Stile fiorito nell’arte vascolare attica

Segue dalla pagina precedente

Nonostante la prevalente mancanza di espressività, le opere del Pittore di Midia testimoniano una profonda evoluzione nel settore decorativo, con evidenti risultati nella struttura compositiva: la scena di Faone con le lesbiche viene riproposta nell’idria di Firenze (Museo Archeologico) con lo stesso equilibrio nella composizione, arricchita un po’ troppo forzatamente da ghirlande e da numerosi e sproporzionati amorini. L’eleganza e la sobrietà negli atteggiamenti delle figure sono di stampo puramente classico. Nell’idria di Londra, dove l’artista rappresenta la scena del “Ratto delle Leucippidi”, invece si respira un’atmosfera ben lungi dalla sobrietà, sia negli atteggiamenti che risultano più vivaci, sia nella composizione dove le figure danzanti sono dotate di movimento al limite dell’agitazione. Qui l’affettazione ed il manierismo raggiungono una forza mai vista in precedenza: basti osservare gli ondulanti panneggi delle donne, ricchi di pieghe e svolazzanti nell’aria, oppure i cavalli librati nel vuoto che sembrano iniziare una ripidissima salita vincendo un terreno altamente cedevole, od ancora la maniera in cui le stesse donne tengono distanti dal corpo alcune parti libere del loro vestiario. Quello che più sorprende di questo pittore – nelle decorazioni di vasi più grandi – è il tentativo, talvolta improprio, di conciliare una struttura compositiva di vaste proporzioni con integrazioni da motivi fascinosi e piuttosto manierati, in tematiche generalmente appartenenti alla miniaturistica.

Questo non accade nelle scene dell’Atena, della “Menade danzante”, della “Toilette campestre di Afrodite” rappresentate nell’idria di Carlsruhe e nella lekythos di Berlino, entrambe uscite dallo stesso laboratorio del Pittore di Midia, dove domina il classicismo più vero, nonostante la vivace scena delle baccanti in un secondo registro della stessa idria. Un classicismo questo che contiene, oltre che eleganza, naturalismo ed espressionismo, anche alte peculiarità decorative.

Idria del "Pittore di Midia" - Faone e le donne di Lesbo (Museo Archeologico di Firenze)
Idria del “Pittore di Midia” – Faone e le donne di Lesbo (Museo Archeologico di Firenze)
Pittore di Midia: Particolari dell'idria con il ratto delle Leucippidi
Pittore di Midia: Particolari dell’idria con il ratto delle Leucippidi
Pittore di Midia: Particolari dell'idria con il rapimento delle Leucippidi
Pittore di Midia: Particolari dell’idria con il rapimento delle Leucippidi, British Museum di Londra)
Pittore di Midia: Athena
Laboratorio del Pittore di Midia: Athena (Carlosruhe, Badisches Landesmuseum)
Pittore di Midia: menade danzante (Carlosruhe, Badisches Landesmuseum)
laboratorio del Pittore di Midia: menade danzante (Carlosruhe, Badisches Landesmuseum)

Dal laboratorio del Pittore di Midia ci arrivano molte testimonianze e quindi molti elementi per poter effettuare una giusta valutazione riguardo alle tecniche e all’espressività, soprattutto nelle opere più piccole che seguono una più coerente continuità, in armonia con le tematiche ed i linguaggi del periodo. Nelle foto sotto riportate ed affiancate, sono rappresentati i particolari della scena “la toilette campestre di Afrodite” raffigurata in una lekythos (Berlino). La struttura compositiva è semplice e ben equilibrata, le figure hanno una linea aggraziata e gentile, l’ornamento floreale è ben morigerato. Afrodite appare completamente nuda in un atteggiamento di certa rilassatezza, intenta alle cure del suo armonioso ed elegante corpo; in alto è assistita da un piccolo Eros pronto ad offrirle gli elementi necessari alle cure della sua bellezza, mentre di fronte a lei, la sua ninfa, in atteggiamento altrettanto sereno e spensierato, gioca con un piccolo animale. Si osservi, nelle vesti di quest’ultima, l’armonia delle ondulazioni, la totale trasparenza, la delicata aderenza al corpo e il garbo armonioso delle linee che rendono tale evidenza. In uno spazio, molto spesso “non piano” come quello offerto dal campo della ceramica vascolare, e con tecniche limitate per la natura di quest’ultima, il livello raggiunto nella raffigurazione è il massimo che un pittore attico di ceramica possa desiderare.

