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MAESTRI INGLESI E TEDESCHI
Sir Joshua Reynolds (1723-92), primo presidente della Royal Academy of Arts, realizza nel 1751 una Parodia della Scuola di Atene, e sostiene che l'imitazione è «un perpetuo esercizio dello spirito, un'invenzione continua». Questo è il periodo in cui prende piede il figurativo ed in particolare il ritratto; i più grandi rappresentanti sono Thomas Gainsborough (1727-88), Sir Thomas Lawrence (1769-1830) e lo stesso Reynolds, i quali armonizzano l'attrattiva della natura, della luce e della vita stessa con la splendente raffinatezza delle figure. Il pittore e scultore John Flaxman (1755-1826), realizzatore di monumenti funerari nell'abbazia di Westminster e nella cattedrale di San Paolo, divulga verso la fine del Settecento le illustrazioni per l'Iliade e l'Odissea, che diventeranno ben presto conosciute in tutto il continente europeo. La rinuncia alla composizione di un'illusione spaziale ed alla trasformazione dei contorni volumetrici con conseguente eliminazione delle ombre, è materia che viene da sempre appresa nello studio del vaso greco; ma le sue rappresentazioni figurative si manifestano piuttosto spettrali, con esseri appartenenti all'immaginazione. Mentre la Francia è messa in disordine da impetuose lotte sociali rimanendo un paese prevalentemente agricolo, l'Inghilterra subisce un forte sconvolgimento di ben altro genere, noto come Rivoluzione industriale. Nell'esperimento con la pompa pneumatica (1768) di Joseph Wright detto Wright of Derby , una giovane donna si duole sulla sorte di un uccello ucciso nella pompa. Nel 1769 James Watt inventa la macchina a vapore (poi migliorata da Thomas Newcomen) che si rende presto essenziale per l'aspirazione dell'acqua all'interno delle miniere e per il funzionamento delle macchine nel campo del tessile. È questo il periodo in cui si apre la strada ad innovative applicazioni in tutti i campi: industria, navigazione e ferrovie. Lo scrittore e poeta Wolfgang von Goethe in Germania, contraddistingue la "natura nobile" dalla "natura comune" non per la sostanza, ma esclusivamente per il suo grado di purezza e di comprensibilità. L'arte classica non ha mai rinnegato la natura, ma è sempre stata essa stessa, la forma più ricercata e "più vera" di naturalismo. Nel 1777, Goethe raffigura l'altare della buona fortuna: una sfera, con un significato di perturbati desideri. Il Paesaggio eroico con arcobaleno (1805) di Joseph Anton Koch (1768-1839), che rimane a Roma dal 1795 sino alla morte, è una mitica visione, definizione attribuita dallo stesso artista, «un grande paesaggio greco». Ma dietro l'atmosfera serena e il disegno che delinea, con grandissima precisione pecore e pastori, il linguaggio rinascimentale scompare del tutto. Si manifestano un insieme di sensazioni dove lo sguardo si smarrisce; in questo modo vengono anticipate le soluzioni del 1800.
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