Musei Gallerie e luoghi d’Arte di Trieste

Il Civico Museo Morpurgo si trova in via Imbriani n° 5 Trieste. Il numero telefonico è 040636969

L’Antiquarium si trova in via Donota Trieste. Il numero telefonico è 04043631 e 04043632

L’Antiquarium (altro Antiquarium) presso la Fraz. Borgo San Sergio, si trova in via Donaggio n° 1. . Il numero telefonico è 04043632

Il Civico Museo Castello di S. Giusto si trova in piazza della Cattedrale n° 3 Trieste. Il numero telefonico del Museo è 040313636 mentre quello del Castello 040309362.

Il Civico Museo Revoltella e la Galleria d’Arte Moderna (stesso Museo) si trovano in via A. Diaz n° 27 Trieste. Il numero telefonico è 040300938

Il Civico Museo di Arte Orientale presso il Palazzetto Leo si trova in via San Sebastiano n° 1 Trieste. Il numero telefonico del Museo è 0403220736 mentre quello della Direzione è 040310500.

La Donazione Sambo presso il Palazzo Galatti interno Sala Giunta si trova in piazza Vittorio Veneto n° 4 Trieste. Il numero telefonico è 04037981

Il Civico Museo del Mare si trova in via Campo Marzio n° 5 Trieste. Il numero telefonico è 040304987

Il Civico Museo di Storia d’Arte ed Orto Lapidario si trova in via della Cattedrale n° 15 Trieste. Il numero telefonico è 040308686 e 040310500.

Il Civico Museo Sartorio si trova in largo Papa Giovanni XXIII n° 1 Trieste. Il numero telefonico è 040301479 e 040310500

Il Museo Storico Castello Miramare si trova nel viale Miramare Trieste. Il numero telefonico è 0402247013.

La Galleria Nazionale d’Arte Antica si trova in piazza della Libertà n° 7 Trieste. Il numero telefonico è 04043631 e 04043632.

Il Lapidario Tergestino presso il Bastione Lalio Castello S. Giusto si trova in piazza della Cattedrale n° 3 Trieste. Il numero telefonico del Castello è 040309362 mentre quello della direzione Musei è 040310500.

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Musei, Collezioni, Pinacoteche e luoghi d’Arte di Venezia

Le Gallerie dell’Accademia,  al Dorsoduro 1050 (con opere di artisti dal Trecento al Settecento) Campo della Carità Venezia. Il numero telefonico delle gallerie è 0415222247 mentre quello della Sovrintendenza è 0415210577.

Il Museo Archeologico Nazionale si trova nella famosa piazza San Marco al n° 17 Venezia. Il numero telefonico è 0415225978

La Collezione Guggenheim si trova al Dorsoduro n° 701 Venezia. Il numero telefonico è 0415206288

La Galleria Palazzo Cini,  si trova al  Dorsoduro n°  864 Venezia. Il numero telefonico è 0415210755

Il Museo Fondazione Querini Stampalia presso il Castello  n° 5252 Venezia. Il numero telefonico è 0412711411

La Galleria Internaz. d’Arte Moderna Ca’ Pesaro S.ta Croce, n° 2076 Venezia. Il numero telefonico è 041721127

La Casa Goldoni  si trova al San Polo n° 2794 Venezia.

Il Museo Ca’ del Duca   si trova al San Marco n°  3051 Venezia.  Il numero telefonico è 041/5287903

La Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro presso Ca’ d’Oro Cannaregio n° 3932 Venezia.  Il numero telefonico è 0415222349 e 0415238790

Il Museo Correr,  si trova in piazza S. Marco parte  Ala Napoleonica,  Venezia

Il Museo del Settecento  “Ca’ Rezzonico”,  San Barnaba, Dorsoduro n° 3136, Venezia

Il Museo Istituto Ellenico presso San Giorgio dei Greci si trova al Castello n° 3412 Venezia. Il numero telefonico è 0415226581

Il Museo Palazzo Ducale si trova in  piazza San Marco, 1 Venezia

Il Museo della Scuola Grande di San Rocco si trova a Campo San Rocco n° 3052 Venezia. Il numero telefonico è 0415234864

Il Museo d’Arte Orientale si trova a Santa Croce n° 2076 Venezia. Il numero telefonico è 0415241173

Il Museo di Torcello,  presso l’Isola di Torcello Venezia. Il numero telefonico del Museo è 041730761 mentre quello dellassociazione e 0412702464.

Il Museo Palazzo Fortuny  si trova al San Beneto n° 3780 Venezia. Il numero telefonico è 0415200995

Il Museo Marciano presso la Basilica di San Marco in piazza San Marco Venezia. Il numero telefonico è 0415225205

Il Museo Diocesano di Arte Sacra,  (una volta Convento Santa Apollonia) si trova al Castello n° 4312 Venezia. Il numero telefonico è 0415229166

La Pinacoteca Manfrediniana al Dorsoduro n° 1 Venezia. Il numero telefonico è 0415225558

Il Museo Parrocchiale di San Pietro Martire,  presso l’isola di Murano Venezia. Il numero telefonico è 041739704.

La Pinacoteca ed il Museo S. Lazzaro degli Armeni– si trova all’Isola S. Lazzaro Venezia. Il numero telefonico è 0415260104

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Galleria degli Uffizi: descrizione, guida, artisti ed opere d’arte

Informazioni sulla Galleria degli Uffizi

(cosa vedere: guida, artisti e descrizione delle opere in essa conservate)

 Informazioni sul museo:
  • Galleria degli Uffizi (Piazzale degli Uffizi, 50122 Firenze, Italia).
  • Apertura: da martedì a domenica, ore 8,15-18,50.
  • Giorni di chiusura: Capodanno, 1° maggio, Natale e ogni lunedì.
  • Prenotazioni per la visita: telefonare al numero 055 294883.
  • Sito web: http://www.polomuseale.firenze.
  • Sito web: http://www.uffizi.firenze.it/

Cenni storici sulla Galleria

La Galleria degli Uffizi con sua preziosa raccolta di opere d’arte di inestimabile valore è considerata fra i più importanti musei del mondo.

L’edificio, voluto da Cosimo I dei Medici e progettato dal Vasari, fu costruito tra il 1560 ed il 1565 per ospitare gli Uffici (le principali magistrature di Firenze) e gli Archivi di Stato. Il suo corpo architettonico a forma di “U” è uno fra i più superbi esempi di architettura rinascimentale.

Ben presto vi furono trasferite le pregiate collezioni dei Medici e, nell’arco dei secoli, fu arricchito da lasciti, acquisti e scambi di ogni genere, tra cui è doveroso ricordare l’importante integro con una cospicua serie di opere a carattere religioso pervenuta tra il Settecento e l’Ottocento in seguito alle soppressioni di monasteri e conventi.

Suddivisi in sale, a seconda di stili e scuole succedutisi nel tempo, gli Uffizi espongono opere realizzate tra il XII ed il XVIII secolo fra cui alcune che costituiscono la migliore collezione in assoluto di opere rinascimentali. Nelle varie sale sono custoditi alcuni tra i più grandi capolavori dell’umanità realizzati da artisti come Cimabue, Giotto, Duccio, Michelangelo, Leonardo, Botticelli, Raffaello, Mantegna, Tiziano, Parmigianino, Caravaggio, Rubens, Dürer, Rembrandt, Canaletto, e molti altri. Di pregiatissimo valore sono anche le collezioni dei disegni e delle stampe e della statuaria antica.

 

Cosa vedere in questo importante museo:

Itinerario nella Galleria degli Uffizi – Le sale

1 – Sala Archeologica:

Il Torso di Gaddi, Uffizi
Il Torso di Gaddi, Uffizi

Attraverso un lungo corridoio ornato da un’antica statuaria si accede, sulla sinistra, alla prima sala (creata nel 1921) dove sono custodite sculture ed opere architettoniche antiche. Tra queste spiccano una Biga del V-IV secolo a. C. e le statue romane tra cui ne ricordiamo tre (una in marmo e le altre in bronzo e basalto), copie dell’opera greca antica rappresentanti il “Doriforo” di Policleto del I secolo a. C.. Da non perdere “Il Torso Gaddi“, probabilmente opera originale greca del I secolo a. C. ed il “Busto di Cicerone”..

2 – 3 – 4 – 5 – 6 – Sale del Medioevo

Madonna Rucellai, cm. 450 x 290, Galleria degli Uffizi, Firenze
Madonna Rucellai, cm. 450 x 290, Galleria degli Uffizi, Firenze

Con la prima di queste cinque stanze – la numero 2, detta del “Duecento e di Giotto” – si accede nel cuore delle sale “dei primitivi”, ove sono custodite opere in tempera su tavola e sfondo in oro, collocabili nei secoli XII, XIII e parte del XIV, provenienti da chiese toscane. Funzionali dal 1956, le sale furono istituite da Giovanni Michelucci, Ignazio Gardella e Carlo Scarpa. Nella prima si possono ammirare le monumentali Maestà di tre grandi interpreti del Gotico: la Maestà di Santa Trinita 1285-1300 di Cimabue, la Madonna Rucellai di Duccio (intorno al 1285) e la Maestà di Ognissanti (fotostoria dell’opera) di Giotto (1310 circa).

Presentazione al tempio di Ambrogio Lorenzetti
Presentazione al tempio di Ambrogio Lorenzetti

Nella sala n° 3 sono presenti le opere dei maestri senesi del Trecento tra cui ricordiamo la Presentazione al Tempio (1342) e la Pala della beata Umiltà (1340), rispettivamente di Ambrogio e Pietro Lorenzetti, e l’Annunciazione (1333) di Simone Martini e Lippo Memmi.

Nella sala n° 4, quella dedicata al Trecento fiorentino, si evidenziano gli sviluppi della pittura dopo l’epoca giottesca con opere della stessa scuola ma anche di artisti un po’ più originali tra cui si segnalano Giottino e Giovanni da Milano.

Nelle sale n° 5 e 6, del Gotico internazionale, si evidenziano la monumentale Incoronazione della Vergine (1414) di Lorenzo Monaco e Pala dell’Adorazione dei Magi (1423) di Gentile da Fabriano.

7 – 8 – 9 – Sale del primo Rinascimento

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Sant’Anna, la Madonna col Bambino e angeli cm. 175 x 103

Queste custodiscono una preziosissima raccolta di pittura appartenente alla prima metà del Quattrocento. Il nuovo linguaggio nella sala n° 7, che nasce intorno agli anni Venti, si evidenzia soprattutto nella Sant’Anna Metterza (1424) di Masaccio e Masolino. Nella stessa sala sono presenti anche le opere di Paolo Uccello (uno dei tre dipinti del ciclo della Battaglia di San Romano), Beato Angelico e Domenico Veneziano.

Nella grande sala, la n° 8, si trovano le pitture di Filippo Lippi, continuatore del linguaggio masaccesco, Piero della Francesca, Alesso Baldovinetti e Filippino Lippi.

Sala 9

La n° 9 è dedicata a fratelli Piero ed Antonio del Pollaiolo.