laboratorio del Pittore di Midia: la toilette campestre di Afrodite -Ninfa
laboratorio del Pittore di Midia: la toilette campestre di Afrodite -Ninfa (Staat Museen, Berlino)
laboratorio del Pittore di Midia: la toilette campestre di Afrodite (Staat Museen, Berlino)
laboratorio del Pittore di Midia: la toilette campestre di Afrodite (Staat Museen, Berlino)

L’eleganza e la bellezza dello stile decorativo, nel mondo della ceramica, in questo felice periodo dell’arte classica, non può essere trasferito con le più svariate tecniche senza sminuirne la bellezza ornamentale. Con molta probabilità i primi mosaici, con ciottoli in bianco e nero che si presenteranno in Grecia in un immediato futuro, in particolare quelli di Olinto, saranno ispirati dalla decorazione della ceramica attica. Più tardi, nel periodo ellenistico, l’arte del mosaico potrà svilupparsi ulteriormente nell’arricchimento del suo cromatismo  seguendo i linguaggi della grande pittura. Agli inizi del nuovo secolo (IV a. C.) inizierà la decadenza dell’arte ateniese che corrisponderà alla netta separazione tra l’arte della grande pittura e la decorazione dei vasi attici. Questo, insieme alla grande potenzialità artistica dei nostri pittori, favorirà la positiva evoluzione della pittura vascolare nella nostra penisola.




Tomba di Thumtmose III (KV34)

antichi egizi - pianta Tomba di Thutmose III
 Tomba di Thumtmose III (KV34)

I dati della tomba:

  • Località: Valle dei re

  • Sigla della tomba: KV34

  • Titolare della tomba: Thutmose III (o Thutmose II)

  • Dinastia: XVIII

  • Periodo: 1458 – 1425 a. C.(o 1479 – 1425 a. C.)

  • Lunghezza: Intorno ai 55 metri
  • Note sul sarcofago: in arenaria rossa, sopra un basamento di alabastro
  • Data della scoperta: 12/02/1898
  • Note sullo scopritore: Victor Loret.

La KV35 appartiene a Thutmose III ma forse, come egli stesso riportò, in quella tomba vi fu sepolto il padre, Thutmose II.

La tomba si trova nell’estremità meridionale della Valle. La pianta è molto semplice: prima il corridoio con scale (A), segue la scala B e la scala C per accedere al pozzo D; quindi si entra in un’anticamera a pilastri E. Da qui, con un netto cambio di direzione, si va verso il sarcofago F. La forma del cartiglio che racchiude il nome del re è ellittica con quattro piccoli annessi (H,G,I,J)

Le pareti sono decorate con figure accennate dal tratto rapido e sommario. I geroglifici sono corsivi come stesi su un grandissimo papiro. Le scene alludono al viaggio del Sole nel mondo dei morti (Libro dell’Amduat)

03 antichi egizi - pianta Tomba di Thutmose III
Viaggio del sole nel mondo dei morti – il dio Atum con un serpente alato
04 antichi egizi - Tomba di Thutmose III
Viaggio del sole nel mondo dei morti – Il sovrano con lo scettro e mazza – il sovrano allattato dalla dea Isi.
05 antichi egizi - Tomba di Thutmose III
Viaggio del sole nel mondo dei morti – La quarta ora della notte con la barca solare che discende alla caverna di Sokari.



Tomba di Amenofi II (KV35)

I dati della tomba:

  • Località: Valle dei re

  • Sigla della tomba: KV35

  • Titolare della tomba: Amenhotep II

  • Dinastia: XVIII

  • Periodo: 1425 – 1401

  • Lunghezza: Intorno ai 60 metri

  • Note sul sarcofago: in arenaria rossa
  • Data della scoperta: 09/03/1898
  • Note sullo scopritore: Victor Loret
Tomba di Amenofi II (KV35)
Nella foto sopra: Il re davanti alla dea Hathor che gli offra il segno della vita.

