Odoardo Borrani

PITTORE ODOARDO BORRANI (1833-1905)

Pagine correlate: Pittori macchiaioli – Pittura macchiaiola – Il Realismo italiano.

Odoardo Borrani: Marina di Castiglioncello, cm. 18 x 26,5, Collezione privata, Livorno
Odoardo Borrani: Marina di Castiglioncello, cm. 18 x 26,5, Collezione privata, Livorno

Pisano di nascita (22 agosto 1833), Odoardo Borrani compie la sua prima formazione artistica nella bottega di restauro di opere d’arte di Gaetano Bianchi, e lo aiuta nel restauro dei Chiostri in Santa Croce e del Chiostro Verde.

Frequenta con grande impegno l’Accademia che, per il suo particolare attaccamento, gli riconosce un premio. In questo periodo conosce, sempre in ambito dell’Accademia e come studente, Giuseppe Bezzuoli, con il quale stringe amicizia.

Più tardi, nei frequenti incontri con Cabianca e Telemaco Signorini, è il primo a decidere di dipingere all’aria aperta nei dintorni di Firenze, lungo le coste di Castiglioncello e, insieme a Sernesi sugli Appennini Pistoiesi, raffigurando le struggenti vedute montuose di quelle zone.

Odoardo Borrani: Via San Leonardo, cm. 19 x 26, collezione privata, Milano.
Odoardo Borrani: Via San Leonardo, cm. 19 x 26, collezione privata, Milano.

Alle tematiche paesaggistiche, Odoardo alterna pitture a carattere storico, che gli fanno conquistare importanti riconoscimenti.

Oltre che con Telemaco Signorini, Cabianca e Sernesi, dipinge nelle varie zone della Toscana in compagnia di Silvestro Lega, con il quale ha l’infelice idea di aprire una Galleria d’Arte, che poi dovranno chiudere dopo numerosi insuccessi.

Nell’ultimo periodo della sua vita abbandona la pittura macchiaiola dedicandosi a raffigurazioni di genere. Muore il 14 settembre 1905 a Firenze.

Bibliografia:

  • “I Macchiaioli”, R. De Grada, Milano 1967.
  • “Realismo e verismo nella pittura italiana dell’Ottocento”, C. Maltese, Milano 1968.
  • “Odoardo Borrani”, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, a cura di Laura Casone, 2010, CC-BY-SA.

Adriano Cecioni

ADRIANO CECIONI (1836-1886)

Pagine correlate all’artista: Pittori macchiaioli – Pittura macchiaiola – Il Realismo italiano

Adriano Cecioni: Il Caffè Michelangelo, cm. 53,5 x 82, collezione privata, Milano
Adriano Cecioni: Il Caffè Michelangelo, cm. 53,5 x 82, collezione privata, Milano

Adriano Cecioni nasce il 26 luglio del 1836 a Fontebuona, una cittadina nei pressi di Firenze. Cecioni è, insieme a Diego Martelli e Telemaco Signorini, il teorico della tecnica macchiaiola.

La sua prima formazione artistica avviene soprattutto nel campo della scultura, a Firenze, con Aristodemo Costoli.

Nel 1859 si arruola nell’esercito come volontario e partecipa con una sua opera, al concorso per la realizzazione di un monumento a Carlo Alberto, senza però ottenere alcun successo. Frequenta il Caffè Michelangelo e la sua cultura si evidenzia con forza nel gruppo dei macchiaioli.

Riesce a portare influssi macchiaioli anche nelle zone del napoletano avendo rapporti artistici con Filippo e Giuseppe Palizzi, il Possano, Giuseppe De Nittis, il de Gregorio ed Antonio Leto della “Scuola Naturalistica di Resina”.

Adriano Cecioni: Ritratto della moglie, Galleria d’Arte Moderna, Firenze
Adriano Cecioni: Ritratto della moglie, Galleria d’Arte Moderna, Firenze

Oltre che pittore, scultore e teorico della nuova tecnica, Adriano è un valido critico d’arte e, dopo il 1867, quando ritorna a Firenze, scrive una raccolta di “note critiche” che attestano il movimento dei macchiaioli.

Nel 1870, proprio nel periodo in cui sta scoppiando la guerra, si reca a Parigi, dove troverà un ambiente a lui avverso.