10 – 11 – 12 – 13 – 14 – Sale del Botticelli

Primavera del Botticelli
Primavera del Botticelli

Le sale del Botticelli costituiscono la migliore raccolta in assoluto delle opere del grande maestro, tra cui si evidenziano la Primavera e la Nascita di Venere, due dipinti che manifestano la sofisticata cultura neoplatonica sviluppatasi intorno alla seconda metà del Quattrocento in ambito fiorentino. Tali dipinti sono i primi lavori del Rinascimento italiano a tema non sacro realizzati su supporti di grande formato. Sono presenti la Madonna del Roseto e la Madonna in gloria di serafini, il Ritratto di Cosimo il Vecchio, la Madonna Magnificat, la Madonna della Melagrana, la Pala di San Barnaba, l’Incoronazione della Vergine, La Calunnia ed altre opere a carattere mitologico tra cui la Pallade e il Centauro. Nelle sale dedicate al Botticelli è possibile ammirare anche numerosi altri capolavori, tra i quali si segnalano il Trittico Portinari, di Hugo van der Goes, e la Deposizione nel sepolcro di Rogier van der Weyden.

15 – Sala di Leonardo

Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo
Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo

In questa sala sono presenti le opere del primo periodo del grande artista, ad iniziare dal Battesimo di Cristo realizzato con il Verrocchio  nel 1475, primo lavoro documentato giunto ai nostri giorni. La pregiata composizione di cui il giovane Leonardo dipinse diverse importantissime zone tra cui ricordiamo la testa dell’angelo di sinistra, lo sfondo paesaggistico e, secondo alcuni studiosi di Storia dell’arte, gran parte del Cristo posto proprio nella zona centrale. Altra opera relativa agli esordi di un Leonardo ancora ventenne è l’Annunciazione, ove si evidenziano alcuni errori prospettici. Nell”Adorazione dei Magi, lavoro incompiuto del grande giovane genio, si evidenziano invece sviluppi innovatrici in una originalissima struttura compositiva.

Inoltre, nella sala n° 15 sono esposte opere di altri grandi artisti tra cui è doveroso ricordare le tre pale del Perugino ed i dipinti di Piero di Cosimo, Luca Signorelli e Lorenzo di Credi.

16 – Sala delle carte geografiche

In origine questa stanza era una loggia, più tardi fatta chiudere Ferdinando I de’ Medici che la fece affrescare con carte geografiche indicanti il dominio mediceo.

17 – Sala dello Stanzino delle Matematiche

La stanza fu istituita da Ferdinando I per accogliere la collezione dei suoi strumenti scientifici. Sul soffitto, infatti, appaiono un affresco rappresentante un’allegoria della Matematica e scene celebranti l’antica scienza. Attualmente vi sono conservate varie opere scultoree, alcune moderne (piccoli bronzi) ed altre antiche di pregiato valore.

18 – La Tribuna

La Tribuna è una piccola sala a pianta ottagonale realizzata da Bernardo Buontalenti su commissione di Francesco I de’ Medici nel 1584, il quale vi trasferì gran parte delle collezioni archeologiche. In essa attualmente sono esposte le opere più antiche e tutte le raccolte medicee più pregiate. Il soffitto, a cupola percorsa da costoloni dorati e lanterna, è incrostato da conchiglie e madreperla, mentre sulle pareti, ricoperte di velluto color rosso scarlatto, sono appesi i dipinti e le mensole su cui poggiano statue ed altri oggetti in esposizione. Il pavimento è a intarsi marmorei.

19- 20 – 21 – 22 – 23 – Sale del Rinascimento fuori Firenze

Le stanze, che si trovano sul braccio est, custodiscono opere di varie scuole, comprese quelle straniere. Qui si rileva lo spirito didattico del museo, sviluppatosi nel corso del Settecento tramite mirate e specifiche integrazioni, a testimoniare le ricerche nei filoni più importanti della pittura.

19 – Sala Armeria (ex America)

Sulla volta di questa stanza sono raffigurate le Allegorie di Firenze e della Toscana realizzate nel 1665 da Agnolo Gori. Sulle pareti sono esposte opere della pittura toscana, umbra, forlivese, emiliana e marchigiana con capolavori di pittori tra cui gli stessi incontrati nella sala di Leonardo e cioè: Pietro Perugino, Luca Signorelli, Piero di Cosimo e Lorenzo di Credi.

20 – Sala del Dürer

L’adorazione dei magi, cm. 100 x 114
L’adorazione dei magi, cm. 100 x 114

In questa stanza sono custodite cinque opere di Albrecht Dürer, grande esponente del Rinascimento tedesco, tra cui segnaliamo l’Adorazione dei Magi realizzata nel 1504. In essa sono esposte anche composizioni di Lukas Cranach, compresi i famosi pannelli con Adamo ed Eva dipinti nel 1528. Sul soffitto appaiono affreschi con grottesche cinquecentesche e  vedute di Firenze del Settecento.

21 – Sala della pittura veneta

Giovanni Bellini detto il Giambellino: Allegoria sacra
Giovanni Bellini detto il Giambellino: Allegoria sacra

Nella sala, la cui volta mostra affreschi di Ludovico Buti, sono custodite opere riferite alla pittura veneta di artisti come Giorgione, Carpaccio e Giambellino (Allegoria sacra). Qui si trova anche Cosmè Tura, un alto esponente della pittura del Quattrocento ferrarese con il suo San Domenico realizzato intorno al 1475.

22 – Sala dei fiamminghi e tedeschi del Rinascimento

Madonna col Bambino dal Trittichetto Portinari di Memling
Madonna col Bambino dal Trittichetto Portinari di Memling

In questa stanza, anche qui col soffitto decorato da Ludovico Buti, sono esposte testimonianze del fortunato periodo di scambi tra Firenze e le Fiandre avvenuto nel corso del Quattrocento, tra cui si ricordano opere di artisti come  Hans Memling (Ritratti del Trittichetto Portinari), Albrecht Altdorfer (Regensburg, 1480-1538, fondatore della Scuola Danubiana, famoso per le sue raffigurazioni religiose esaltate dal fascino della natura), e Hans Holbein il Giovane. Non a caso sono esposti anche dipinti di Antonello da Messina, un pittore italiano assai vicino alla pittura fiamminga, con la Madonna col Bambino e angeli reggicorona e il San Giovanni Evangelista, realizzati intorno al 1470-75.

23 – Sala dei maestri del Nord Italia

Madonna in Adorazione del Correggio
Madonna in Adorazione del Correggio

In questo ambiente – nato per ospitare strumenti da guerra, la cui volta mostra affreschi di Ludovico Buti raffiguranti officine per polvere da sparo e inespugnabili fortezze – sono esposte le opere di artisti attivi nel Nord-Italia. Tra questi segnaliamo la Madonna in adorazione ed una Madonna col Bambino del Correggio, nonché un pregiato trittico del Mantegna (per l’appunto denominato Trittico degli Uffizi con L’adorazione dei Magi – L’Ascensione – La Circoncisione). Altri artisti da non perdere sono i lombardi, seguaci della pittura leonardesca.

24 – Gabinetto delle miniature

Una stanza chiusa e non squadrata, a pianta ellissoidale sin dal 1872 e godibile soltanto dall’esterno, in cui sono esposte centinaia di miniature (soprattutto ritratti) appartenenti alla collezione dei Medici.

I due corridoi:

Corridoio sull’Arno

In questo ambiente, che si affaccia a sud sul fiume con le meravigliose vedute di Ponte Vecchio e delle colline limitrofi, è custodita la migliore collezione dell’antica statuaria, tra cui è doveroso segnalare le copie romane di statue ellenistiche. I soffitti sono decorati nella quasi totalità con affreschi a tema sacro, realizzati da Giuseppe Nicola Nasini e Giuseppe Tonelli tra il 1696 e il 1699 su commissione di Cosimo III. Le prime due campate(sempre del soffitto), invece , ove appaiono grottesche ed un finto pergolato, furono eseguite nel Cinquecento. Tra le statue esposte ci sono le copie dell’Alessandro morente e di un Amore e Psiche: la prima è una riproduzione ellenistica da un originale di Pergamo, mentre la seconda è di fattura romana da un originale ellenistico. Nello spazio appartenente ad entrambi i corridoi sono esposte statue del tipo Olympia (IV e I secolo), che più o meno ricalcano la Venere seduta di Fidia. Altre importanti statue di questo tratto di collegamento tra corridoi sono: la Fanciulla seduta pronta alla danza (II secolo a. C.), un’antica copia in marmo nero di un Marte del V-IV secolo a. C. E, un frammento in porfido di Lupa e un Dionisio con satiro.

 Corridoio ovest

Il corridoio ovest, che una volta ospitava le officine dell’artigianato, è oggi una vera e propria galleria ove continua la collezione statuaria classica, soprattutto romana, fatta pervenire in gran parte al tempo di Cosimo III. Qui è possibile ammirare le due  statue di Marsia (rosso, bianco), poste frontalmente, ed altre pregiate sculture di artisti romani tratte da originali ellenistici. Continuando il percorso si incontra una copia del Discobolo di Mirone ed un pregiato Mercurio tratto da un originale di Prassitele. Da non perdere, presso il vestibolo d’uscita, il busto di Caracalla che tanto ispirò le posture di Cosimo I de’ Medici per i propri ritratti. Altre opere sono un Musa del IV secolo a. C., un busto di Apollo con la cetra, la Venere celeste, la Nereide sull’Ippocampo, il Nerone bambino. Infine, in fondo al corridoio, si incontra un’opera di epoca medicea: la riproduzione del Laocoonte realizzata da Baccio Bandinelli su commissione di Cosimo I. Gli affreschi del soffitto (fra cui quelli delle 12 campate distrutti da un incendio) furono realizzati tra il 1658 e il 1579, da Angelo Gori, Cosimo Ulivelli, Jacopo Chiavistelli e altri artisti su richiesta di Ferdinando II de’ Medici. La completa reintegrazione decorativa della parte distrutta fu realizzata nel 1762 da Giuseppe del Moro, Giuseppe Terreni e Giuliano Traballesi.

25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33 – 34 – Sale del Cinquecento

La "Venere di Urbino" di Tiziano
La “Venere di Urbino” di Tiziano

Queste sale, dalla n° 25 alla n° 34, mostrano i capolavori del Cinquecento.

La prima di queste stanze, la n° 25, è dedicata a Michelangelo ed ai pittori fiorentini. In essa è esposto il Tondo Doni del grande artista, un’opera dal carattere fortemente innovativo sia nella struttura compositiva che nel cromatismo, affiancato da dipinti della Scuola di San Marco (Fra’ Bartolomeo, Mariotto Albertinelli), dalla monumentalità assai più pacata da cui trassero, Raffaello e lo stesso Buonarroti.

Nelle sale sale 26 e 27, in riallestimento, erano ospitate le opere di Raffaello, Rosso Fiorentino, Andrea del Sarto e Pontormo, attualmente esposte nelle “Sale rosse” ubicate al primo piano.

La n° 28 mostra le opere di pittori veneziani come Tiziano Vecellio (una serie nudi e ritratti, tra i quali si evidenziano Flora e la Venere d’Urbino) e Sebastiano del Piombo .

Nelle due sale che seguono, la n° 29 e la 30, si possono ammirare pregiati dipinti di pittori emiliani, tra cui segnaliamo Amico Aspertini, Dosso Dossi, il Parmigianino (con la Madonna dal collo lungo), Ludovico Mazzolino ed il Garofalo.

Nelle sale 31 e 32 sono custodite opere di artisti veneti tra cui spiccano quelle del Veronese. Vi sono anche capolavori del Tintoretto, di Paris Bordone, dei Bassano ed altri.

La n° 33 per la sua caratteristica pianta, stretta e spezzata, viene conosciuta come “Corridoio del Cinquecento”. In essa sono presenti dipinti di più piccolo formato: ritratti, opere erotiche, ed altre capziose composizioni degli artisti che decorarono lo studiolo di Francesco I in palazzo Vecchio. Interessanti sono anche alcuni lavori di pittori che aderirono alla Controriforma.