Questa tomba è più o meno uguale a quella di Thutmose III (KV34). Si presenta con un corridoio, una sala a pilastri che, con un cambio di direzione a 90 gradi porta alla camera del sarcofago, di forma rettangolare a sei pilastri, l’unica con decorazioni. Nei pilastri sono rappresentati i dipinti con le figure del faraone accolto da alcune divinità. In questa tomba sono state rinvenute nove mummie regali e trasferite al Museo del Cairo. Nell’antichità la tomba è stata più volte depredata.

/07 antichi egizi - Tomba di Amenofi
Nella foto a sinistra: La sala del sarcofago con le scene del libro dell’Amduat.



Tomba di Horemhab  (KV57)

Horemhab  (KV57)

I dati della tomba in esame:

  • Località: Valle dei re

  • Sigla della tomba: KV57

  • Titolare della tomba: Horemhb

  • Dinastia: XVIII

  • Periodo: 1323 a. C. – 1295 a. C.

  • Lunghezza: Intorno ai 115 metri.

  • Note sul sarcofago: –

  • Data della scoperta: 1870 (Auguste Mariette) – 22/02/1908 (Ayrton).

  • Note sullo scopritore: Edward R. Ayrton

Tomba di Horemhab  (KV57)
  Foto sopra: Il faraone è raffigurato di fronte a varie divinità 

Mariette, nel 1870, scoprì la tomba di Horemhab e descrisse  due tamburi di colonne  e due stipiti (i tamburi sono custoditi al Museo del Cairo, mentre gli stipiti non sono più stati trovati). I lavori degli scavi furono interrotti e sabbia e detriti ricoprirono la tomba. Intorno alla fine del secolo la trovarono i vandali che trafugarono bassorilievi parietali e altri opere in frammenti che attualmente si trovano nei disparati musei del mondo. Nel 1908 venne scoperta in grande da Ayrton.

Cinque lastre parietali con bellissimi bassorilievi si trovano custoditi al Museo Civico di Bologna. La tomba ha una grande struttura con una sovrastruttura di 20 x 60 m. Prima di un cortile, un pilone permette l’accesso ad un altro cortile a peristilio, dopodiché ad una sala chiamata “sala delle statue”, infine si accede ad un altro cortile a peristilio che porta su tre cappelle. Due pozzi portano al sotterraneo dove ci sono due appartamenti funerari. La scoperta della tomba di Horemhab è di grande rilievo storico ed artistico. La tecnica con la quale sono stati realizzati i bassorilievi mette in evidenza un compromesso tra il realismo del periodo armaniana e la raffinata arte del periodo di Amenofi III. La tomba presenta un diversificazione importante rispetto alle precedenti: non avviene il cambio di direzione a 90 gradi, il corridoio non è rettilineo. La decorazione  non è completa ma le parti raffigurate  presentano un bassorilievo con una bellissima policromia. Il faraone è raffigurato di fronte a varie divinità

Il faraone Horemhab successe a Ay. Iniziò la sua carriera come generale nel periodo di Amenofi IV. Fece costruire la sua tomba a Saqqara. Salì al trono dopo la morte di Ay e sposò Mutnegemet, una donna di sangue regale. Restaurò radicalmente politica e religione, scosse dalle eresie amarniane.

25 antichi egizi - tomba di Horemhab
Il re mentre offre due vasi globulari alle divinità. Nella stessa foto in basso si possono notare i particolari delle figure di Isi e di Osiri.

Tomba di Tutankhamen (KV62)

Tutankhamen (KV62)

I dati della tomba in esame:

  • Località: Valle dei re

  • Sigla della tomba: KV62

  • Titolare della tomba: Tutankhamen

  • Dinastia: XVIII

  • Periodo: 1336 a. C. – 1327

  • Lunghezza: Intorno ai 40 metri.

  • Note sul sarcofago: Del tipo multiplo. Iniziando da quello più vicino al corpo di Tutankhamen: oro massiccio, legno dorato, legno dorato, granito, tre cappelle in materiale ligneo con rivestimenti in oro.

  • Data della scoperta: 1922.

  • Note sullo scopritore: Howard Carter.