Dopo questa triste esperienza, ritorna a Firenze dove morirà il 23 maggio del 1886, poco dopo l’assegnazione della Cattedra di disegno al Magistero del capoluogo toscano.

Bibliografia:

“The Dictionary of Art”, 6, pp. 129–130, Jane Turner, Grove, New York, 1996.


Vito d’Ancona

VITO D’ANCONA (1825-1884)

Pagine correlate: Pittori macchiaioli – Pittura macchiaiola – Il Realismo italiano.

Vito d'Ancona: Nudo, 26,5 x 41, Galleria d’Arte Moderna, Milano
Vito d’Ancona: Nudo, 26,5 x 41, Galleria d’Arte Moderna, Milano

Vito D’Ancona nasce a Pesaro il 12/08/1825 e, sin da piccolo, i suoi familiari riconoscono in lui la vena artistica.

Ben presto Vito si reca a Firenze per studiare all’Accademia, dove insegna Giuseppe Bezzuoli. Qui conosce il suo compagno di studi Telemaco Signorini, con il quale intraprenderà alcuni viaggi, tra cui un soggiorno a Venezia.

Nella città lagunare, Signorini preferisce dipingere le bellezze veneziane all’aria aperta, mentre d’Ancona gira per i musei copiando le opere dei grandi pittori veneti che ritiene più istruttivi.

Vito d'Ancona: La signora in bianco, cm 27 x 19,5, Galleria d’Arte Moderna, Milano
Vito d’Ancona: La signora in bianco, cm 27 x 19,5, Galleria d’Arte Moderna, Milano

Negli anni che seguono si sente sempre più affrancato dalle teorie macchiaiole e nel 1870, si stacca completamente da esse.

Viaggia molto, spingendosi in Francia per un lungo soggiorno, ed in Inghilterra, dove rimarranno sconosciute molte sue opere.

Le tematiche delle sue pitture sono prevalentemente scene di interni.

D’Ancona, fra i macchiaioli, è quello che ha nella pittura un gusto europeizzante più deciso e, tra l’altro, una più vasta cultura letteraria.  Muore il 9 gennaio del 1884.

Bibliografia:

E. Somaré, in “L’esame”, agosto 1925.

T. Signorini, in “Fieramosca”, 17-1-1884.

N. Tarchiani, nell’ “Enciclopedia Treccani”, 1931, XII.

E. Cecchi, in “Frontespizio”, aprile 1940.

“Caffè Michelangelo”, P. Bargellini, Firenze, 1944.

“The Macchiaioli: tuscan painters of the sunlight”, E. Steingräber, G. Matteucci, Stair Sainty Matthiesen Gallery, New York, 1984.

“The Macchiaioli. Italian Painters of the Nineteenth Century”, N. Broude, Yale University Press, New York 1987 e Londra 1987.

“Il secondo ‘800 italiano”, P. Stivani, Milano, 1988.

“Lezioni americane”, Italo Calvino, Mondadori, Milano, 2000.

“I Macchiaioli: la storia, gli artisti, le opere”, Silvestra Bietoletti, Giunti, Firenze, 2001.

“Vito D’Ancona, La pittura Storica”, a cura di Tiziano Panconi, Pacini editore, Pisa, 2000.

“L’Ottocento italiano: la storia, gli artisti, le opere”, Silvestra Bietoletti, Michele Dantini, Firenze, Giunti, 2002.

“Storia dell’Arte”, Einaudi.

Catalogo dell’esposizione: “Giuseppe Abbati (1836 – 1868). I macchiaioli a Castiglioncello”, Torino, 2001.

“Impressionismo Italiano” Mazzotta, Milano, 2002.

“I Macchiaioli, il Nuovo dopo la Macchia, origini e affermazione del Naturalismo toscano”, Tiziano Panconi, Pacini editore, 2009.


Pittore Eugenio Cecconi

EUGENIO CECCONI (1842-1903)

Pagine correlate: Pittori macchiaioli –  Pittura macchiaiola – Il Realismo italiano.

Eugenio Cecconi: Fattori che dipinge, 13,5 x 23,5, Collezione privata, Livorno
Eugenio Cecconi: Fattori che dipinge, 13,5 x 23,5, Collezione privata, Livorno

Eugenio Cecconi nasce nel settembre del 1842 a Livorno.

Non viene avviato subito alla carriera artistica e, dopo i normali studi formativi, si iscrive  all’Università laureandosi in legge.