Infine si arriva alla sala degli artisti lombardi, la n° 34, ove si trovano le opere dei più grandi esponenti della della pittura attivi in Lombardia nel corso del Cinquecento, tra le quali segnaliamo la Susanna e i vecchioni di Lorenzo Lotto e dipinti di altri pittori come Giovanni Girolamo Savoldo e Giovanni Battista Moroni. Seguendo ancora l’itinerario, prima della sala n° 35 troviamo l’accesso al Corridoio Vasariano, un percorso che mette in comunicazione la Galleria degli Uffizi con Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti.

La sala n° 35

Questa è dedicata a Federico Barocci e ai pittori attivi in Toscana che aderirono alla Controriforma. Del Barocci ricordiamo la maestosa pala della Madonna del Popolo.

36 – 37 – 38 – 39 – sale in in riallestimento

Le sale dalla n° 36 alla 39 in data odierna (2014) sono in ristrutturazione.

Sala n° 40

Qui vi sono esposte opere pittoriche e statuarie.

Sala n° 41

In precedenza si trovavano opere di Rubens; attualmente è usata come deposito.

Sala n° 42

La bellissima sala 42, realizzata intorno alla fine del XVIII secolo dall’architetto Gaspare Maria Paoletti, ospita le famose statue romane, copie di originali ellenistici, del Gruppo dei Niobìdi. Sulle pareti pendono quadri di grandi dimensioni, tra i quali segnaliamo due tele di Rubens (appartenenti all’incompiuto ciclo pittorico commissionato all’artista da Enrico IV di Francia) e i dipinti di Giuseppe Grisoni e Sustermans.

Sala n° 43

Questo ambiente, che prima era dedicato alle opere seicentesche nazionali ed europee, attualmente non comprende artisti stranieri (trasferiti al primo piano nelle sale blu). Qui compaiono il Guercino, Annibale Carracci, Mattia Preti, Bernardo Strozzi, Domenichino e altri.

La sala n° 44

La n° 44 è dedicata a Rembrandt ed alla pittura fiamminga ma attualmente è chiusa per riallestimento.

Sala n° 45, detta Sala del Settecento

Qui sono esposte opere del Settecento italiano, tra le quali ricordiamo quelle di Tiepolo, Canaletto, Guardi, Rosalba Carriera, Giuseppe Maria Crespi ed Alessandro Magnasco.

46 – 47 – 48 – 49 – 50 – 51 – 52 – 53 – 54 – 55 – Sale blu (primo piano)

Istituite intorno alla fine del 2011, le “Sale blu” ospitano le opere del Seicento e del Settecento di pittori stranieri. Nella n° 46 appaiono dipinti di artisti spagnoli quali El Greco, Velázquez, Goya; nella 47 è esposta la pittura della Scuola di Leida, nella 48 (come pure nella 51) quella dei pittori francesi (Chardin, Le Brun, Boucher, Vouet). La sala n° 49, con Rembrandt, è dedicata ad Amsterdam, mentre la 50 all’Aia. La 52 (come anche la 55) ai Paesi Bassi (Jan Brueghel il Vecchio, Rubens, van Dyck, Teniers e Bril), la 53 alle città Delft e Rotterdam, mentre la 54 ad Haarlem e Utrecht.

56 – 57 – 58 – 59 – 60 – 61 – 64 – 65 – 66 – Sale rosse

Madonna delle arpie
Andrea del sarto: Madonna delle arpie, Uffizi

Le nove sale, dalla 56 alla 61 e dalla 64 alla 66, sono state istituite nel 2012. In esse sono presenti opere di pittori fiorentini, soprattutto quelli del Tardo-Rinascimento. Nella n° 56 si possono ammirare anche opere scultoree ellenistiche, compresi una Venere accovacciata, il Torso Gaddi e un Niobide. Nelle sale n° 57 – 58 – 59 appaiono le opere di Andrea del Sarto (tra cui tre rare pitture monocromatiche nella 58, realizzate in occasione del carnevale del 1513, la famosa Madonna delle Arpie e la Dama col cestello di fusi) e suoi seguaci (59). Nella n° 60 sono esposti quadri di Rosso Fiorentino, mentre nella 61 quelli di Pontormo. Le sale successive, legate alla pittura a sfondo religioso (64) e al rapporto con la famiglia de’ Medici (65), sono dedicate al Bronzino: da segnalare il Cristo morto con la Madonna e Maddalena, la Sacra famiglia con San Giovannino ed i celebri ritratti di famiglia (interessanti sono il Ritratto di Eleonora da Toledo col figlio Giovanni ed il Ritratto di Bia di Cosimo de’ Medici). La sala n° 66 ospita le opere di Raffaello, tra le quali si ricorda la celeberrima Madonna del Cardellino.

62 – 63 – Sale Ademollo

Le sale 62 e 63, nonostante siano state strutturalmente portate a compimento nel giugno del 2012, sono ancora da allestire in via definitiva con le opere di Giorgio Vasari ed Alessandro Allori. Attualmente sono adibite per manifestazioni temporanee.

64 – 65 – 66 – Sale rosse (si veda sopra)

Verone sull’Arno

Dopo le Sale rosse si arriva al Verone sull’Arno che si affaccia, oltre che sul fiume, sul piazzale della Galleria. Qui è custodito il Vaso Medici da Villa Medici, una scultura risalente alla seconda metà del I secolo a. C. con alla base un episodio a bassorilievo dove gli eroi Achei si preparano alla partenza per la guerra di Troia. Di particolare importanza sono anche Marte Gradivo di Bartolomeo Ammannati ed il Sileno con Bacco fanciullo di Jacopo del Duca (tratto da una copia romana, attualmente conservata al Louvre, di un bronzo del IV secolo, probabilmente di Lisippo).

Sale di Caravaggio e dei suoi seguaci (pittori caravaggeschi)

Il sacrificio di Isacco, cm. 104 x 135, Uffizi, Firenze.
Il sacrificio di Isacco, cm. 104 x 135, Uffizi, Firenze.

Le ultime sale del museo, che si trovano a piano terra, lato est, sono dedicate alle opere di Michelangelo Merisi (Caravaggio), dei suoi seguaci e di Guido Reni. Istituite nel 1993 e poi riallestite in altre sale più a nord negli anni duemila, non sono ancora state numerate e non avranno numero fin quando non sia stato portato a compimento l’intero lavoro di innovazione degli ambienti. Le opere di Caravaggio nella Galleria degli Uffizi, poche e nella maggior parte realizzate nel periodo giovanile,  rappresentano chiaramente lo sviluppo dello stile del maestro: tra queste ricordiamo il Bacco e la Testa di Medusa. Una più specificata affinità con il linguaggio maturo del Merisi si evidenzia invece nel Sacrificio di Isacco, dove il gesto violento viene miracolosamente bloccato dall’angelo protettore. Gli artisti caravaggeschi esposti nelle sale sono: Artemisia Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Battistello Caracciolo, Gherardo delle Notti, il Rustichino, Nicolas Regnier, lo Spadarino e Matthias Stomer.

Gabinetto dei disegni e delle stampe

La ricca raccolta di arti grafiche, tra le maggiori al mondo, si trova al primo piano presso i locali ove una volta si trovava il Teatro Mediceo. La sede, che in precedenza era esterna, fu integrata agli Uffizi intorno al 1700. Della struttura del teatro attualmente rimane soltanto il prospetto all’altezza dello scalone, ove appaiono tre opere scultoree: il busto di Francesco I de’ Medici (al centro), la copia romana di una Venere del V secolo a. C. e una statua ellenistica raffigurante un corpo femminile. La raccolta – abbozzi, disegni, stampe e ogni altro genere di grafica – comprende circa 150.000 opere, realizzate dalla fine del Trecento allo scorso secolo. Qui sono conservate  le testimonianze di monumentali opere di maestri come Michelangelo e Leonardo.

Collezione Contini Bonacossi

Madonna di casa Pazzi
Madonna col Bambino e santi, cm. 290 x 212, affresco staccato, anno 1444, Collezione Contini-Bonacossi, Firenze.

Accedendo da via Lambertesca, nel loggiato di destra, si entra in contatto con la straordinaria raccolta Contini Bonacossi lasciata in dono agli Uffizi intorno alla fine dello scorso secolo, un’integrazione che viene considerata come il più importante accrescimento del museo degli ultimi cento anni. Qui si possono ammirare, oltre le monumentali opere di eminenti artisti toscani (pittori e scultori), le maioliche antiche, il mobilio e le terrecotte robbiane. Fra le opere pittoriche si segnalano una Maestà della bottega di Cimabue, la Madonna di casa Pazzi di Andrea del Castagno (intorno al 1445 ), la Madonna della Neve del Sassetta (intorno al 1432) e il San Girolamo del Giambellino (intorno al 1479).

Navata della ex-chiesa di San Pier Scheraggio

Della chiesa in esame, che si trovava presso Palazzo Vecchio, rimangono soltanto diverse arcate e una navata che attualmente è parte integrante degli Uffizi, adiacente alla ex biglietteria.

La sala di San Pier Scheraggio, in cui vengono allestite mostre temporanee, è spesso usata per conferenze.

Sala delle Reali Poste

Questa sala, situata nella parte destra al piano terreno, viene usata dall’associazione Amici degli Uffizi che via via prepara spettacoli a ingresso gratuito, con opere temporaneamente prelevate dai depositi.




Galleria dell’Accademia di Firenze (guida, artisti e descrizione delle opere in essa conservate)

  (cosa vedere: guida, artisti e descrizione delle opere in essa conservate)

Informazioni:

Galleria dell’Accademia, via Ricasoli, n° 60,  Firenze, Italia.

Museo aperto: da martedì a domenica, dalle 08,15 alle 18,50.

Museo chiuso: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio e Natale.

Per prenotazioni visite telefonare al 055 294883.

Sito web: Polo Museale Fiorentino.

Cenni storici

L’Accademia di Firenze, istituita nel 1784 come scuola per l’insegnamento dell’arte dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, in precedenza si trovava negli antichi edifici dell’Ospedale di San Matteo e del Convento di San Niccolò di Cafaggio.

Attualmente la Galleria dell’Accademia è un museo e si trova in via Ricasoli. Nel suo interno sono custodite alcune tra le più vaste collezioni in assoluto al mondo, tra cui ricordiamo le sette sculture di Michelangelo, con il suo celeberrimo David, e la ricca serie di pitture a fondo oro. Il museo ospita anche strumenti musicali e manufatti provenienti dalle collezioni del Conservatorio Luigi Cherubini.

Quando l’istituzione ancora funzionava da scuola vi furono integrate la già esistente Accademia delle Arti del Disegno, fondata da Cosimo I nel 1563, ed una galleria dove gli allievi avrebbero potuto entrare in diretto contatto con opere d’arte allo scopo di sviluppare le ricerche ed arricchire così la propria formazione artistica.