Tomba di Tutankhamen (KV62): il sarcofago
Nella foto sopra, il sarcofago
La scoperta della tomba, nel 1928, suscitò nel mondo intero un forte entusiasmo per i meravigliosi tesori che vi erano custoditi. La tomba è piccola e la sua pianta è anomala rispetto alle altre. Consta di una scalinata all’ingresso, un corridoio A, un’anticamera B, che a settentrione porta alla sala del sarcofago C, che comunica con la camera dei canopi D, ovvero la stanza del tesoro. Dall’anticamera, ad est, si entra in una piccola stanza E (ripostiglio). Nonostante i sigilli e le murature alle porte d’ingresso, a quelle che accedono all’anticamera, alla camera del sarcofago ed all’annesso, agli archeologi apparve evidente che la tomba fu violata per ben due volte, presumibilmente a poco tempo dalla sepoltura: la tomba era stata richiusa con fretta lasciando tutto in completo disordine. Tuttavia i ladri per la fretta lasciarono la maggior parte dei preziosi oggetti che costituiscono una delle più belle raccolte a livello mondiale, uno dei fiori all’occhiello del Museo del Cairo. La decorazione interna mette in evidenza la rapidità con cui è stata realizzata: soltanto la stanza del faraone, infatti,  è decorata da disegni e tra le rappresentazioni che la ricoprono, soltanto la parete ovest si riferisce ai famosi cicli dei testi funerari regali.
08 antichi egizi - pianta Tomba di Tutankhamen
La pianta
09 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Particolare della decorazione con la barca solare ed i babbuini che alludono alla prima ora del libro dell’Amduat
10 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Il successore di Tutankhamen mentre compie sulla mummia, raffigurata come Osiri, il rito dell’apertura della bocca
11 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Statua di legno a grandezza naturale (a sinistra), la dea Nefti (in alto) e la dea Isi (in basso).
12 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
La dea Nefti che offre il segno della vita al faraone (Museo Egizio del Cairo)
13 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Due usciabti (statuette)
14 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Particolare del sarcofago interno di oro massiccio con incrostazioni di pietre e paste vitree.
15 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Particolare della spalliera del trono. Il giovane faraone è raffigurato seduto sul trono e la regina gli porge gli unguenti che sono dentro una coppa nella mano sinistra.
16 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Il flabello. (Museo Egizio del Cairo)
16 antichi egizi - Tomba di Tutankhamen
Cofano di Tutankhamen, cm. 61 x 43, altezza 44
21 antichi egizi - cofano di Tutankhamen

Particolare della decorazione del cofano di Tutankhamen.


Periodi nella storia dell’Arte classica greca: 480-330

Introduzione all’arte della pittura classica greca: I periodi intorno al 480 e 470 a. C. vedono per ben due volte la distruzione completa di Atene da parte dell’esercito persiano .….

Correnti tradizionali nell’arte vascolare: Nel periodo 480-450 a.C., anche da parte di grandi pittori, si continua praticamente a seguire le tradizioni arcaiche, talvolta con piccole integrazioni o modifiche quasi impercettibili.

Una ripercussione della grande pittura: Nel campo vascolare, alcune forme di figure, con o senza colore (generalmente rosso), potrebbero darci un’idea ….

La vetta più alta dello stile  classico (450-420): A causa dei limitati spazi offerti dalle varie forme dei vasi e delle stringenti richieste …..

Verso la pittura in policromia nel vaso (intorno al 430): Già dalla seconda metà del V secolo a. C. i pittori fanno alcuni timidi tentativi per portare la tecnica …..

La pittura in policromia nel vaso (430-420): Siamo ancora intorno al 430 a.C. e le tematiche funerarie fanno il loro ingresso nell’arte della ceramica attica ……..

Nasce l’Espressionismo (420-380): Nel periodo tra il 420 ed il 400 a. C. la pittura classica dell’arte vascolare è soggetta a grandi cambiamenti …

Ripercussioni della grande pittura nell’arte vascolare attica: La gigantomachia realizzata dal laboratorio del “Pittore di Pronomo” che ci arriva in un frammento di cratere….

Entra il naturalismo nell’arte  della ceramica attica: dai tentativi di riportare nell’arte vascolare gli elementi caratterizzanti la grande pittura, si passò a vere e proprie ….

Lo stile fiorito attico nell’arte vascolare: Lo stamno del Pittore di Dinos con la danza delle baccanti che circondano l’idolo di Dionisio …

Lo stile fiorito attico nell’arte vascolare (parte 2): Nonostante la prevalente mancanza di espressività, le opere del Pittore di Midia testimoniano una profonda evoluzione

Il vascolare classico in Italia: subito a ridosso del periodo arcaico, l’arte vascolare della nostra penisola conosce una considerevole pausa ….