In seguito si accorge che le sue qualità artistiche possono fargli raggiungere il successo, quindi si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, dove insegna il Pollastrini.

Eugenio Cecconi: Nebbia, Galleria d’Arte, Firenze
Eugenio Cecconi: Nebbia, Galleria d’Arte, Firenze

Eugenio inserisce nelle sue opere le tematiche della caccia, che è sempre stata la sua grande passione. Queste danno ai suoi dipinti quella caratteristica per cui egli diventerà famoso: paesaggi agresti, vaste distese della Maremma con in primo piano nitide figure di cani, in atteggiamenti colmi di dinamicità.

Ottiene il suo primo successo alla “Mostra Fiorentina” del 1880, ma l’opera che lo renderà famoso sarà “Le cenciaiole” (attualmente custodita nel Museo Civico di Livorno) per le sue spiccate caratteristiche “macchiaiole”.

Morirà il 19/12/1903 a Firenze.

Bibliografia:

“I macchiaioli”, Raffaele De Grada, Milano, Fratelli Fabbri editore, 1967.


Vincenzo Cabianca

Pittore VINCENZO CABIANCA (1827-1902)

Pagine correlate: Pittori macchiaioli – Pittura macchiaiola – Il Realismo italiano.

Vincenzo Cabianca: La partenza della paranza, collezione privata, Milano
Vincenzo Cabianca: La partenza della paranza, collezione privata, Milano

Vincenzo Cabianca nasce a Verona il 21 giugno 1827 e, la sua prima formazione artistica avviene in quella città, dove dopo i normali studi, si iscrive all’Accademia Cignaroli.

In seguito frequenta l’accademia Belle Arti di Venezia. A ventitré anni si stabilisce a Firenze come profugo politico, dove inizia a frequentare parte del gruppo dei macchiaioli, facendo amicizia con Odoardo Borrani e Telemaco Signorini, incontrandosi spesso al “Caffè d’onore”.

Cabianca raffigura il primo dipinto con tutte le caratteristiche “macchiaiole”: un maiale ricco di una scurissima gamma di colori in un supporto murale bianco. Quest’opera colpisce molto Giovanni Fattori che spesso ne parla durante i suoi incontri artistico-culturali.

Cabianca è anche il più convinto sostenitore della nuova e rivoluzionaria tecnica che ravviva colore e luminosità.

Vincenzo Cabianca: Il ritorno dai campi, cm. 75 x 151, collezione privata
Vincenzo Cabianca: Il ritorno dai campi, cm. 75 x 151, collezione privata

Si sposta spesso per brevi soggiorni insieme al Signorini, poi, dopo essersi sposato e stabilito definitivamente a Roma, continua a muoversi frequentemente nelle zone laziali, spingendosi talvolta fino alle coste del napoletano e della Toscana.

Nell’ultimo periodo della sua vita, pur mantenendo nella pittura i principi macchiaioli, dedica gran parte del suo tempo all’acquerello, con tematiche raffiguranti luminosi giardini conventuali e muri.

Queste opere ricche di vivi contrasti cromatici, hanno un gradevole effetto e colpiscono soprattutto gli appassionati inglesi, che vedono in essi, lo stesso talento di  Richard Parker Bonington.

Muore il 21 marzo 1902 a Roma.

Bibliografia:

“Dizionario Enciclopedico dei Pittori e degli Incisori Italiani dall’XI al XX secolo”, Bolaffi, Torino 1972.

“Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei”, A.M.Comanducci, Milano 1970.


Opere di Otto Dix

Opere di Otto Dix (Gera, 2 dicembre 1891 – Singen, 25 luglio 1969)