In origine il complesso ospitava due maestosi gessi del Giambologna (Allegoria di Firenze che domina Pisa, attualmente custodito in Palazzo Vecchio, ed il Ratto delle Sabine ancora in loco), una serie di copie in gesso rappresentanti antiche sculture e una raccolta di pitture generatesi nell’arco degli anni entro l’Accademia del Disegno. Quest’ultima fu poi integrata coi capolavori di ex-affiliati, tra cui quelli dei grandi manieristi attivi in ambito fiorentino. Più tardi vi entrarono moltissimi dipinti provenienti dalle soppresse istituzioni religiose tra i quali citiamo due monumentali Maestà (Giotto e Cimabue), l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, la Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino, la Cena in Emmaus di Pontormo, il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo ecc. (opere che attualmente si trovano nella Galleria degli Uffizi). Vi entrarono anche pitture di Beato Angelico (oggi nel Museo di San Marco), la Primavera di Botticelli (ora anch’essa agli Uffizi), l’Annunciazione di Lorenzo Monaco, il Cristo in pietà di Giovanni da Milano e le formelle dell’Armadio delle Reliquie di Santa Croce di Taddeo Gaddi.

Nel breve periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia (1865-1871) ci fu in città una consistente riorganizzazione dei musei che riguardò anche l’Accademia, con l’accrescimento della sezione “moderna” in cui pervennero ben centoquarantasei opere da Palazzo della Crocetta.

Subito a ridosso di detto periodo vi fu un’altra decisiva svolta che cambiò il corso della storia dell’Accademia: nel 1872 fu deciso di trasferire al coperto il David di Michelangelo, che si trovava in Piazza della Signoria, sottraendolo dalle insidie atmosferiche e potenziali atti vandalici. Nell’agosto dell’anno successivo, infatti, la monumentale opera entrò nell’Accademia e fu sistemata nella neonata Tribuna progettata dall’architetto Emilio De Fabris, che la stava ancora rifinendo presso la parte terminale della galleria dedicata ai Quadri antichi (detta anche dell’Angelico). Nove anni più tardi, quando la Tribuna fu definitivamente portata a termine, il David poté finalmente essere liberato dal cassone che ancora lo conteneva. Poco più tardi, in occasione del IV centenario della nascita di Michelangelo, la Tribuna fu soggetta a cambiamenti che la resero anche comunicante con la galleria dei Quadri grandi, detta del Perugino, per dedicare una mostra con riproduzioni in gesso al grande scultore. Il 22 luglio 1882 la sezione dedicata a Michelangelo venne finalmente inaugurata e la gestione del museo, di cui già si occupava l’Istituto delle Belle Arti, fu affidata alle Regie Gallerie e Musei, che mise subito in evidenza la priorità della documentazione storica a scapito di quella contemporanea, cambiando anche il metodo di insegnamento non più in linea con i canoni dell’arte moderna. In seguito a tale significativo cambiamento fu inevitabile l’emancipazione del museo dalla scuola e quindi fu aperto un nuovo accesso su via Ricasoli.

A questo punto anche la disposizione dei quadri antichi subì un radicale riposizionamento, soprattutto perché stava cambiando il modo di sentire l’arte e quindi, quell’inestimabile patrimonio artistico, non era più solo da conservare con le più alte attenzioni ma anche da proporre al pubblico. Infatti, a cavallo dei secoli XIX-XX, sotto la direzione di Cosimo Ridolfi, il museo subì importanti restauri e significative variazioni: la Galleria dei Quadri grandi fu ampiamente sfoltita e predisposta in tre comparti per ospitare l’arte del Trecento, Quattrocento e Seicento. Altre tre sale furono create (adiacenti al braccio sinistro della tribuna) e dedicate al Perugino (una sala) ed al Botticelli (due sale).

Tali cambiamenti erano però destinati a durare pochissimo tempo perché nel 1914 una convenzione Stato-Comune, atta riunificare tutte le collezioni artistiche contemporanee, destinava gran parte dell’immenso patrimonio artistico a Palazzo Pitti, la nuovissima Galleria d’arte moderna. Quest’ultimo non poteva contenerle tutte e moltissime opere vennero trasferite nelle svariate sedi istituzionali come enti, uffici statali e comunali. Dato l’ingente numero di dipinti molti di essi ebbero sistemazioni provvisorie e portati nei bui depositi. Nel 1919 un consistente ed importante nucleo di opere di maestri fiorentini fu trasferito nella galleria degli Uffizi, mentre nel 1922 le opere di Beato Angelico passarono nel nuovissimo Museo di San Marco.

Intanto già da tempo si erano accese ampie discussioni riguardo le copie delle sculture michelangiolesche, innescate a partire dal prelievo del David in piazza della Signoria, sostituito con una riproduzione. Questo fece capire che anche la presenza dei calchi del Buonarroti nella Galleria, basata esclusivamente su ragioni didattiche e scopi positivistici, fosse ormai diventata inopportuna. Prevalse quindi il concetto di autenticità sulle opere esposte e vennero rimossi gran parte dei calchi esposti cercando di sostituirli con una serie di opere originali del grande maestro, iniziando con i Prigioni (1909) sulla cui ubicazione, nella Grotta del Buontalenti a Boboli, era intanto esplosa la polemica relativa al degrado. Fu anche la volta del San Matteo (sempre nel 1909) che da tempo si trovava sotto l’atrio della stessa Accademia. Queste due opere si aggiunsero al Torso di fiume, proveniente dall’Accademia di Belle Arti nel 1906, e al Genio della Vittoria che fino al 1905 si trovava al Bargello. Le sculture, sistemate nella galleria degli arazzi, sostituirono quasi per intero la collezione dei gessi, tranne due dei Prigioni i cui originali appartenevano al Museo del Louvre, che ne avrebbero completato il ciclo. Anche i Prigioni più tardi lasciarono la la Galleria per finire a Casa Buonarroti e poi nel Museo michelangiolesco di Caprese Michelangelo.

Nel 1921 il Genio della Vittoria fu trasferito a Palazzo Vecchio

Nel 1939 entrò nella Galleria la Pietà di Palestrina (attualmente assegnata alla scuola di Michelangelo) proveniente da una cappella Barberini a Palestrina.

Nel 1965 anche il Torso di fiume uscì dalla sede con destinazione Casa Buonarroti.

Negli anni Trenta entrarono le pale di grandi dimensioni di celebri esponenti del Cinquecento fiorentino. Più tardi, dopo la seconda guerra mondiale, in coincidenza col riordinamento della Galleria degli Uffizi, furono integrate alcune pitture di grande formato del Perugino tra cui si ricordano l’Assunzione della Vergine e la Deposizione con Filippino Lippi.

Purtroppo i continui trasferimenti e reintegri di opere resero la Galleria frammentata, disomogenea e potenzialmente discontinua nel tempo. Le direzioni degli ultimi anni hanno fatto il possibile per seguire un senso logico e ridare quindi un filo conduttore alle varie collezioni del museo: infatti negli anni 1983-85 fu allestita la sala dell’Ottocento, e più tardi, nel 1998,  furono portate a termine le sale della pittura del tardo Trecento, ubicate al primo piano. Le sale di entrambe le sezioni sono state riallestite recentemente (2010) con l’aggiunta di una saletta didattica.

Cosa vedere nell’Accademia di Firenze:

Gli ambienti della Galleria

Sala del Colosso:

La sala del Colosso, il cui nome deriva dall’enorme gesso di un Dioscuro di Montecavallo, attualmente non più presente nella galleria, ospita opere di grandi esponenti del QuattrocentoCinquecento come Paolo Uccello, Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Ridolfo del Ghirlandaio, Andrea del Sarto e Filippino Lippi. Altre opere testimoniano l’attività pittorica delle botteghe cittadine nello stesso periodo. Al centro della sala si trova un bozzetto in gesso del Giambologna rappresentante il Ratto delle Sabine.

Polittico dell'Annunziata di Filippino Lippi e Pietro Perugino
Polittico dell’Annunziata, 1504-07 (portato a termine dal Perugino), tecnica ad olio su tavola, 333 x 218 cm., Galleria dell’Accademia ( solo la Deposizione ), Firenze; Chiesa della Santissima Annunziata, Firenze; tre Musei statunitensi.

Artisti presenti nella sala del Colosso: Alesso Baldovinetti (Trinità, intorno al 1472); Andrea Del Sarto (Cristo in pietà, intorno al 1526), Andrea di Giusto Manzini (Madonna col Bambino e Cristo in pietà, intorno al 1435, e Madonna della Cintola e santi, anno 1437), Bartolomeo di Giovanni (Annunciazione, santi e profeti, anno 1490), Benozzo Gozzoli, (Santi Bartolomeo, Giovanni Battista e Giacomo Maggiore, intorno al biennio 1461–62 ) Biagio d’Antonio (Angelo annunciante; Vergine annunciata; Eterno Padre, anno 1475), Cosimo Rosselli (Noè e David; Mosè e Abramo, 1460; “Madonna della Stella” di bottega: Santi Barbara, Giovanni Battista e Matteo, 1470), Domenico di Michelino (Tre Arcangeli e Tobiolo, 1465 circa; Santi Michele Arcangelo, Lorenzo e Leonardo, 1469; Santo Stefano tra i santi Jacopo e Pietro, 1493: Trinità, 1460-70 circa), Ghirlandaio Ridolfo (Madonna col Bambino e santi, 1503; Tre angeli oranti; Tre angeli oranti, 1508), Filippino Lippi (Deposizione dalla croce, 1503-1507 con Pietro Perugino; Maria Maddalena, 1500 circa; San Giovanni Battista), Fra Bartolomeo (Isaia; Giobbe, biennio 1514-16), Francesco Botticini (Sant’Agostino e Santa Monica, 1471; Sant’Andrea Apostolo in adorazione della croce, periodo 1475 –1499), Francesco Granacci (Madonna col Bambino e santi, 1508 circa; Assunzione della Vergine e santi, 1520; Una santa davanti al giudice; Martirio di una santa; Martirio di una santa; Disputa di santa Caterina d’Alessandria; Martirio di santa Caterina; Martirio di sant’Apollonia, 1530; Madonna della Cintola, 1500-1520 circa), Franciabigio (Madonna col Bambino, san Giuseppe e san Giovannino, 1508-1510), Gherardo di Giovanni (Madonna in trono con Bambino e santi, 1470-95 circa; Adorazione del Bambino con San Giovannino, 1475-80), Giambologna (Ratto delle Sabine in gesso, anno1582), Giovan Francesco da Rimini (San Vincenzo Ferrer, 1455 circa), Giovanni Antonio Sogliani (Disputa sull’Immacolata Concezione, 1521 circa), Ignoto fiorentino (Cristo in pietà tra la Vergine e San Giovanni, 1475-1500; Annunciazione, 1490 circa, Trinità e santi, 1470 –1480 circa; Martirio di san Lorenzo, 1480 circa; Eterno Padre, 1500-1524 circa), Jacopo del Sellaio (Deposizione e santi, dopo il 1480 Cristo deposto nel sepolcro, 1480 circa), Lo Scheggia (Cassone Adimari, 1440-1450 circa), Lorenzo di Credi (Adorazione del Bambino, intorno agli anni 1480-1490), Maestro degli angeli di carta (Madonna col Bambino e santi, intorno agli anni 1460-1470), Maestro della Natività di Castello (Natività, 1455-1460), Maestro della Natività Johnson (Annunciazione, 1460-1472 in collaborazione con Filippino Lippi), Maestro dell’epifania di Fiesole (Incoronazione della Vergine, 1475-80),

Trinità, cm. 232 x 132, Galleria dell’Accademia, Firenze.
Albertinelli: Trinità, cm. 232 x 132, Galleria dell’Accademia, Firenze.