Frammentiarte: la storia dell’arte presentata in frammenti


Gli eventi più significativi nelle civiltà greche ed italiche

Pagine correlate: Roma, dai re alla Repubblica – Roma imperiale.

Civiltà greca

Civiltà italica

1050-900 a. C: Ha origine la produzione della ceramica con decorazione realizzata a cerchi di compasso (linguaggio del protogeometrico.

900-800 a. C: Continua per molto tempo la penetrazione dei Dori in Grecia: dall’insediamento di Lacedemone avrà origine Sparta.

776 a. C: Vengono inaugurati i giochi olimpici e celebrati in onore di Zeus.

730-700 a. C.: Vengono fondate per la prima volte le colonie greche dell’Italia del sud.

624 a. C.: Nasce Talete nella città di Mileto. Talete è colui che dà l’avvio al pensiero filosofico ellenico.

600 a. C.: Si sa per certo che l’Iliade e l’Odissea è già conosciuta in tutto il mondo ellenico, ed oltre.

510-507 a. C: Nasce la democrazia ad  Atene; una costituzione voluta da Clistene.

472 a. C.: Eschilo scrive “I Persiani”, una tragedia a sfondo storico, l’unica a giungere ai nostri tempi.

460 – 429 a. C.: La democrazia ad Atene raggiunge il più alto splendore; è il periodo di Pericle.

447- 438 a. C:  Viene innalzato il Partenone. La grande opera che sfiderà i secoli è dell’architetto Ictino.

431 a. C.: Scoppia la guerra del Peloponneso che durerà trent’anni e collasserà la potenza ateniese.

399 a. C.: Socrate subisce un processo e viene condannato a morte.

387 a. C.: Nasce ad Atene l’Accademia platonica.

351 a. C.: Demostene scrive la prima Filippica, un accorato appello alla solidarietà di tutti gli Stati greci per contrastare il pericolo che arriva dalla Macedonia.

338 a. C.: Con la battaglia di Cheronea ha inizio il dominio macedone sulla Grecia.

336 a. C.: Alessandro Magno diventa re della Macedonia.

290 a. C.: Nasce la famosa biblioteca di Alessandria, la prima e la più fornita del mondo antico.

168 a. C.: Con la disfatta di di Pidna, la Macedonia diventa una provincia di Roma.

150 a. C.: Viene scolpita la famosa Venere reperita a Milo.

86 a.C.: Silla, che guida l’esercito romano, occupa e saccheggia Atene.

27 a.C.: Nasce la provincia di Acaia

Arte greca

Grecia: Si sviluppa e si diffonde fra il 1050 e il 900 a.C. lo stile protogeometrico: i lavori in ceramica vengono  decorati con motivi eseguiti a cerchi di compasso e, più tardi, con segmenti obliqui, a triangoli, e meandri.

Ariston (attivo intorno al 550-540 a. C.): È uno scultore ed è considerato il più alto esponente della scuola di Paro.

Paestum: Le opere che integrano gli ornamenti della tomba del Tuffatore, contemporanee alle pitture di Polignoto, testimoniano l’alto tenore di vita che l’aristocrazia ha nella Magna Grecia.

Isola di Ischia: Nel 720 a. C. a Pitecusa, città della Magna Grecia, per la prima volta, un vasaio firma un cratere decorato con stile geometrico.

Mirone (ca. 480 – ca. 420): È uno scultore di Eleutere, Beozia. Appartiene allo stile severo e, con le sue opere ricche di dinamismo  contrasta i fermi volumi di Calamide.

Policleto (ca. 480 – ca. 420): È uno scultore di Argo. Discepolo di Agelada, porta in pratica nella sua produzione le continue ricerche sui contrasti delle forze e sull’armonia della proporzione, da lui teorizzate nel famoso Canone.

Prassitele (395-326 a-C.): È  il più grande esponente della scultura appartenente allo Stile Bello. Vive ed è attivo nella città di Atene, realizzando opere di altissima eleganza e perfezione. Le sue sculture raggiungono la bellezza ideale.

Atene:La carica di vitalità del cavallo in bronzo in dinamico atteggiamento di galoppo, sormontato dal suo cavaliere, è un chiaro esempio del concetto di “barocco” ellenistico.