Alcuni dipinti di Otto dix

Le opere di Otto Dix sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Notte in città
Notte in città, anno 1913, olio su carta incollata su cartone, 70 x 52 cm., Collezione privata, Roma.
Ragazza e morte
Ragazza e morte, anno 1919, olio su cartone, 68 x 48 cm., Collezione privata, Milano.
Testa d'uomo
Testa d’uomo, anno 1919, olio su tela, 60 x 50 cm., Galerie der Stadt Stuttgart, Stoccarda.
Autoritratto
Autoritratto
Autoritratto
Autoritratto
Paesaggio di devastazione bellica
Paesaggio di devastazione bellica,  1836
Il pasto nelle trincee
Il pasto nelle trincee, 1924/24
Trionfo della morte
Trionfo della morte,  1934, tecnica mista su legno, 180 x 178 c.
I sette peccati capitali
I sette peccati capitali,  1833, tecnica mista su legno, 179 x 120 cm.
Trittico della guerra
Trittico della guerra (come si presenta), 1929-32
Trittico della guerra - pannello sinistro
Il Trittico della guerra – pannello sinistro
Trittico della guerra - pannello alto centrale
Trittico della guerra – pannello alto centrale
Trittico della guerra - pannello basso centrale
Il Trittico della guerra – pannello basso centrale
Trittico della guerra - pannello destro
Trittico della guerra – pannello destro

Opere di George Grosz

Le opere di George Grosz (Berlino, 26 luglio 1893 – Berlino, 6 luglio 1959)

I dipinti

Le opere di George Grosz qui raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Il ricercato
Il ricercato
scena di strada
Scena di strada, anno 1916, inchiostro, 31 x 20 cm., Fondazione Antonio Mazzotta, Milano.
lo sfruttatore di ragazze
Lo sfruttatore di ragazze, anno 1918, Acquerello e inchiostro, 31,7 x 23,8 cm., Hessisches Landesmuseum, Darmstad.
Whisky
Whisky, anno 1918, Acquerello e inchiostro, 58,4 x 33,6, cm., Wilhelm-Hack-Museum, Ludwigshafen am Rhein.
Fine della strada
Fine della strada, anno 1913
L'eroe
L’eroe, anno 1914
Caféhaus
Caféhaus, anno 1915
L'aggressione
L’aggressione, anno 1915
Cafè
Cafè, anno 1915
La città
La città, anno 1916
Lovesick
Lovesick, anno 1916
L'esplosione
L’esplosione, anno 1917
A Oskar Paniza
A Oskar Paniza, anno 1917
Germania, favola d'inverno
Germania, favola d’inverno, anno 1917
Assassino sessuale
Assassino sessuale, anno 1918
Schiavista bianco
Schiavista bianco, anno 1918
Dallas
Dallas, 1953
Il naso
Il naso
Hitler all'inferno
Hitler all’inferno, anno 1944
Autoritratto con Akt
Autoritratto con Akt, 1937
Il sopravvissuto
Il sopravvissuto, anno 1944
Beauty thee will I praise
Beauty thee will I praise, anno 1919

Opere di Ludwig Meidner

Opere di Ludwig Meidner (Bernstadt, Slesia, 18 aprile 1884 – Darmstadt, 14 maggio 1966)

Le opere  di Ludwig Meidner qui raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico.

Apocalyptic Landscape
Apokalyptische Landschaft, anno 1913, olio su tela, 67.3 x 80 cm, (retro of Landschaft), Formerly in the Marvin & Janet Fishman Collection, Milwaukee.
Brennende Stadt (Burning city)
Brennende Stadt (Burning city) (Città che brucia), anno 1912-13, olio su tela, 68.5 x 80.5cm., The Saint Louis Art Museum, bequest of Morton D. May. (recto della tela sotto raffigurata)
the burning city
Brennende Stadt (Burning city) (Città che brucia), anno 1912-13, olio su tela, 68.5 x 80.5cm., The Saint Louis Art Museum, bequest of Morton D. May. (retro della tela sopra raffigurata)
The corner hause (L'angolo della casa)
The corner hause (L’angolo della casa).
La fabbrica incendiata
La fabbrica incendiata, anno 1912, olio su tela, 46 x 50 cm. Tel Aviv, Museum of Art, Tel Aviv.
Strada in costruzione a Berlino-Wilmersodorf
Strada in costruzione a Berlino-Wilmersodorf, anno 1911, olio su tela, 67 x 80 cm., Stiftung Stadtmuseum Berlin, Berlino.
La chiesa del buon pastore in piazza Friedrich-Wilhelm a Friedenau
La chiesa del buon pastore in piazza Friedrich-Wilhelm a Friedenau, anno 1913, Stiftung Stadtmuseum Berlin, Berlino
Apokalyptische Vision
Apokalyptische Vision (Apocalyptic Vision) (Visione apocalittica), anno 1912, olio su tela, 72.5 x 88.5 cm,. Leicestershire Museums and Art Galleries, Leicester.
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft (Apocalyptic Landscape)  (Paesaggio apocalittico), anno 1912, olio su tela, 94 x 109 cm., Collezione privata.
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft
Apokalyptische Landschaft (Apocalyptic Landscape) (Paesaggio apocalittico), anno 1913, olio su tela, 79 x 119 cm., Westfalisches Landesmuseum fur Kunst und Kulturgeschichte, Munster.