Mariotto Albertinelli (Annunciazione, 1510; Trinità, 1510 circa), Neri di Bicci (San Francesco, San Filippo, Santa Caterina d’Alessandria, San Girolamo, 1444-1453; Annunciazione, 1464;), Paolo Uccello (Tebaide, 1450-1460 circa), Perugino (Pala di Vallombrosa, 1500; l’attribuita Visitazione con sant’Anna, 1472-1473 circa; Deposizione dalla croce, 1503-1507 con Filippino Lippi), Pier Francesco Fiorentino (Adorazione del Bambino, dopo il 1459), Raffaellino del Garbo (Resurrezione di Cristo, 1500-1505 circa), Sandro Botticelli (Madonna col Bambino, due angeli e Giovanni Battista, 1468-1470 circa; Madonna col Bambino e santi, 1480-1500 con la bottega; l’attribuita Madonna del Mare, 1477 circa).

Galleria dei Prigioni

La galleria dei Prigioni, che prende il nome da una serie di sculture di Michelangelo in essa conservate – dette, per l’appunto, dei “Prigioni” – ospita opere del grande artista (Prigioni; San Matteo; Pietà di Palestrina assegnata alla bottega) e i dipinti di grandi pittori del Cinquecento:

Albertinelli (Annunciazione, 1510), Andrea del Sarto (Cristo in pietà, intorno al 1525), Daniele da Volterra (Busto di Michelangelo, intorno al 1560), Francesco Granacci (Madonna col bambino e santi, 1510 circa), Michelangelo Buonarroti (San Matteo, 1505-06; l’attribuita Pietà di Palestrina, 1560 circa; quattro sculture della serie Pigioni), Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Testa femminile ideale, 1560-1570 circa; Zenobia, 1560-1570 circa), Pontormo (Venere e Amore, 1533 circa), Ridolfo del Ghirlandaio (Traslazione del corpo di san Zanobi, 1516 circa; San Zanobi resuscita un fanciullo, 1516 circa).

Tribuna del David

 La sala, ove è esposto il maestoso David di Michelangelo, è collegata ai due bracci laterali in cui sono conservate opere di pittori del Tardo Rinascimento, qui sotto elencati:

Alessandro Allori (Madonna col Bambino e santi, 1575; Annunciazione, 1579; Battesimo di Cristo, 1591; Incoronazione della Vergine, 1593; Annunciazione, 1603), Bronzino (Deposizione, 1561), Carlo Portelli (Disputa sull’Immacolata Concezione, anno 1566), Cosimo Gamberucci (San Pietro e lo storpio, anno 1599), Francesco Salviati (Madonna col Bambino, intorno agli anni 1540-50), Giuliano Bugiardini, Michelangelo (David, 1501-1504), Il Poppi (Figura allegorica, intorno al biennio1572-73), Maso da San Friano (Trinità e santi, 1560-1570; Allegoria della forza, periodo che va dal 1550 al 1599), Pier Francesco di Jacopo Foschi (Madonna col Bambino, intorno agli anni 1525-1535), Santi di Tito (Entrata di Cristo in Gerusalemme, 1569-1579; Cristo deposto dalla Croce con la Vergine e santi, 1576–1600), Stefano Pieri (Il Sacrificio di Abramo, 1585; Deposizione, 1587), Pittore vasariano (Santa Barbara, intorno al 1570).

Gipsoteca Bartolini, detta anche Salone dell’Ottocento

Nella sala, che fu ricavata da una corsia dell’antico Ospedale di San Matteo, ove spicca un affresco monocromatico del Pontormo, sono esposti dipinti e sculture di artisti che nel corso dell’Ottocento ebbero a che fare con l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Fra le opere esposte vi sono, tra l’altro, vari dipinti rimasti nella Galleria in seguito ad esposizioni  allestite dopo i numerosi concorsi svolti, fra 1794 e il 1868, nella stessa Accademia.

Gli artisti e le loro opere presenti nella Gipsoteca Bartolini sono:

  • Antonio Puccinelli (La strage degli Innocenti, 1852; Gli Ebrei in Babilonia, 1851).

  • Baldassarre Calamai (Dante, Virgilio e Farinata degli Uberti, 1825).

  • Benedetto Servolini (Orlando si impadronisce del cavallo, 1834; Morte di Filippo Strozzi, 1835).

  • Cesare Mussini (La morte di Atala, 1830; La Musica Sacra, 1830; Francesco I presso Leonardo morente, 1828).

  • Demostene Macciò (Fra Benedetto da Foiano in carcere)

  • Eugenio Prati (Il Barocci presentato a Michelangelo, 1868).

  • Francesco Nenci (Edipo sciolto dai lacci da un pastore, 1817).

  • Francesco Pozzi (Ciparisso, 1818; Baccante con Fauno e Pantera, 1851).

  • Francesco Sabatelli (riproduzione dell’Assunta di Tiziano, 1827).

  • Giuseppe Colignon (Decollazione del Battista, 1860 circa).

  • Giuseppe Fattori (Il Battista rimprovera Erode, 1856).

  • Irene Duclos Parenti (riproduzione della Madonna del Sacco di Andrea del Sarto, 1775).

  • Leopoldo Neofreschi (Alessandro Magno si accinge a bere alla coppa avvelenata, 1794).

  • Lorenzo Bartolini (Ninfa, XIX secolo, di bottega; Alberto Adamo Neipperg, 1829-1830; Amore, dopo il 1841; Anatol Demidoff, prima del 1850; Baccante, 1823 circa; Alberto Adamo Neipperg, 1825-1830; Angelo, dopo il 1815; Bassorilievo per il monumento a Maria Temple Bowdoin, 1822 circa; Bassorilievi per il monumento a Luigi Guglielmo Cambray Digny, 1844; Beatrice Donati, 1846; Carlotta Bonaparte, prima del 1850; Carlo Lodovico di Borbone, 1823; Carolina Ungher, prima del 1850; Caterina di Westfalia, 1815-1830; Casimir Delavigne, 1830-1840; Emilia Della Gherardesca (forse), prima del 1850; Emma e Giulia Campbell, 1819-1820 circa; Conte Gourief, prima del 1850; Francesco Benedetti, 1815-1820; Eveline Hanska de Balzac, prima del 1850; Francesco I d’Asburgo, prima del 1850; George Gordon Byron, 1822; Franz Liszt, 1838-1839; Giuseppe Bonaparte principe di Canino e Musignano, 1829; Giunone, 1823-1830 circa; Giovanni Battista Niccolini, prima del 1850; Guelfo Trotti Estense Mosti, prima del 1850; Jonathan Hatfield, prima del 1850; Il Voto dell’Innocenza, 1848; Klemens Wengel Lothar Metternich-Winneburg, 1821 circa; Jean Auguste Dominique Ingres, dopo il 1815; La Carità educatrice, 1817-1824; La Carità educatrice, bozzetto, 1820-1830; La gara fraterna, prima del 1847; La Ninfa dello Scorpione, prima del 1840; La Ninfa del Serpe, prima del 1840; La Tavola degli Amori, prima del 1845; Lady Burglesh, prima del 1850; La Venere di Tiziano, 1821 circa; Lady Harriet Pellew, prima del 1850; Lady Gowen?, prima del 1850; Lady Mary Tighe, 1820 circa; L’Orante per il monumento a Pietro Recchi, 1838; Luciano Bonaparte, 1815-1830 circa; L’Ammostatore, 1816-1820 circa; Luigi Vestri, 1830-1840; Luisa Carlotta di Borbone, 1825 circa; Luisa Sauli Pallavicini, prima del 1850; Marchesa di Bristol, prima del 1850; Madame Germaine de Stael, 1815-1820; Marchese di Londonderry, prima del 1850; Maria Carolina di Sassonia, granduchessa di Toscana, prima del 1832; Marco Paolini, prima del 1850; Marie D’Agoult, 1838-1839; Maria Luisa di Borbone, 1823; Medaglione con profilo maschile, dopo il 1815; Matilde Demidoff, prima del 1850; Matilde Demidoff, prima del 1850; Medaglione con profilo maschile, dopo il 1815; Medaglione per il monumento a Girolamo Segato, 1838-1844; Medaglione con profilo maschile, dopo il 1815; Monumento a Elisa Baciocchi, 1808-1813; Monumento a Niccolò Demidov, 1830-1870; Monumento a Leon Battista Alberti, dopo il 1838; Monumento a Sofia Zamoiska, 1837-1844; Monumento a Vittorio Fossombroni, 1846; Monumento al conte Alberto Adamo di Neipperg, 1829-1841; Monumento a Ortensia Beauharnais, 1838-1845; Monumento funebre al conte Giovan Francesco Mastiani Brunacci, 1846 circa; Mr Morrison, prima del 1850; Niccolò Machiavelli, 1845-1846; Mrs Morrison, prima del 1850; Narciso, 1825-1850; Nicola Demidoff, prima del 1850; Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa; Rilievi per il monumento a Enrichetta Stratford Canning, 1818 circa; Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa; Paolina Borghese?, prima del 1850; Rilievo con figura alata, dopo il 1815; Rilievo con cinque figure, dopo il 1815; Rilievo con figura maschile, dopo il 1815; Rilievo con figura maschile, dopo il 1815; Rilievo con figura maschile, dopo il 1815; Rilievo con figure, dopo il 1815; Rilievo frammentario: la Giustizia che protegge l’Innocenza, dopo il 1815; Rilievo con figure, dopo il 1815; Rilievo per il monumento a Carolina Hungher, dopo il 1815; Ritratto di bambina, 1820-1825 circa; Ritratto di Anne Lullin de Châteauvieux sposata Eynard, 1820-1822; Ritratto di Frances Anne Vane-Tempest, marchesa di Londonderry, insieme al figlio George, 1823; Sofia Scerbatova Apraxina, prima del 1850; Salvatore Vigano, 1815-820; Teti che accarezza Giove, dopo il 1815; Venere, 1817 circa; Thomas Moore, prima del 1850).

  • Luigi Mussini (L’elemosina, 1844 ).

  • Luigi Pampaloni (Arnolfo di Cambio, 1827-1830; Bambina giacente, 1826 circa; Amore con Cigno, Post 1834; Amore, 1833; Cloe, 1834; Bassorilievo per il monumento funebre di Annamaria Frescobaldi, 1842-1844; Fanciullo che scherza con un cane, 1827; Fanciulla orante (Orfana sulla rupe), 1838-1842; Filippo Brunelleschi, 1827-1830; Fanciullo orante (Orfano sulla rupe), 1826-1827; La Fanciulla delle Tortore, 1831; Medaglione di Luigi Magalotti; Maddalena penitente, 1870 circa; Monumento a Giulia Clary Bonaparte: la Beneficenza, 1846 circa; Monumento a Maria Radzwill Kranzinski con il figlio Zìgmunt, 1839-1841; Monumento a Lazzaro Papi, 1835 circa; Monumento a Wanda Wancowicz Tyskiewicz, 1842-1845; Monumento a Virginia de Blasis, 1839 circa; Rilievo per il monumento Tellinson, 1840 circa; Rilievi per il monumento a Luciano Bonaparte principe di Canino, 1840-1847).

  • Odoardo Borrani (Alla Galleria dell’Accademia, anni 1860-1870).

  • Pontormo (Tre storie della Beata Umiltà da Faenza, intorno al 1514).

  • Raffaello Sorbi (Morte di Corso Donati, 1861).

  • Silvestro Lega (David con l’arpa che calma i furori di Saul, 1852).

  • Ulisse Cambi (Aconzio, 1835).

  • Ulisse Cambi (Dafne e Cloe, 1834).

Sala del Duecento e del primo Trecento

Qui inizia un itinerario sulla pittura gotica locale tratta dalle vastissime collezioni a fondo oro custodite nel deposito della galleria. Nella presente sala sono esposti dipinti precedenti e contemporanei all’epoca di Giotto, nonostante spicchi un prezioso frammento attribuito al maestro proveniente dalla Badia fiorentina.