Apelle (ca. 375 – ca. 305): Famoso pittore di Colofone: la sua formazione artistica si compie a Efeso e Sicione, è considerato dalla critica fra i più grandi pittori dell’antichità, purtroppo a noi noto soltanto per le ceramiche e copie.

Pergamo: II donario di Attalo I (241-197 a.C.), che celebra il trionfo sui Galati, venne decorato da numerosi artisti, fra i quali Epigono. Grande esponente e caposcuola della scultura pergamea, dispone i suoi Galli sconfitti (235 a.C.) con una concezione virtuosistica e spettacolare dello spazio.

Scopa (ca. 395-325): È  architetto e scultore, attivo prevalentemente nella Grecia continentale, Asia Minore e Peloponneso. La sua attenzione si rivolge soprattutto alla ricerca espressiva, impiegando un nuovo, intenso e ricco linguaggio di pathos.

Lisippo (370 a. C.): È uno scultore di Sicione.  È favorito da Alessandro Magno e crea un nuovo canone che sostituisce quello di Policleto e che si basa prevalentemente sull’opposizione delle parti, conferendo ai suoi bronzi una eccezionale carica elasticità e di tensione.

Samotracia: La celebre scultura di Nike, realizzata a Rodi ma reperita nell’isola del Mar Tracio, con la sua vigorosa dinamicità e l’eccezionale virtuosismo della tecnica nella resa dell’indumento, è una delle creazioni più importanti e significative dell’età ellenistica. Nella seconda metà dell’Ottocento e per buona parte del Novecento è stata accreditata da un vastissimo pubblico come l’opera più emblematica dell’arte della tarda epoca greca.

Lefcadia:

Le opere decorative della tomba di Lisene e Callide, rappresentanti nelle lunette le armi dei fratelli caduti nel 197 a.C., esaltano in maniera illusionistica lo spazio esistente nella stanza, relativamente al tipico linguaggio del “barocco” ellenistico.

1000-800 a. C.: Si va affermando nella regione della Puglia lo stile protogeometrico japigio.

850 a. C.: La Sardegna con la civiltà nuragica raggiunge il suo più alto splendore.

753 a. C.:La tradizione letteraria ci tramanda che Romolo fonda sul Palatino la città eterna: Roma.

600 a. C.: La popolazione lucana esce dalla Basilicata spingendosi verso le città della costa.

540 a. C.: La vittoria degli Etruschi sui Focei corsi segna l’avvio della loro affermazione in tutto il bacino del Mediterraneo occidentale.

509 a. C.: Inizia a Roma il periodo della Repubblica. Viene cacciato Tarquinio il Superbo

474 a.C.: In seguito alla battaglia di Cuma, inizia per Siracusa un periodo di predominio, che provoca la crisi delle città che si affacciano al Tirreno.

450-404 a.C.: l’importazione di produzioni artistiche greche, in prevalenza ceramiche, fa rifiorire l’arte nelle città di Arezzo e Chiusi.

400 a.C.: I Lucani conquistano Posidonia (Paestum).

396 a. C.: Marco Furio Camillo distrugge Veio; si determina così la sottomissione romana degli Etruschi.

312 a. C: Nasce la Via Appia.

290 a. C.: La terza guerra sannitica finisce con il trionfo dei Romani.

212 a. C.: Siracusa viene sottomessa al dominio romano.

133 a. C.: La pittrice ritrattista laia di Cizico viene in Italia, dove diventa famosa per la sua caratteristica attività artistica.

106 a. C.: Nasce Cicerone, grande oratore, grande uomo politico e grande filosofo.

100 -31 a.C. Nella tarda Repubblica di Roma il controllo del Mediterraneo è assoluto e porta un enorme ricchezza.

106 -48 a. C. Pompeo rivendica una forte somiglianza con il grande Alessandro. Inizia un’epoca in cui l’arte richiama ed emula gli avi.

90-80 a. C.: Fiorisce nell’epoca di Silla la commedia popolare che prende il nome di atellana.

89 a. C.: Il grande scultore Pasitele, proveniente dalla Magna Grecia e famoso per la composizione di un catalogo comprendente cinque volumi dedicato alle più belle sculture mai eseguite, viene accettato come cittadino romano.