Opere di Lyonel Feininger

Opere di Lyonel Feininger (New York, 17 luglio 1871 – New York, 13 gennaio 1956)

Le opere di Lyonel Feininger qui raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Ponte II
Ponte II, anno 1914,15, olio su tela, 81,4 x 101 cm., Collezione privata, Courtesy Art Focus, Zurigo.
Ponte IV (Ponte a Weimar)
Ponte IV (Ponte a Weimar), anno 1918, olio su tela, 63 x 90 cm., Kirchner Museum Davos, Stiftung Baumgart Möller.
Tramonto nel villaggio
Tramonto nel villaggio, Acquerello ed inchiostro di china, 22,5 x 29,9, Collezione privata, Trento.
Umpferstedt II
Umpferstedt  II, anno 1916, inchiostro e carboncino, 30 x 24, Sprengel-Museum, Hannover.
Jesuiten III (Jesuits III)
Jesuiten III (Jesuits III), anno 1915, American Academy of Arts and Letters.
Benz VI
Benz VI, anno 1914, olio su tela, 100 x 125 cm.

Opere di Emil Nolde

Nolde, presso Burkhall, 7 agosto 1867 – Seebüll, 13 aprile 1956)

Amburgo, nave nel porto
Amburgo, nave nel porto, anno 1910, incisione, 43,4 x 52 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.

Pagine correlate: Cenni biografici sull’artista – Espressionismo – Pittori dell’Espressionismo – Esponenti autonomi dell’Espressionismo – Die Brücke e la grafica a stampa – Blaue Reiter – Fauvisti, Die Brücke e Astrattismo – Fine dell’Espressionismo – Impressionisti Post-Impressionisti Arte contemporanea

Alcuni dipinti di Emil Nolde

Le opere di Emil Nold qui raffigurate sono state inserite al solo scopo didattico e risultano a bassissima risoluzione.

Battello a vela e tre piccole navi a vapore
Battello a vela e tre piccole navi a vapore, anno 1910, incisione, 44,8 x 62,2 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.
Amburgo - porto interno
Amburgo – porto interno, anno 1910, 44,5 x 53,3 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.
Lago interno
Lago interno, anno 1910, tecnica a olio su tela, 69 x 89,5 cm., Kunsthalle zu Kiel, Kiel.
Quattro maschere
Quattro maschere, anno 1910, xilografia, 5,1 x 10,6 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Testa femminile
Testa femminile, anno 1912, xilografia, 39,5 x 33 cm., Kunsthalle Bremen, Kupferstichkabinett, Brema.
Profeta
Profeta, anno 1912, xilografia, 29,8/32,1 x 22,1/22,3 cm., Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett, Berlino.
Cavalli sulla spiaggia
Cavalli sulla spiaggia, anno 1911, tecnica a olio su tela, 73 x 88 cm., Sammlung Deutsche Bank, Francoforte.
La disputa
La disputa, anno 1913, litografia a colori, 74 x 54,5 cm., Collezione privata, Amburgo.
Giovane coppia
Giovane coppia, anno 1903, litografia a colori, 62 x 50,5 cm., Collezione privata, Amburgo.
Giovane danese
Giovane danese, anno 1913, litografia a colori, 68 x 57 cm., Kunsthalle, Stigtung Henri un Eske Nannen und Schenkung Otto de Loo, Emden.
Danzatrice
Danzatrice, anno 1913, litografia a colori, 53,5 x 68,8 cm., Collezione privata.
Possidenti siberiani
Possidenti siberiani, anno 1918, incisione, 30 x 25 cm., Brücke-Museum, Berlino.
Le monete del tributo
Le monete del tributo, anno 1915, olio su tela, 117 x 87 cm., Kunsthalle zu Kiel, Kiel.
Vento caldo
Vento caldo, anno 1915, tecnica a olio su tela, 72,5 x 89 cm., Museum am Ostwall, Dortmund.