Gli artisti e le loro opere esposte nella sala:

  • Grifo di Tancredi (Madonna col Bambino, intorno all’anno1300).

  • Guido da Siena (Madonna in trono col Bambino, intorno al periodo 1270-75).

  • Maestro della Maddalena ( San Jacopo e storie della sua vita, anni 1280-1290; San Giovanni evangelista e storie della sua vita; Maddalena penitente e otto storie della sua vita, anni 1280-1285).

  • Maestro della Santa Cecilia (Maestà, periodo 1320-1325).

  • Maestro del Crocifisso Corsi (Cristo crocifisso, intorno al 1315).

  • Pacino di Buonaguida (Albero della Vita, intorno agli anni 1305-1310; Crocifissione e santi, anni 1315-1320; San Procolo, anni 1305-1310; San Nicola; San Giovanni Evangelista; Madonna col Bambino, intorno agli anni 1320-1339).

  • Pittore fiorentino (Madonna col Bambino, 1250-1260 circa; Croce dipinta, 1290 circa).

  • Pittore lucchese (Madonna col Bambino, intorno agli anni 1240-1250).

Sala dei Giotteschi

 I questa sala sono custodite le opere dei seguaci di Giotto. Gli artisti, tutti appartenenti al Trecento, vengono sotto riportati insieme alle proprie opere:

  • Bernardo Daddi (Crocifissione con i dolenti e la Maddalena ai piedi della Croce, in collaborazione con Puccio di Simone; “Santa Maria Maddalena, san Michele Arcangelo, san Giuliano, santa Marta” in collaborazione con Puccio di Simone).

  • Bernardo Daddi (Crocifissione, anno 1343; Crocifisso con i dolenti e storie della Passione, anni 1338-1343; Crocifissione; San Cristoforo, anni 1340-1348 circa; Incontro dei tre vivi con i tre morti, intorno al 1340; Incoronazione della Vergine, anni 1340-1348; Madonna in trono con Bambino e santi, anno 1333; San Bartolomeo; San Lorenzo, anno 1340 circa; Madonna col Bambino e santi; Crocifissione).

  • Giotto e aiuti di bottega (Testa di pastore, periodo 1315- 325).

  • Jacopo del Casentino (San Giovanni Battista; San Giovanni Evangelista;  San Bartolomeo e angeli, intorno al 1340; Sant’Egidio).

  • Maestro delle effigi domenicane (Madonna col Bambino e santi, periodo 1340-1345, Incoronazione della Vergine e santi).

  • Niccolò di Pietro Gerini (Cristo in pietà, anni 1390-1410; Cristo benedicente e due profeti).

  • Puccio di Simone (Polittico della Madonna dell’Umiltà e santi, anni 1350-1360).

  • Puccio di Simone (Crocifissione con i dolenti e la Maddalena ai piedi della Croce, in collaborazione con Bernardo Daddi; “Santa Maria Maddalena, san Michele Arcangelo, san Giuliano, santa Marta” in collaborazione con Bernardo Daddi).

  • Taddeo Gaddi (Madonna in trono tra due angeli e quattro santi, intorno al periodo 1330-1335; Madonna col Bambino e angelo annunziante; San Giovanni Battista e san Pietro e Vergine annunciata, anni 1345-1350; Madonna col Bambino, intorno al 1355; Formelle dell’armadio della sacrestia di Santa Croce, periodo 1330-1340).

Sala degli Orcagna e dei loro seguaci

La presente sala è dedicata alle opere dei tre fratelli pittori attivi nel Trecento in ambito fiorentino e cioè Andrea (detto, per l’appunto, L’Orcagna), Nardo e Jacopo di Cione.

  • Andrea Orcagna (Madonna in trono, intorno al 1355; Cristo crocifisso, periodo 1380-1398; Pentecoste, intorno al 1365; Madonna dell’Umiltà, intorno al 1380; Incoronazione della Vergine, biennio 1372-1373).

  • Jacopo di Cione – o Maestro dell’infanzia di Cristo, che potrebbe essere lo stesso Jacopo – (Episodi dell’Infanzia di Cristo, periodo 1365-1375; Madonna col Bambino; Annunciazione; Crocifissione e santi, periodo 1380-1399)

  • Maestro della predella dell’Ashmolean Museum (Santo Vescovo, anni 1360-1365; San Lorenzo).

  • Maestro dell’altare di San Niccolò (Madonna dell’Umiltà e quattro angeli, periodo che va dal 1350 al1380).

  • Matteo di Pacino, detto anche Maestro della Cappella Rinuccini  (Visione di san Bernardo e santi, intorno all’anno 1365; S. Michele Arcangelo, S. Bartolomeo, S. Giuliano e una donatrice, dopo il 1348; Elemosina di sant’Antonio Abate, dopo il 1370).

  • Nardo di Cione (Trittico del Thronum Gratiae), anno 1365).

  • Niccolò di Tommaso (Incoronazione della Vergine, anno 1370).

Sala di Giovanni da Milano

Nella sala di Giovanni da Milano, oltre alla Cristo Pietà del maestro a cui essa è dedicata, vi sono le opere degli artisti sotto riportati.

  • Andrea Buonaiuti (Santa Domitilla, intorno al 1365; Sant’Agnese).

  • Cenni di Francesco (Madonna col Bambino, anni 1380-1390).

  • Don Silvestro dei Gherarducci (Madonna dell’Umiltà e Angeli, periodo che va dal 1370 al 1377)

  • Giottino (Madonna col Bambino in trono, intorno al 1360, Opera attribuita all’artista)

  • Giovanni da Milano (Cristo in pietà, anno 1365).

  • Giovanni del Biondo (San Giovanni Evangelista in trono, periodo che va dal 1380 al 1385)

  • Ignoto fiorentino (Incoronazione della Vergine, anni 1390-1399).

  • Maestro della Misericordia dell’Accademia (secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi di Giovanni Gaddi) (Madonna col Bambino in trono e otto santi, intorno al 1380; Madonna col Bambino fra i santi Pietro e Paolo, intorno al 1360; Madonna della Misericordia, intorno al 1380; Natività, periodo 1370-75; Stigmate di san Francesco, periodo 1370-75; Conversione di san Paolo, anni 1370-1375).

  • Maestro della predella dell’Ashmolean Museum (Madonna col Bambino, intorno al periodo 1370-1390).

  • Maestro dell’Annunciazione dei Linaioli (Annunciazione, Natività, Presentazione al tempio, profeti, Epifania, opere realizzate in collaborazione con Mariotto di Nardo nella seconda metà del Trecento).

Sala del Tardo-Trecento

Nella sala del Tardo-Trecento sono esposte opere di artisti attivi a cavallo dei secoli XIV-XV:

  • Agnolo di Domenico del Mazziere (Quattro Evangelisti, intorno ai primi anni del Quattrocento).

  • Bicci di Lorenzo (Sant’Andrea e S. Michele; S. Benedetto; S. Paolo; S.  Giovanni Gualberto; S. Pietro, anni 1430-1435; San Girolamo e san Lorenzo, anni 1420-1430; Santi apostoli, anni 1420-1425).

  • Cenni di Francesco (Natività, anni 1395-1400).

  • Giovanni Dal Ponte (San Giuliano; San Giovanni Battista, 1430 circa; San Giacomo; Sant’Elena, 1420-1430; Polittico dell’incoronazione della Vergine e santi, 1400-1430 circa)

  • Giovanni del Biondo (Presentazione al Tempio tra san Giovanni Battista e san Benedetto, anno 1364; Polittico con l’Annunciazione e santi, intorno agli anni 1380–1385).

  • Jacopo Cambi (Incoronazione della Vergine, anno1336).

  • Lippo d’Andrea (Madonna in trono con Bambino, anni 1430-1440).

  • Lorenzo di Bicci (San Martino in trono; Elemosina di san Martino, anni 1385-1389; San Giuliano e san Zanobi, anni 1380-1400).

  • Lorenzo di Niccolò (San Bartolomeo, intorno al primo decennio del Quattrocento; San Zanobi; Incoronazione della Vergine e quattro angeli musicanti).

  • Maestro di Borgo alla Collina (Crocifissione, intorno alla prima metà del Quattrocento)

  • Maestro “Francesco” (Madonna col Bambino, anno 1391).

  • Mariotto di Nardo (Madonna col Bambino e santi, 1380-1400 circa; Crocifissione e quattro storie di san Nicola, 1415 circa; Annunciazione, 1400-1410 circa; Madonna col Bambino e santi; Madonna col Bambino e santi, 1418; Angelo Annunciante; Vergine Annunciata; Crocifissione; Storie della Vergine).

  • Niccolò di Pietro Gerini (Cristo in Pietà; Crocifissione con San Francesco adorante e santi, 1390-1400 circa; Le esequie di un confratello, anni 1404 –1408 circa; Madonna col Bambino e santi, anno 1404; La Santissima Trinità con san Francesco e santa Maria Maddalena, 1385 circa; Il Redentore e santi; Madonna col Bambino in trono e due santi, intorno al 1400; Madonna col Bambino e santi, intorno al 1410).

  • Pittore fiorentino (Madonna dell’Umiltà, ultimo decennio del Trecento)

  • Rossello di Jacopo Franchi (San Giovanni Battista; San Francesco, 1400-1410 circa; Incoronazione della Verginei, intorno al 1422 (periodo incerto)).

  • Spinello Aretino (Trittico della Madonna in trono e santi, anno 1391; Santo Stefano, anni 1400-1405).

  • Spinello Aretino (Incoronazione della Vergine, angeli e santi, anno 1401, realizzata in collaborazione con Lorenzo di Niccolò e Niccolò di Pietro Gerini)

Sala di Lorenzo Monaco

La sala, dedicata al celebre miniatore di scuola fiorentina Lorenzo Monaco, ospita un’importante collezione dell’artista e una pregiata raccolta di icone russe che appartennero ai Lorena. Insieme a Lorenzo Monaco elenchiamo anche gli artisti presenti in loco.

  • Agnolo Gaddi (Madonna dell’Umiltà con sei angeli, intorno alo 1395; Madonna del Latte e santi, intorno al 1380).

  • Andrea Rico (Madonna col Bambino e angeli, periodo 1450-1490).

  • Bartolomeo di Fruosino (Croce sagomata e dipinta, intorno al 1411).

  • Lorenzo Monaco (Madonna col Bambino in trono fra i santi Giovanni Battista, Lucia, Antonio Abate, Pietro, Giuliano e Caterina, probabile periodo 1395-1400; Orazione nell’orto, 1395-1400; Trittico dell’Annunciazione, 1410 circa; Polittico della Madonna in trono e santi, 1410; Croce dipinta, 1400 –1410 circa; Cristo in Pietà con i simboli della Passione, 1404: Madonna col Bambino e santi, 1408; Crocifissione; Vergine dolente; San Giovanni Evangelista, 1405-1410; San Mosè intorno al 1395; San Pietro, stesso periodo; San Giovanni Battista, stesso periodo; San Paolo, stesso periodo; Redentore benedicente, anni 1410-1415; Santa Caterina d’Alessandria, san Caio Papa, anni 1390-1400; nonché la Madonna del latte, l’Annunciazione, Crocifissione con dolenti, santi, rispettivamente nel periodo dal 1390-1430, in collaborazione con il Maestro della predella Sherman).

  • Maestro della predella Sherman (Crocifissione, periodo1415-1430).