55 a. C. Viene innalzato il complesso monumentale di Pompeo

44 a. C.: Giulio Cesare in un complotto viene assassinato

 Villanova: Si sviluppa nelle vicinanze di Bologna, ma con insediamenti che si diffondono anche fra il Po ed il Sele, la più prestigiosa civiltà del ferro in Italia. Di enormi proporzioni è la creazione di vasi dall’impasto con base scura, dalla forma in prevalenza biconica e decorati con graffiti.

Este: In uno dei più importanti centri nevralgici venetici di creazioni di situle, compaiono per la prima volta, nella Situla Benvenuti tematiche che richiamano ai poemi omerici (ca. 600 a.C.).

Italia meridionale: Intorno la fine del VI secolo a.C., e a partire da questa data, si diffonde, soprattutto nelle zone interne, la maniera di copertura in terracotta, proveniente dalla tradizione ellenica: antefisse e sime sono configurate ed integrate con un abbondante materiale votivo (ceroplastica). Le modalità creative messe a punto in queste zone vengono ampiamente diffuse in altri territori: le influenze cumane si propagano in breve tempo nei principali centri nevralgici come Capua, Minturno, Teano, e Satrico, raggiungendo immancabilmente Caere (Cerveteri) e Roma.

Gargano: Intorno al VII-VI secolo a.C. ha origine nella zona la produzione delle stele, su committenza dei dinasti dauni, per commemorare i loro defunti. Monumentali figure squadrate e ben configurate, prevalentemente femminili, dai volti affusolati e stretti, sono tagliate e rifilate in rettangoli sulle lastre, quindi decorate da morbidi bassorilievi.

Roma: Coincide con l’inizio dell’età della Repubblica (509 a.C.), l’avvio di una creazione statuaria di culto e votiva in materiale bronzeo, come la famosissima Lupa Capitolina, che richiama alle gloriosa fondazione della città eterna.

Roma: Dopo la conquista di Siracusa, avvenuta nel 212 a.C., inizia un nuovo approccio con l’arte ellenica:

un enorme numero di opere sono trasferite a Roma, dove perdono la loro identità originaria, cioè vengono decontestualizzate ed impiegate come fonti. L’uso delle creazioni greche, di epoche distanti le une dalle altre, devono adattarsi a nuovi contenuti, facilitando la nascita e lo sviluppo di un nuovo e caratteristico linguaggio. Frequenti, nel corso del II secolo a. C., sono le committenze romane presso scultori ellenistici.

Roma: A Roma nella produzione di statue votive ricorre spesso la figura di Lavinia, la sposa di Enea e figlia del re Latino. La città ha, in suo onore, lo stesso nome, Lavinio, ed è un luogo sacro alle origini dell’Urbe.

Palestrina: Fra i secoli II e I a.C. fu innalzato a Praeneste un santuario scenografico dedicato alla Fortuna Primigenia. Nel tempio di Iside, costruito nello stesso periodo, fu ritrovato il famoso mosaico che raffigura il paesaggio presso il Nilo.

Tarquinia: La scuola di Pittura degli etruschi risente molto gli influssi della tradizione classica greca (321 -301 a.C.), ma analizzandola sotto l’aspetto del contenuto e dell’iconografia, presenta tematiche assai legate ai loro usi, costumi ed episodi celebrativi, come il trionfo delle Amazzoni sui Greci, emblema di un intemerato confronto verso le colonie elleniche.

Volterra: Tipiche della creazione etrusca sono le piccole sculture votive raffiguranti immagini umane fortemente stilizzate, in anticipo di due millenni sull’o­pera del nostro Giacometti.

Roma: Il ciclo di affreschi che proviene dall’Esquilino è una delle opere più rilevanti della pittura romana a tematica paesistica; minute silhouette dal colore rosso-bruno sono disposte in scenari naturalistici assai suggestivi.

Roma: L’architettura romana configurata per il culto è influenzata dall’edilizia etrusca, come la suddivisione in tre celle del Tempio di Giove Capitolino e l’uso di un podio sempre alto. Nel Tempio di Portuno molti elementi richiamano l’arte greca, come l’ordine ionico, l’adattamento alle tipiche concezioni romane: le colonne vengono così incassate, quasi a farne parte integrante, nel muro della cella, per lasciare la parete in evidenza.