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La
Toscana è una delle regioni che, almeno agli inizi,
sente poco le problematiche intorno alla pittura
barocca.
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Lodovico Cardi, meglio conosciuto come il Cigoli
(Pisa, 1559-1638) con la sua pittura sdolcinata, e
Domenico Cresti detto il Passignano (Tavarnelle Val
di Pesa 1558-1638) con il suo tenebroso cromatismo,
non riescono a gettare le basi del nuovo stile nei
centri nevralgici toscani, che rimangono ritardatari
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Cristofano Allori (Firenze, 1577-1621) , iniziato
alla pittura dal padre Alessandro, accorgendosi che
qualcosa sta cambiando, cerca di ampliare le proprie
visioni orientandosi verso i bolognesi ed i
fiamminghi, integrandoli probabilmente con la maniera
dei veneti. La sua pittura viene accostata, dai suoi
contemporanei, non al Barocco, ma a quella dei
coloristi fiorentini. Anche uno dei suoi dipinti dal
cromatismo più caldo, come la Madonna del Rosario
(Conservatorio San Domenico di Pistoia) evidenzia
delle basi manieristiche.
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Matteo Rosselli (Firenze,
1579-1651), formatosi da Gregorio Pagani e dallo studio di Andrea
del Sarto, con una bottega fra le più stimate della zona,
realizza pale d'altare equilibrate ma alquanto stridenti in
fatto di cromatismo. Continuerà per la stessa strada
Iacopo Vignali (Protavecchio, 1592-1664) con una pittura più
pastosa, morbida e sfumata, dal disegno che imita perfettamente
il vero; una maniera sentita anche dal suo contemporaneo, il
Guercino (di cui abbiamo già parlato), maestro di Carlo Dolci
detto il Carlino (1616-1686), famoso come autore di leziosi
ritratti a tematica sacra, dove prevalgono Madonne e Sante
timorate.
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Lorenzo Lippi (Firenze,
1606-1664) è un altro discepolo di Matteo Rosselli, che molto
prende dal suo maestro, ma subisce forti influenze dallo studio
della pittura di Santi di Tito ((Borgo San Sepolcro, 1536–1603):
il suo stile diventa più aspro.
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Francesco Furini (1604-1649) è
un artista dalla pittura assai sensuale e sfumata, che preferisce
tematiche profane (affreschi a Palazzo Pitti realizzati in
collaborazione con Giovanni Mannozzi da San Giovanni e "Ila e le
Ninfe" alla galleria degli Uffizi). Il Furini è figlio d'arte
(suo padre era Filippo) e la sua formazione è integrata dalla pittura
del Passignano e del Rosselli.
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Giovanni Mannozzi (1592-1636),
meglio conosciuto come Giovanni da San Giovanni, prende molto
dalla pittura del Carracci ed è certamente superiore al Furini ed a Lorenzo Lippi. Compie la sua prima formazione
sotto la guida del Rosselli, ma è l'esperienza romana
carraccesca a dargli quella spinta in più che lo porterà ad
esprimersi con incontenibile originalità ed inventiva. La sua
pittura è coloristica e la esprime generalmente con l'affresco
(Decorazioni nel Palazzo Pitti, nel Palazzo Rospiglioni, nella
Badia Fiesolana e nell'abside dei santi Coronati nella
capitale). Pittore dallo spirito alquanto stravagante al quale
si ascrisse "la burla del Pievano Arlotto", un grande capolavoro
ricco di luminosità e cromatismo. Soltanto dopo accurate
ricerche questo quadro risulterà appartenere al Volterrano
(Baldassarre Franceschini).
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Baldassarre Franceschini
(1611-1689) detto il
Volterrano, si forma sotto la guida del Rosselli e del Mannozzi e
più tardi verrà influenzato dalla pittura di Pietro da Cortona.
Ha una pittura molto disinvolta e risulta essere assai spigliato
sia nelle tele che nelle pitture parietali (affreschi fiorentini
nella cupola dell'Annunziata con la "Incoronazione della
Vergine" e le due allegorie "Virtù che trafigge l'ozio" e
"Bellezza lacerata nel tempo" al Palazzo Niccolini).
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Andrea Sacchi (1599-1661) con
grande maestria, vivacità e gusto coloristico, integra e sviluppa
la pittura dell'Albani. Opera nella capitale realizzando pale d'altare con una coloristica energica e
vitale, propria del linguaggio barocco (decorazioni di Palazzo
di Castelfusano e Barberini). Non disdegna il ritratto al quale
si dedica con acuta raffinatezza (Mons. Clemente Merlini alla
Galleria Borghese).
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Carlo Maratta (1625-1713), di
Camerano (Ancona), è un pittore che realizza pale d'altare e
ritratti. È stato un ottimo
discepolo del Sacchi e la sua pittura si
gioca sul sentimentalismo degli artisti bolognesi come il
Reni, i Carracci, Pietro da Cortona ed il Correggio, oltre che
dal suo maestro.
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Pietro Berrettini, meglio
conosciuto come
Pietro da Cortona, è considerato il motore propulsore della
pittura carraccesca. La sua pittura persisterà nel Rococò e
diventerà uno stile a cui farà riferimento l'intera Europa. Ha
molti allievi, tutti prevalentemente energici e vivaci
frescanti.
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Giovanni Battista Gaulli,
alias il Baciccio (1639-1709) originario di Genova, dove compie
la sua prima formazione nel rispetto della tradizione
cinquecentesca, mantiene stretti contatti con Van Dick e con il
Bernini a Roma. Il Baciccio supera la forza di illusionismo
prospettico del Cortona. Imponente e spettacolare è il suo
complesso figurativo ed esuberante è la sua azione coloristica e
di luminosità, accentuate da sapienti e ricercati contrasti
(affresco alla grande volta della chiesa del Gesù a Roma).
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ANDREA Pozzo (Trento, 1642 –
Vienna, 1709), gesuita, è
prevalentemente decoratore, memore della pittura veneta del nord
Italia (affreschi di Mondovì nella chiesa delle Missioni).
È
Influenzato dalla potenza cromatica del Cortona durante il
suo soggiorno romano, alla quale aggiunge un'equilibrata
preparazione prospettica e coraggiose e solenni architetture. Il
Pozzo rimane famoso per la grande maestria nella composizione e
nella prospettiva, nonostante sia stato uno stimato ritrattista
e realizzatore di pale d'altare. Lascia alcuni suoi
capolavori anche a Vienna.
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Un pittore molto legato al
Cortona che ricalca servilmente le sue orme, è Ciro Ferri
(1634-1689).
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Altri pittori di ambiente
romano molto vicini al Cortona, sono i Lucchesi Ghepardi e Coli,
dei quali si è già parlato nei frammenti barocchi veneziani. La
loro sensibilità coloristica ed atmosferica è molto alta.
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Anche FRANCESCO ROMANELLI
(1610-1662), di origine viterbese, già allievo del Domenichino,
rimane molto legato alla coloristica del Cortona.
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PIETRO TESTA (1611-1650),
meglio conosciuto come il LUCCHESINO, è anch'esso ammiratore del
Cortona, ma su di lui influisce molto di più la pittura del
Poussin.
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