  • Mariotto di Cristofano (Episodi della vita di Cristo e della Vergine, realizzati dopo il 1450)

Sala del Gotico internazionale

In questa sala sono esposte opere di artisti gotici, italiani ed internazionali, che elenchiamo di seguito:

  • Bicci di Lorenzo (San Lorenzo, periodo 1420-1430; Matrimonio mistico di santa Caterina, periodo1423-1425).

  • Gherardo Starnina (Madonna col Bambino, periodo 1400-1410)

  • Giovanni Toscani (Incredulità di san Tommaso, 1419-1420; Stigmate di san Francesco e un miracolo di san Nicola di Bari, 1423-1424 circa; Madonna col Bambino, biennio 1423-1424; Crocifissione)

  • Maestro del 1416 (Madonna col Bambino, anno 1416)

  • Maestro della Madonna Straus (Cristo in pietà con i simboli della Passione, 1405 circa; Annunciazione, 1400-1410 circa; Santa Caterina d’Alessandria; San Francesco, periodo 1400-1410; Madonna col Bambino fra i santi, intorno al 1385).

  • Maestro di Borgo alla Collina (due Madonne in trono con Bambino e santi, intorno al 1425 e 1420).

  • Maestro di Sant’Ivo (due Madonne col Bambino e santi, periodi 1390-1410 e 1400-1415).

  • Pittore fiorentino (Quattro tavole di cui tre dipinte su ambo i lati: San Girolamo e una santa; San Nicola e san Pietro e nel verso un profeta e testa d’angelo; San Pietro Martire e sant’Eustachio e nel verso il Profeta Geremia e testa d’angelo; Santa Reparata e san Giacomo e nel verso un angelo con turibolo).

  • Rossello di Jacopo Franchi (Madonna col Bambino e santi, periodo stimato intorno alla prima metà del Quattrocento)

Collezioni russe

Infine segnaliamo un’interessantissima collezione di opere di Scuola russa del Sei-Settecento.


Musei di Speleologia, Scienze Naturali e di Arte contemporanea dell’Aquila

Riportiamo i cinque principali musei dell’Aquila

Il Museo di Speleologia: L’Aquila V. Rivera presso la località. Stiffe si trova in Grotte di Stiffe.Il telefono è. 086286142 per le prenotazioni

Il Museo Scienze Naturali ed Umane presso il  Convento S. Giuliano si trova in via S. Giuliano L’Aquila. Il telefono è. 0862314201

Il Museo Nazionale dell’Abruzzo si trova nel viale B. Croce L’Aquila. Il telefono della Sovrintendenza è 08626331 mentre la quello della portineria  633200

 Il Museo Sperimentale dell’Arte Contemporanea il Museo si trova in via Paganica al n° civico17 L’Aquila. Il telefono è 0862410505

La Casa Museo  Signorini-Corsi si trova in  via Patini n° 27 L’Aquila. Il telefono del Museo è 0862410900 mentre quello per le prenotazioni è 86142.

All’elenco Musei d’Italia


Musei, Gallerie, Pinacoteche, di Roma e città del Vaticano

(Potete telefonare per prenotazioni ai musei di Roma e Vaticani)

La Galleria Borghese, presso Villa Borghese si trova in piazza S. Borghese n° 5 Roma. Il numero telefonico del Museo è 068417645 mentre quello delle  informazioni per le prenotazioni e le visite è 0632810-1

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Comunale), quella che una volta era la fabbrica della Peroni, si trova in via Reggio Emilia al n° 54 Roma. Il numero telefonico è  068844930/0667107900

L’Antiquarium Forense si trova in piazza S. Maria Nova al numero civico 53 Roma. Il numero telefonico è 0669901100

L’Antiquarium del Celio si trova in via del Parco del Celio n° 22 Roma. Il numero telefonico è 067001569

La Galleria Colonna si trova  via della Pilotta, 17 Roma. Il numero telefonico è 06/6794362-6784350

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Comunale) si trova in via Francesco Crispi n° 24 Roma. Il numero telefonico è 064742848

La Galleria Nazionale d’Arte Antica presso il Palazzo Barberini si trova in via Barberini n° 18 Roma. Il numero telefonico della Galleria è 064824184 mentre quello dell’ufficio informazioni è 0632810/1.

La Galleria Accademia Nazionale S. Luca si trova in piazza dell’Accademia di San Luca al numero civico 77 Roma. Il numero telefonico è 066798848/066798850

La Galleria Doria Pamphilj si trova in piazza del Collegio Romano n°  2 Roma. Il numero telefonico è 066797323

La Galleria Spada presso il palazzo Spada si trova nel vicolo del Polverone al numero 15/b Roma. Il numero telefonico della Galleria è 066861158/066874896 e quello degli uffici informazione 0632810/1

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna (non comunale) si trova nel viale delle Belle Arti al numero civico 131 Roma. Il numero telefonico è 06322981

La Galleria Nazionale del Palazzo Corsini presso il Palazzo Corsini si trova in  via della Lungara n° 10 Roma. Il numero telefonico della Galleria è 0668802323 mentre quello delle informazioni è 0632810/1.

Il Museo Barracco si trova in corso V. Emanuele II n° 166 Roma. Il numero telefonico è 0668806848

Il Museo dell’Arte Classica presso l’Università  della Sapienza alla Facoltà di Lettere si trova nel piazzale A. Moro al n° 5 Roma. Il numero telefonico è 0649913960/0649913827

I Musei Capitolini  si trovano in piazza del Campidoglio Roma. Il numero telefonico è 0639967800 per l’ufficio informazioni e per prenotazione 0667102475 per il Museo (anche per biglietteria)
Museo dei Conservatori: il telefono è 0639967800/0667102475Pinacoteca al Portico Vignola . Il numero telefonico è 0639967800/0667102071

 Raccolta Lapidaria, piazza Campidoglio, . Il numero telefonico è 0667102071/0667102475

Il Museo Archeologico Ostiense presso la località Ostia Antica si trova nel viale Romagnoli n° 717 Roma. . Il numero telefonico è 0656358099

Il Museo dell’Alto Medioevo si trova nel viale A. Lincoln n° 3 Roma. Il numero telefonico è 0654228199

Il Museo della Civiltà Romana si trova in piazza Gianni Agnelli n° 10 Roma. Il numero telefonico è 065926135

Il Museo delle Antichità Etrusche ed Italiche presso l’Università La Sapienza sez. Facoltà Lettere Dipartimento di Scienze Storiche, Antropologiche ed Archeologiche, si trova nel piazzale A. Moro n° 5 Roma. Il numero telefonico è 064452239 e 0649913981

Il Museo Casina delle Civette presso Villa Torlonia si trova in via Nomentana al n° 70 Roma. Il numero telefonico è 0644250072

Il Museo Palazzo Venezia si trova in via Plebiscito al n° 118 Roma. Il numero telefonico è 066798865 e 69994319

Il Museo Montemartini presso la Centrale Montemartini si trova nel viale Ostiense al numero civico 106 Roma. Il numero telefonico è 066920501 e 065748038.

Il Museo e la Pinacoteca Basilica di San Paolo si trova in via Ostiense n° 184 Roma. Il numero telefonico è 065410341

Il Museo Napoleonico presso il Palazzo Primoli si trova in piazza Umberto I Roma. Il numero telefonico è 0668806286.

Il Museo Istituto Centr.le Patologia del Libro si trova in via Milano n° 76 Roma. Il numero telefonico è 06482911.

Il Museo Basilica di San Pancrazio si trova in piazza S Pancrazio n° 5 Roma. Il numero telefonico è 065810458

Il Museo Anime dei Defunti presso la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio si trova in lungotevere Prati al numero 12 Roma. Il numero telefonico è 0668806517.

Il Museo delle Navi Romane località Fiumicino si trova in via Guidoni al n° 36 Roma. Il numero telefonico è 066529192 e 0665010089

Il Museo Naz. Castel S. Angelo si trova al lungotevere Castello n° 50 Roma. Il numero telefonico è 066819111.

Il Museo Naz. Romano presso Crypta Balbi si trova in via Botteghe Oscure n° 31 Roma. Il numero telefonico è 0639967700.

Il Museo Naz. Romano presso Palazzo Altemps si trova in piazza S. Apollinare n° 44. Il numero telefonico della biglietteria è 066833566 mentre per le informazioni è 0639967700.

Il Museo Naz. presso le Terme Diocleziano e Aula Ottagona si trova nel viale E. De Nicola n° 78 Roma. Il numero telefonico della biglietteria è 064882298 mentre quello delle informaz.  0639967700

Il Museo Parigino presso l’Area Domus si trova in via del Pozzetto n° 124 Roma. Il numero telefonico è 0644237261.

Il Museo Naz. Arte Orientale presso il Palazzo Brancaccio si trova in via Merulana al n° 248 Roma. Il numero telefonico è 064874415 e 064875077

Il Museo Naz. Arti e Tradizioni Popolari si trova in piazza Guglielmo Marconi n° 10 Roma. Il numero telefonico è 065910709

Il Museo Nazionale Etrusco presso Villa Giulia si trova nel piazzale Villa Giulia al numero civico 9 Roma. Il numero telefonico del Museo è 063226571 e 201706 mentre quello dell’ufficio informazioni è 0632810/1

Il Museo Naz Romano presso Palazzo Massimo alle Terme si trova in largo Villa Peretti  al numero civico 1 Roma. Il numero telefonico della biglietteria è 064814144 mentre quello delle informazioni 0639967700.

Il Museo Palatino si trova in via San Gregorio Roma. Il numero telefonico è 066990110

Il Museo Filatelico e anche Numismatico si trova nel piazzale della Stazione Roma. Il numero telefonico è 0669883708

Musei Vaticani: Elenco, ubicazione, informazioni e prenotazione (i telefoni sono anche per informazioni biglietteria)

CITTA’ DEL VATICANO : Musei vaticani, per prenotazione i telefoni sono 0669883333 e  69884947 (anche per la biglietteria)
Logge di RaffaelloMuseo Chiaramonti

Cappella Sistina

Gallerie Superiori

Museo Biblioteca Vaticana

Museo Gregoriano Egizio

Museo Pio Cristiano

Museo Gregoriano Etrusco

Museo Gregoriano Profano

Museo Pio Clementino di Scultura

Pinacoteca

Stanze di Raffaello

Musei Vaticani: Città del Vaticano

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Ancona e provincia: Musei, Collezioni, Gallerie e luoghi d’Arte

Sono elencati in questa pagina i principali musei e gallerie d’Arte della città di Bologna e provincia

Il Museo Omero si trova in via Tiziano al numero civico 50 Ancona. Il numero di telefono del Museo è. 071/2811935 mentre quello della biblioteca comunale è 0712225026 

La Pinacoteca Civica F. Podesti, Palazzo Bosdari, si trova in via Pizzecolli al numero 17 Ancona. Il telefono del Museo è  071/2225041 mentre quello del comune 07122225002.

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche,  Palazzo Ferretti, è in via G. Ferretti n° 6 Ancona, ed il numeri telefonici sono: 071/202602-0712075390

Il Museo della Città, è presso la piazza del Plebiscito Ancona: I telefoni del Museo e della Pinacoteca sono rispettivamente: 071/2225037-5060 e 0712225045.

