La pittura gotica: Giotto
in Santa Croce
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Pagine correlate:
le opere
di Giotto
la critica su Giotto
il Gotico)
Dopo le esperienze di Assisi e
di Padova, alla pittura di Giotto è affidata la decorazione
delle cappelle Bardi e Peruzzi nella basilica Santa Croce a
Firenze (certamente posteriore al 1317, anno in cui
viene canonizzato San Ludovico di Tolosa). |
Nella cappella Peruzzi
vengono narrate le storie di Giovanni Battista e
Giovanni Evangelista, con modelli compositivi obliqui e
piuttosto vari, ma sempre costruttivi. Tra questi non si può
non ricordare la Resurrezione di Drusiana, dove in un
profondo sfondo in cui si immergono rilievi, cavità,
protuberanze e cupole ispirate a Sant'Antonio, vengono
integrati due gruppi – uno di fronte all'altro – con
simmetrie condizionate dalla candida figura di Drusiana
risorta. Qui le figure, elaborate in un linguaggio
prosastico classicheggiante, assumono un'importanza solenne.
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Giotto: La resurrezione di Drusiana (Cappella
Peruzzi, Santa Croce, Firenze) (foto da Wikimedia commons) |
Nella cappella Bardi, vengono narrate le storie di San Francesco, dove gli
stessi soggetti della basilica superiore di Assisi vengono integrati ed
arricchiti con le rievocazioni di Padova, come nella scena della Rinuncia dei
beni terreni. Tali integrazioni sono pregevoli modifiche a livello
espressivo: c'è meno bipartizione in un impianto architettonico che è visto in
profondità senza interromperne la narrazione, che invece la unisce. Le immagini
sono più rifinite e la loro struttura anatomica è più armoniosa, grazie anche ad
un cromatismo che oltretutto le rende più plastiche.
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Giotto: Particolare della rinuncia degli
averi (Cappella
Bardi, Santa Croce, Firenze) (foto da Wikimedia commons) |
La scena dei Funerali di San Francesco, narrata in due pitture parietali,
rappresenta i funerali del Santo. Qui è certamente meno dettagliata e meno
solenne di quella di Assisi, ma è visibile un forte miglioramento in fatto di
espressività, sviluppatosi con la maturazione del maestro. La scena drammatica
della morte di San Francesco, collocato in primo piano, è descritta con chiara
naturalità, ed i personaggi, uniti intorno al suo corpo esanime e ridotti al
minimo, conferiscono alla scena un carattere intimo e familiare. Nell'opera,
contrariamente a quella di Assisi, non vi sono abbellimenti a scopo puramente
decorativo come l'accentuazione della luminosità ed i vari effetti
chiaroscurali. Negli affreschi della Cappella Bardi i gesti dei personaggi sono
più concisi e più carichi di drammaticità. Quasi tutte le composizioni della
cappella Bardi sono centrali e simmetriche, ed hanno una ben ragionata
rispondenza di relazione fra narrazioni opposte, concludendosi con una
rappresentazione sopra l'arco d'entrata, con San Francesco che riceve le
stimmate. Questa scena è ravvivata da sottili e gradevoli effetti di
luminosità.
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Giotto: I funerali di San Francesco (Cappella
Bardi, Santa Croce, Firenze) (foto da Wikimedia commons) |
La
pittura di Giotto in tarda maturità si arricchisce
sull'ornamentale che vedremo nelle opere realizzate per gli Angioini a Napoli
(dal 1330 al 1332) e per i Visconti a Milano (come dicono le documentazioni),
oggi perdute.
Nel 1332 Giotto è nuovamente in Santa Croce per la realizzazione di un maestoso
polittico per la cappella Baroncelli. La parte centrale, nella sua solida
compostezza e con gli angeli nel loro fervore, manifesta il nobile linguaggio di
Giotto, nonostante la folta schiera di santi che invade i quattro scomparti
laterali, i quali perdono solennità diventando quasi una qualsiasi folla
idealizzata dalla sua bottega. La pittura di Giotto dell'ultimo periodo è più
classica e ricca di ornamentazioni, e si avvicina di più allo spirito dell'arte
trecentesca, dai cui aspetti, presto deriverà la pittura fiorentina.
Concludendo, la pittura del Grande maestro ha una chiara ed intuitiva spazialità
in un ambiente assai lontano da quello naturalistico: egli crea, in modo
semplice, forme di grande senso plastico, ed i suoi personaggi esprimono la loro
vitalità legata principalmente ai gesti. Questi gesti sono carichi di umanità e
mai casuali, con un cromatismo sempre astratto. Giotto è perciò un personaggio
del Medioevo, ma di grandissima importanza, capace di trasferire con una nuova
forza e con classicità, nel mondo dell'alta sensibilità, l'essenza della vita
umana.