Pallade Atena, anno 1898, olio su tela, 75 × 75 cm. Wien Museum (Vienna).

Pallade Atena è un’opera autografa di Gustav Klimt realizzata con tecnica ad olio su tela nel 1898, misura 75 × 75 cm. ed è custodita nel Wien Museum di Vienna.

Il dipinto in esame apparve nel periodo della seconda Secessione viennese [Patrick Bade, Gustav Klimt, Parkstone International, 2011, pagina 76], dove fu oggetto di forti polemiche ed accesi dibattiti, sia da parte del pubblico che dalla critica. Tuttavia venne elogiato da Ludwig Hevesi [Otto Breicha, Gustav Klimt, Mazzotta, 1981, pagine 50 e 52]:

” … quanto è bella!… la striscia color oro, tagliando il pallore della carnagione è una soluzione artistica notevole… Klimt… ha creato la sua Pallas chiaramente pensando alla donna tipica della Secessione. O almeno immaginando una dea o demonessa secessionista … “

Pallade Atena viene rappresentata frontalmente e decentrata verso sinistra. Indossa un’armatura fatta a scaglie ed un elmo con paranaso. Sulla parte alta dell’armatura, all’altezza del petto, appare il volto della gorgone Medusa.

La mano sinistra di Pallade Atena tiene una lancia mentre la destra reca una piccola Nike.

Le gamme cromatiche della composizione, non proprio abbondanti, si giocano soprattutto con toni abbastanza scuri, tra cui risalta l’oro dell’elmo e dell’armatura, quest’ultima sfumata di violetti e di azzurri. All’incarnato del volto della dea, che appare vagamente androgino, si contrappongono armoniosamente i toni rossastri e dorati dell’elmo, staccando la figura dal fondo scuro.

Le decorazioni che appaiono sullo sfondo furono tratte da antichi vasi greci realizzati a figure nere, mentre la Medusa deriva da una metopa.

Il dipinto esprime cupezza e si concentra sul viso della dea, reso inquietante dallo sguardo che pare fissare nel vuoto.

La cornice del quadro fu realizzata da George, il fratello di Klimt, su progetto dello stesso artista [Patrick Bade, Gustav Klimt, Parkstone International, 2011, pagina 76].




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