Il Museo Diocesano,  è nella piazza Duomo al numero 9 Ancona, ed il telefono della curia è 071/2074703-071/200391

Musei nella provincia di Ancona:

Il Museo Archeologico Statale si trova a Quadreria Bruno d’Arcevia  Chiostro di San Francesco, corso G. Mazzini. Il numero telefonico è    0731989911

Le Civiche Raccolte Museali  si trova a Camerano  Palazzo Comunale, via San Francesco n° 24.Il numero telefonico è    071/730301

Il Museo Comunale di Villa Coppetti  si trova a Castelbellino presso la  Villa Coppetti in Via Marconi. Il numero telefonico è    0731778817/07317788223

Il Museo del Risorgimento si trova a Castelfidardo   presso  Palazzo Mordini, via G. Mazzini n° 5.Il numero telefonico è    0717206592/071/7808152

Il Museo Internazionale della Fisarmonica si trova a Castelfidardo in  via Mordini n° 1. Il numero telefonico è    0717808288 e quello verde è 800439392

Il Museo Zambiano si trova a Castelfidardo  in corso G. Mazzini. Il numero telefonico è    0717820409/0733556255

Il Museo Civ.co Archeologico Casagrande si trova a Castelleone di Suasa   presso il  Palazzo Della Rovere in via Ospedale n° 7.Il numero telefonico è    071966524 e quello verde è 800439392

La Civica Raccolta d’Arte si trova a Castelplanio   presso il  Palazzo Fossa Mancini in piazza G. Mazzini n°1.Il numero telefonico è    0731813401 e quello verde 800439392

La Civica Raccolta d’Arte Ridolfi  si trova a Corinaldo  dove era il Monastero Suore Benedettine di S. Anna in piazza del del Cassero n° 1. Il numero telefonico è    071679047 e quello verde 800439392

La Sala del Costume e Tradizioni Popolari si trova a Corinaldo dove una volta era la Chiesa di San Nicola  in largo XVII Settembre 1860 al n° 5. Il numero telefonico è    071679043/071679047  e quello verde 800439392

Il Museo Internazionale dell’Etichetta si trova a Cupramontana  presso il  Palazzo Leoni in corso G. Leopardi n° 58. Il numero telefonico è    0731780199; mentre quello verde 800439392

Il Deposito Attrezzato Opere d’Arte si trova a Fabriano in Via Fontanelle. Il numero telefonico è    0732/709230/0732/709319

Il Grande Museo si trova a Fabriano presso il  Loggiato di S. Francesco al numero civico 1. Il numero telefonico è    0732227029/073223169

Il Museo della Carta e della Filigrana si trova a Fabriano presso il Complesso di San Domenico in largo Fratelli Spacca n°  2. Il numero telefonico è    0732709297/073222334

Il Museo della Resistenza  si trova a Falconara Marittima   presso il  Castello Falconara Alta. Il numero telefonico è    0719166490 mentre quello verde è 800439392

Il Museo Beltrami si trova a Filottrano   presso il  Palazzo Beltrami/Luchetti al vicolo Beltrami numero civico 2. Il numero telefonico è    071201084/07133037

Il Museo d’Arte Sacra si trova a Genga in piazza San Clemente n° 2. Il numero telefonico è    0732973014/0732973265

Il Museo Colocci si trova ad  Jesi   in piazza Colocci. Il numero telefonico è    0731208334/0731538343/0731538342

Il Museo Archeologico si trova ad Jesi   presso il Complesso di San Floriano in piazza Federico II. Il numero telefonico è    073158419

Il Museo Diocesano si trova ad Jesi  presso il  Palazzo Ripanti in piazza Federico II n° 6. Il numero telefonico è    073156625

I Musei Civici  e la Pinacoteca si trovano a  Jesi presso il  Palazzo Pianetti in  via 15 Settembre n° 10. Il numero telefonico è    0731538342/0731538343

Il Museo e Pinacoteca della S. Casa si trova a Loreto presso il Palazzo Apostolico in piazza della Madonna. Il numero telefonico è    0719747198

Il Museo Civico di Osimo si trova presso il Palazzo Campana in via Campana n° 19 e piazza Dante al al n° 5. Il numero telefonico è    071714694/071714621/0717231773

Il Museo Diocesano si trova ad Osimo in  piazza Episcopio al n° 3.Il numero telefonico è    0717231808/3486017673

La Pinacoteca Comunale di Ostra   si trova presso il Palazzo Conventuali in via Antonio Gramsci n° 10. Il numero telefonico è    0717980606/ e quello verde 800439392

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Regionale) si trova a Sassoferrato  presso il  Palazzo Montanari in via Montanari n° 1. Il numero telefonico è    0732956231/0732956230

La Pinacoteca e la Sala Perottiana si trovano a Sassoferrato  presso il Palazzo dei Priori in piazza Matteotti. Il numero telefonico è    0732956231/0732956230

Il Museo La Fenice si trova a Senigallia   nel  Viale Giacomo Leopardi. Il numero telefonico è    071/6629348/0716629350

Il Museo di Arte Moderna si trova a Senigallia in via Pisacane n° 84. Il numero telefonico è    07160424

La Pinacoteca Diocesana d’Arte Sacra si trova a Senigallia presso il Palazzo Vescovile in piazza Garibaldi n° 3. Il numero telefonico è    07165758/07160498

Il Museo dei Fossili Don G. Mattiacci si trova a  Serra San Quirico  presso la Parrocchia Santa Maria del Mercato in via Aldo Moro N° 4. Il numero telefonico è    073186030

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Musei di Siena

Musei  e luoghi d’Arte di Siena

Nei musei di Siena si può ammirare scultura e pittura dell’età romanica, gotica, pre-rinascimentale ed i capolavori della scuola senese. Belle e da non perdere sono le chiese e le piazze storiche della città.

L’Accademia dei Fisiocritici  ovvero il Museo di Storia Naturale  si trova in Prato S.Agostino n° 5  nella piazzetta S, Siena. Gigli al numero civico 2. Il telefono/Fax: per informazioni è 057747002. L’intera collezione include tutte le sez. di zoologia, geologia, botanica ed anatomia .

Il Duomo di Siena si trova in piazza del Duomo al n° 8. Il telefono per le informazioni e comunicazioni è 057742309 – 283098  il fax è 0577280 626

Il Museo Civico si trova presso il Palazzo Pubblico (Palazzo Comunale via il Campo n° 1) Siena. Il telefono per informazioni è 0577292 226  mentre il  Fax: è 0577292296.

Il Museo per bambini si trova in via Pispini n° 164 Siena. Il telefono per informazioni è 057746517.

Il Museo della Società si trova in via Roma al n° 71 Siena. Il telefono è 0577284 300  mentre il numero di Fax 0577284347.

Il Museo Geomineralogico e Zoologico si trova presso l’Accademia dei Fisiocritici al Prato Sant’Agostino N° 5 Siena. per le informazioni il numero di telefono è 057747002 (anche fax)

L’Oratorio di San Bernardino si trova in Piazza S. Francesco Siena. Il telefono per i contatti è 0577 283048 mentre il  Fax è 0577280626 .

Il Palazzo delle Papesse ovvero il Centro di Arte Contemporanea si trova in via di Città n° 126 Siena. Per informazioni telefonare al 057722071 mentre per contatti scritti il fax è 057742039.

La Pinacoteca Nazionale di Palazzo Buonsignori si trova in via di S. Pietro al numero civico 29 Siena. per contatti telefonici il numero è 0577281161 mentre il fax è 0577286143 e 0577270508

Il Santuario S. Caterina da Siena si trova in via Costa di Sant’Antonio angolo di via Fontebranda Siena.

Il Complesso museale di S. Maria della Scala si trova in   piazza del Duomo al numero civico  2 Siena. Per le informazioni il telefono è 0577224 811 mentre il Fax è 0577224829.

La Sinagoga si trova in via delle Scotte n° 14 Siena.

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Musei parrocchiali e civici di Aosta

Nella città di Aosta vi sono due importanti Musei:

IL Museo del Tesoro della Cattedrale, che si trova in piazza Giovanni Ventitreesimo Aosta. Il numero di  telefono del parroco è 0165/40413-40251 mentre quello del Museo è 340/2808758

 Il Museo Archeologico Regionale, che si trova piazza Roncas numero12 Aosta. Il telefono è 0165275963.

Provincia di Aosta:

Il  Museo Parrocchiale Challand Saint Victor . . Il numero telefonico è 0125967317

Il Museo Minerario Alpino  a Cogne . . Il numero telefonico è 0165749264

Il  Museo Parrocchiale a Gressoney Saint Jean . . Il numero telefonico è 0125355200

Il  Museo Regionale di Scienze Naturali a Saint Pierre. Il numero telefonico è 0165903485

Il  Piccolo Museo Parrocchiale  nella città di Arnad. Il telefono è 0125966116

Il  Museo Parrocchiale nella città di Bionaz . . Il numero telefonico è  0165710893

Il  Museo Civico a Champdepraz . . Il numero telefonico è 0125960437

Il Museo Parrocchiale a Champorcher . . Il numero telefonico è 012537107

Il  Piccolo Museo Parrocchiale a Chatillon . . Il numero telefonico è 0166563040

Il  Museo Alpino Duca degli Abruzzi  a Courmayeur . . Il numero telefonico è 0165842064

Il  Piccolo Museo Parrocchiale  a Gignod . . Il numero telefonico è 016556004

Il  Museo Parrocchiale a La Salle . . Il numero telefonico è 0165861288

Il  Museo J. B. Cerlogne a Saint Nicolas . . Il numero telefonico è 0165908882

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Musei Gallerie e Pinacoteche di Torino

La Galleria Sabauda si trova in via Accademia delle Scienze n° 6 Torino. Il numero telefonico è 011547440 e 011530501

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea si trova in via Magenta  n° 31, Torino. Il numero telefonico è 0115629911.

Il Museo Civico d’Arte Antica presso Palazzo Madama si trova in piazza Castello, Torino. Il numero telefonico è 0114429912

Il Museo Civico di Numismatica e quello di Etnografia e Arti Orientali (unico Museo) si trova in via Bricherasio  n° 8, Torino. Il numero telefonico è 011541557 e 011541608

Il Museo della Sindone presso la Chiesa del Santissimo Sudario e della Beata Vergine delle Grazie si trova in, via San Domenico n° 28. Torino. Il numero telefonico è 0114365832

I Museo Pietro Micca e quello dell’Assedio di Torino (unico museo) si trovano in via Guicciardini, 7a. . Il numero telefonico è 011546317

Il Museo delle Arti Decorative Fondazione Accorsi si trova in via Po’ al n° 55. Torino. Il numero telefonico è 0118129116

Il Museo Naz.le del Cinema si trova in via Montebello n°  20. Torino. Il numero telefonico è 0118125658

Il Museo di Antichità si trova in via venti Settembre n° 88-c. Torino. Il numero telefonico è 0115212251 e 0115211106

Il Museo Egizio si trova in via dell’Accademia delle Scienze n° 6 Torino. Il numero telefonico è 0115617776 e 011534623.

Il Museo Naz.le Risorgimento Italiano presso il Palazzo Carignano si trova in via dell’Accademia delle Scienze n° 5 Torino. Il numero telefonico è 0115621147 e 0115623719

Il Palazzo Barolo di Torino si trova in via delle Orfane n° 7 Torino. Il numero telefonico è 0114360311

Il Palazzo Reale si trova nella piazzetta Reale Torino. Il numero telefonico è 0114361455

La Pinacoteca Albertina si trova in via dell’Accademia Albertina n° 8 Torino. Il numero telefonico è 0118177862.

Il Museo Nazionale della Montagna ovvero il Museo Duca degli Abruzzi, si trova in via G. Giardino n° 39 Torino. Il numero telefonico è 0116604104.

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